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La provincia di Treviso affronta un paradosso pasquale: la richiesta di dolci tradizionali è in crescita, ma le pasticcerie artigiane faticano a reperire personale esperto. L'aumento dei costi delle materie prime aggrava ulteriormente la situazione per le imprese locali.

Aumento domanda e costi per dolci pasquali

La Settimana Santa porta con sé un incremento della richiesta per i prodotti dolciari tipici della Pasqua. Le imprese artigiane del settore, tra cui pasticcerie e cioccolaterie, si trovano a gestire un periodo cruciale per il loro business. Tuttavia, questa crescita della domanda si scontra con una realtà complessa fatta di costi in aumento e difficoltà nel trovare manodopera qualificata.

Le aziende artigiane venete del comparto dolciario e della panificazione affrontano una stagione fondamentale. L'incremento dei costi delle materie prime, come cacao e caffè, incide significativamente. A ciò si aggiungono le preoccupazioni per l'instabilità dei prezzi energetici, dovuta a fattori geopolitici.

Queste tensioni si ripercuotono sui prezzi finali per i consumatori. Si osserva un aumento dei costi per gelati e prodotti di pasticceria. I prodotti che richiedono maggiori quantità di materie prime, come le uova di cioccolato, registrano aumenti ancora più marcati.

Carenza di personale qualificato nel settore dolciario

Il problema più sentito dalle imprese del settore dolciario e della panificazione riguarda la difficoltà nel reperire personale. I dati evidenziano una forte carenza di figure professionali come pasticceri, gelatieri e cioccolatieri. Molte delle posizioni lavorative previste per l'anno precedente sono risultate di difficile copertura.

La causa principale di questa difficoltà non è la mancanza di candidati, ma piuttosto la loro inadeguata preparazione professionale. Le aziende cercano prevalentemente giovani, mostrando una forte apertura verso l'apprendistato e contratti a tempo indeterminato. Anche il settore della panificazione lamenta una situazione critica simile.

La ricerca di personale qualificato rappresenta una sfida costante. Le imprese sono alla ricerca di nuove leve, ma la formazione specifica sembra non essere sufficiente a coprire il fabbisogno del mercato. Questo crea un divario tra le esigenze delle aziende e le competenze disponibili.

Formazione e prospettive per il futuro

La questione della formazione gioca un ruolo centrale in questo scenario. Le iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado mostrano una preferenza per i licei e gli istituti tecnici rispetto ai percorsi professionali. Il numero di studenti che scelgono istituti professionali e percorsi di formazione professionale risulta insufficiente a soddisfare le richieste del mercato del lavoro.

In questo contesto, si inserisce la riforma dell'istruzione tecnico-professionale. L'obiettivo è rafforzare il legame tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Confartigianato Veneto vede in questa iniziativa un'opportunità per migliorare la preparazione degli studenti.

È necessario un investimento strutturale per rendere i percorsi formativi più efficaci. Bisogna modernizzare i laboratori e avvicinarli alle reali esigenze produttive. L'integrazione degli artigiani nei percorsi formativi è fondamentale per trasferire competenze aggiornate. Questo avvicinerebbe la formazione alle reali necessità delle imprese, rendendo i percorsi più attrattivi per i giovani.

Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, sottolinea come la mancanza di ricambio generazionale e competenze minacci la capacità di rispondere alla domanda, specialmente nei periodi di picco come la Pasqua. L'aumento dei costi energetici, cruciale per attività come pasticcerie e panifici, aggrava ulteriormente la pressione sui margini delle imprese venete.

Cristiano Gaggion, presidente della Federazione Alimentaristi di Confartigianato Veneto, concorda sulla direzione positiva della riforma, ma evidenzia la necessità di un supporto concreto. «Dobbiamo migliorare le infrastrutture dei percorsi formativi», afferma Gaggion, «rendere i laboratori più moderni e vicini alle reali condizioni produttive, investire nella formazione inserendo gli artigiani all’interno dei percorsi formativi così che possano trasferire competenze aggiornate e aderenti ai fabbisogni delle imprese: significa portare le imprese dentro la scuola, con testimonianze, docenze e attività pratiche, accorciando la distanza tra formazione e lavoro per rendere questi percorsi più attrattivi per i giovani».

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