Mattia Marchesetti, 42 anni, ha segnato il suo ultimo gol in Seconda Categoria, completando una carriera unica. Ha segnato in ogni divisione calcistica italiana, dalla Serie A alla Terza.
Mattia Marchesetti: una carriera da record
A 42 anni, Mattia Marchesetti ha realizzato il suo ultimo gol. La marcatura è arrivata su calcio di rigore in Seconda Categoria. Questo gol ha completato una collezione di reti incredibile. Marchesetti ha segnato in ogni singola categoria del calcio italiano. Dalla massima serie fino ai livelli più bassi del calcio dilettantistico.
Il calciatore ha raccontato l'emozione del suo ultimo gol. «Quando l'arbitro ha indicato il dischetto mi è passata davanti tutta la vita», ha dichiarato. «Il pallone pesava cento chili. Un bel respiro e 'dai, calcio come sempre, secco e nell'angolino'». Il gol è entrato e le lacrime sono scese. «Le ho viste negli occhi di tanti, in tribuna c'era tutta la mia famiglia», ha aggiunto.
Ha pianto per il record e per la consapevolezza che fosse l'ultimo gol. Un traguardo raggiunto con la maglia del Trescore. La stessa squadra allenata da suo padre Domenico trent'anni fa. Questo successo lo inserisce in un albo d'oro esclusivo. Prima di lui, solo Marcello Diomedi, Antonio Martorella e Denis Godeas avevano raggiunto traguardi simili. Marchesetti, però, è il più anziano a completare questa impresa.
Dalla Serie A ai campi di provincia
La carriera di Mattia Marchesetti è iniziata nei campionati professionistici. Ha vestito la maglia del Chievo, dove ha assaporato la Serie A. «All'inizio più palestra che campo: altri ritmi», ha ricordato. Ha condiviso lo spogliatoio con giocatori del calibro di Julio Cesar. Ha segnato un gol memorabile contro il Parma, con una rete che ha superato difensori come Paolo Cannavaro e Contini, battendo il portiere Frey.
Ha poi giocato con la Cremonese, la squadra della sua città. «In grigiorosso ho fatto tutta la trafila. Da raccattapalle ad ammirare Maspero e Tentoni allo Zini, fino a giocare proprio lì», ha spiegato. Un gol importante è arrivato nella finale playoff contro il Sudtirol, che valse la promozione in C1. «Cremona era la mia Serie A», ha affermato con orgoglio.
Ha affrontato difese leggendarie in Serie A. Contro il Milan, si è trovato di fronte giocatori come Cafù, Nesta, Stam e Maldini. «Una spallata di Stam e sono finito contro i cartelloni», ha raccontato. Ha definito Samuel Eto'o l'avversario più ostico incontrato in Serie B. «Forte di testa, di piede, cattivo, sul pezzo», ha descritto.
Ha giocato anche contro la Juventus di Buffon, Chiellini e Del Piero con la maglia della Triestina. «Con la Triestina li avevamo spaventati andando in vantaggio», ha ricordato. Ha poi menzionato altri compagni di squadra di alto livello. Tra questi, Amauri e Tiribocchi, con cui ha sviluppato un'intesa particolare in attacco.
L'esperienza con Sarri e Delneri
Nei suoi trascorsi in Serie D, Marchesetti ha avuto l'opportunità di lavorare con Maurizio Sarri all'Alessandria. «In tv sembra un po' rude, invece ho fatto tanto di quel ridere», ha rivelato. Ha elogiato la preparazione tattica di Sarri e del suo vice, Calzona. «Sapevano tutto degli avversari, dal portiere all'ultimo in panchina», ha commentato.
Ha anche ricordato la preparazione meticolosa di Luigi Delneri. «Undici contro zero un'ora e mezza, tutte combinazioni a memoria, a duemila», ha descritto gli allenamenti intensi. Queste esperienze formative hanno contribuito alla sua crescita come calciatore.
Dopo le esperienze professionistiche, Marchesetti ha scelto di tornare a giocare nei dilettanti. «Mi sono avvicinato a casa, mai pentito. Ho dato il massimo, tutto quello che avevo», ha affermato. L'idea del record è nata quando si è reso conto che mancavano solo due categorie da conquistare.
La decisione di smettere e il futuro
Ora, a 42 anni, Marchesetti ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. «Smetto. Farò un tatuaggio: le mie amate scarpe attaccate al chiodo e la data di domenica scorsa», ha annunciato. La decisione è stata anche influenzata dalla famiglia. «Mia moglie Elisabet mi ha sempre sostenuto: 'Ma adesso basta', ha detto», ha spiegato.
Nonostante la fine della carriera agonistica, il legame con il calcio rimarrà forte. I suoi figli, Giulia e Riccardo, sono parte integrante della sua vita sportiva. Riccardo gioca nelle giovanili della Cremonese. Marchesetti ha anche commentato le abilità calcistiche dei suoi figli, notando le differenze nel loro stile di gioco.
Ciò che gli mancherà di più è l'ambiente dello spogliatoio. «Lo spogliatoio, la pizza il mercoledì, quello stare insieme. Ecco quello mi mancherà tantissimo», ha confessato. L'idea di smettere è stata graduale. «Quest'estate, dopo un anno di stop, ho parlato col Trescore. Così, il 16 agosto, ennesima preparazione: dolori indicibili, dall'alluce al gomito», ha raccontato.
Ha riflettuto sulle difficoltà degli allenamenti nei dilettanti. «Gli allenamenti di sera col ghiaccio, coi palloni duri, sul campo in terra...», ha descritto. Ma la passione per il gioco lo ha sempre spinto avanti. «Però quando arrivavo là tornavo ragazzino», ha concluso.