Al Museo Nazionale della Montagna di Torino una mostra celebra due leggende dell'alpinismo del Novecento, Giusto Gervasutti e Gabriele Boccalatte. L'esposizione, visitabile fino all'11 ottobre, ripercorre le loro imprese e vite.
Due pionieri dell'alpinismo a confronto
Il Museo Nazionale della Montagna di Torino ospita un'esposizione dedicata a due figure iconiche dell'alpinismo del XX secolo. La mostra, intitolata «La cordata ideale. Giusto Gervasutti e Gabriele Boccalatte nella Torino tra le due guerre», rimarrà aperta al pubblico fino all'11 ottobre.
L'allestimento unisce idealmente i due alpinisti, protagonisti di un'epoca pionieristica. La loro collaborazione effettiva fu breve, ma il loro impatto sull'alpinismo fu immenso. Entrambi sognarono grandi vette, ma le loro vite furono interrotte tragicamente.
Gabriele Boccalatte perse la vita nel 1938 durante il tentativo di scalata dell'Aiguille de Triolet, una cima del Monte Bianco. Otto anni dopo, anche Giusto Gervasutti trovò la morte sul Monte Bianco.
Questi due uomini sono considerati vere leggende del secolo scorso. Gervasutti, originario del Friuli ma torinese d'adozione, introdusse nelle Alpi occidentali tecniche e un approccio mentale avanzato, ispirato al sesto grado dolomitico.
Boccalatte, invece, era un pianista di talento e uno scalatore eccezionale. La sua forza fisica si univa a una profonda sensibilità artistica, elementi che trasparivano nelle sue imprese alpinistiche.
Le imprese che hanno segnato la storia
I visitatori della mostra potranno rivivere le spedizioni che hanno scritto capitoli fondamentali nella storia dell'alpinismo. Le scalate nel gruppo del Monte Bianco sono al centro dell'esposizione.
Saranno ripercorse le salite congiunte al Pic Adolphe Rey e al pilastro del Pic Gugliermina, considerate tra le loro più grandi realizzazioni. L'esposizione metterà in luce anche l'ossessione di Gervasutti per le Grandes Jorasses.
La parete Est di questa imponente montagna fu teatro del suo capolavoro nel 1942. La mostra non si limita alle grandi pareti, ma include anche fotografie che documentano l'attività scialpinistica.
Saranno esposte immagini di arrampicate in falesie locali, le cosiddette «palestre» di casa. Tra queste, la Sbarua sul Monte Freidour, i Denti di Cumiana nel Pinerolese e la Parete dei Militi in Valle Stretta.
Materiali inediti e contributi preziosi
La curatela della mostra è affidata a Enrico Camanni, con il coordinamento di Veronica Lisino e Marco Ribetti. Un'importante sezione aggiuntiva sarà allestita presso la Casa alpina di Ceresole Reale, dal 4 luglio al 4 ottobre.
L'esposizione è stata resa possibile grazie a un considerevole nucleo di materiali donati di recente da familiari e amici degli alpinisti. Sono stati messi a disposizione preziosi album fotografici della famiglia Boccalatte, curati da Ninì Pietrasanta, moglie di Gabriele e figura di spicco dell'alpinismo dell'epoca.
Saranno esposti anche taccuini, documenti personali e attrezzature che offrono uno spaccato intimo delle loro vite. Un filmato di Gervasutti in azione durante un'arrampicata, l'unico esistente, rappresenta un pezzo forte dell'esposizione.
Il nucleo principale dei reperti proviene dal Fondo Andrea Filippi, donato nel 2019 dalla figlia Antonella. Nel 2025 si è aggiunta una donazione da parte di Gianni Gervasutti, nipote di Giusto. Altri materiali provengono dalla donazione Gagliardone, risalente al 2026.