Il settore edile in Trentino mostra segnali di ripresa, spingendo i sindacati a richiedere un miglioramento delle condizioni lavorative. La proposta mira ad aumentare gli stipendi, combattere lo sfruttamento e potenziare la formazione.
Aumenti salariali e lotta al caporalato
I sindacati dell'edilizia trentina hanno presentato una piattaforma rivendicativa. L'obiettivo è ottenere aumenti salariali per sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori. Parallelamente, si vuole contrastare il fenomeno del caporalato. La formazione professionale è considerata un pilastro fondamentale.
Viene ribadita l'importanza della bilateralità. Questo significa un dialogo costante tra aziende e dipendenti. In Trentino, questo dialogo è rappresentato dalla Cassa edile e dal Centrofor. Il documento, elaborato da Fillea Cgil, Fenal Uil e Filca Cisl, si concentra sull'edilizia industriale.
Esiste una distinzione rispetto al contratto dell'edilizia artigianale. Quest'ultimo sarà oggetto di trattative separate. La piattaforma sindacale è in linea con un piano di rilancio salariale. Tale piano era stato concordato nel luglio precedente con le associazioni datoriali Ance e Artigiani.
Dati sul settore edile trentino
Nel 2025, il Trentino contava 941 imprese edili industriali. A queste si aggiungevano 1.332 imprese edili artigiane. La differenza nel numero di addetti è significativa. Le imprese industriali impiegavano 9.307 lavoratori. Quelle artigiane, invece, ne contavano 5.463.
Delle quasi 2300 aziende totali, solo 1500 hanno sede in Trentino. Le ore lavorate nel 2025 ammontano a 11 milioni e 400 mila. Rispetto all'anno precedente, si è registrato un aumento di 400 unità nel numero di addetti.
Il Trentino ospita 7.800 lavoratori stranieri. Provengono da 88 diverse nazioni. La formazione linguistica è vista come uno strumento essenziale. Serve a prevenire il caporalato e ogni forma di sfruttamento lavorativo.
Sfide e proposte per il futuro
I fatturati del settore edile sono in crescita. Tuttavia, i sindacati sottolineano l'alto costo della vita in Trentino. Viene evidenziato come l'Alto Adige offra retribuzioni superiori. Le imprese che operano nel rispetto delle regole subiscono uno svantaggio competitivo.
Queste ultime devono confrontarsi con aziende meno scrupolose. Per mantenere il Trentino attrattivo, sono necessarie misure concrete. La piattaforma sindacale include 21 punti specifici. Si richiede un aumento di 50 centesimi all'ora per la presenza in cantiere.
Per le trasferte, si propone una nuova fascia chilometrica oltre i 60 km. Le indennità attuali dovrebbero essere incrementate. L'assenza per malattia nei primi 3 giorni, non coperti dall'INPS, dovrebbe essere sostenuta dall'azienda. Riguardo ai trasporti, si chiedono 50 centesimi per chilometro.
Si propone l'uso di strumenti come "Google Maps" per il rilevamento delle distanze. Una figura attesa da tempo è il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale. La sua istituzione in Trentino è ancora pendente.
Ulteriori richieste sindacali
Si sollecita un maggiore investimento nella previdenza complementare. È necessario definire procedure certe per il pagamento dell'elemento variabile della retribuzione. Vengono richieste nuove tutele per permessi e congedi. Si auspicano inoltre norme chiare per il lavoro in condizioni climatiche estreme, sia calde che fredde.
Per il lavoro in "alta montagna", si chiede un aumento degli importi. Si propone anche di abbassare l'altitudine di riferimento. L'attuale soglia di 1.500 metri dovrebbe essere ridotta a 1.200 metri. Questo allineamento è richiesto per equiparare il contratto dell'edilizia industriale a quello artigianale.
L'introduzione del badge di cantiere è considerata indispensabile. Un punto cruciale riguarda i livelli e le qualifiche professionali. Attualmente, troppi lavoratori sono classificati come "manovali generici". Le competenze e i ruoli esistono ma non vengono adeguatamente riconosciuti.
Il pasto deve essere garantito. Si chiede l'integrazione della spesa quando supera gli 11.50 euro già previsti. Si auspica l'avvio effettivo della borsa lavoro "Blen-It". Questo strumento potrebbe bypassare i "caporali" facilitando l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Infine, si richiedono indennità aggiuntive per chi opera in galleria. Sono previsti anche adeguamenti per le indennità di guida. L'obiettivo è migliorare le condizioni complessive del comparto edile.