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La nuova Casa di Comunità a Trezzo riunisce servizi sanitari e sociali in un'unica sede. L'obiettivo è facilitare l'accesso alle cure per i cittadini, specialmente per le fasce più fragili della popolazione.

Nuova sede per i servizi sanitari a Trezzo

A Trezzo è stata inaugurata la nuova Casa di Comunità. La struttura nasce dal recupero dell'ex poliambulatorio di piazzale Gorizia. Questo centro rappresenta un importante passo avanti per l'integrazione dei servizi sanitari e sociali sul territorio. L'iniziativa mira a rafforzare il legame tra l'azienda sanitaria e la cittadinanza. L'intento è anche quello di alleggerire il carico sui pronto soccorso ospedalieri.

La nuova sede è pensata per essere un punto di riferimento per la comunità. L'ex poliambulatorio, che in passato ha rischiato la chiusura, si trasforma ora in un centro nevralgico. Ha già ospitato un centro vaccinale per il Covid-19. Ora diventa parte integrante della rete di Asst Melegnano-Martesana. L'obiettivo è fornire un supporto concreto ai cittadini più vulnerabili.

Il Punto Unico di Accesso si trasferisce

Da ieri, il Punto Unico di Accesso (Pua) ha trovato la sua nuova collocazione all'interno della Casa di Comunità. Questo spostamento segna l'inizio di un nuovo percorso. Il Pua era precedentemente situato presso il Municipio. La sua integrazione nella nuova struttura favorisce un approccio più coordinato. I servizi sanitari e sociali lavoreranno in sinergia per rispondere meglio ai bisogni della popolazione.

Il sindaco Diego Torri ha commentato l'avvio delle attività. Ha spiegato che il Cup (Centro Unico di Prenotazione) è già operativo. Attualmente, le prenotazioni riguardano prestazioni mediche erogate fuori dal comune. Il primo cittadino ha sottolineato l'importanza di questo cambiamento. «Il destino della struttura è mutato grazie alla spinta verso la territorialità delle cure», ha affermato Torri. «Finalmente si vede la luce in fondo al tunnel e si accorcia la distanza dalla gente», ha aggiunto.

Obiettivi e servizi della nuova struttura

L'amministrazione comunale si dichiara pronta a collaborare attivamente con l'azienda ospedaliera. L'obiettivo comune è rendere la Casa di Comunità un luogo accogliente e funzionale per tutti. «Siamo pronti a lavorare al fianco dell’azienda ospedaliera perché il vero obiettivo condiviso è fare entrare le persone nella nuova sede», ha dichiarato il sindaco. Sono già al lavoro gli infermieri di famiglia. Mancano ancora il centro prelievi e le vaccinazioni. Tuttavia, il vecchio poliambulatorio ha intrapreso il suo cammino verso la piena operatività come Casa di Comunità.

L'ambizione è quella di concentrare «l’intera offerta in un posto solo a vantaggio soprattutto di chi è più in difficoltà», ha aggiunto Torri. L'analisi dei bisogni della popolazione è considerata un aspetto fondamentale. La struttura si propone di essere «un faro per tutti», un punto di riferimento accessibile. Sono previste giornate dedicate agli screening sanitari. Verranno organizzati incontri per far conoscere meglio gli spazi e i servizi offerti. L'intento è quello di riempire il contenitore con contenuti utili e mirati.

Un polo di riferimento per l'area Adda

La Casa di Comunità ospiterà specialisti medici e medici di famiglia. Saranno disponibili diverse terapie mediche, escludendo quelle di emergenza. L'Asst ha annunciato l'attivazione dei primi servizi, anticipando l'arrivo di ulteriori prestazioni. Questo renderà la Casa di Comunità di Trezzo un vero e proprio «punto di riferimento per l’area Adda». Sono già presenti la psicologa di comunità e gli sportelli per la scelta e revoca dei medici.

Sono in programma incontri specifici. Tra questi, un appuntamento con il Gruppo Mamme insieme alla pediatra. Ci saranno anche incontri con i medici che inizieranno a prestare servizio nella struttura. L'integrazione dei servizi sanitari e sociali in un unico luogo mira a semplificare l'accesso alle cure. Questo dovrebbe migliorare la qualità della vita dei residenti, in particolare delle persone anziane e con patologie croniche.

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