Il Comune di Torino cerca una nuova intesa con il comitato di quartiere Vanchiglia per il futuro dell'ex centro sociale Askatasuna. L'obiettivo è restituire una funzione pubblica all'immobile dopo lo sgombero.
Il Comune di Torino cerca un nuovo dialogo
La vicenda dell'ex centro sociale Askatasuna, situato in Corso Regina Margherita 47, non si è conclusa con il suo sgombero avvenuto lo scorso 18 dicembre. L'amministrazione comunale di Torino, guidata dal sindaco Stefano Lo Russo, intende ora riaprire un canale di comunicazione con il quartiere Vanchiglia. L'obiettivo è sanare le divisioni emerse in seguito all'operazione disposta dal Governo.
L'immobile, un tempo noto come il «palazzo rosso», rimane sotto presidio delle forze dell'ordine. Le critiche non sono mancate, soprattutto da parte del Sindacato italiano appartenenti polizia di Torino. Quest'ultimo ha espresso preoccupazione per i lunghi tempi previsti per la riqualificazione dell'edificio. I sindacalisti hanno richiesto un intervento risolutivo, suggerendo la confisca da parte del Demanio per motivi di ordine pubblico e un abbattimento controllato.
La rigenerazione urbana e sociale richiede processi ponderati. Questi includono studio, progettazione e un forte coinvolgimento della comunità locale. Sembra che l'amministrazione comunale abbia lavorato in questa direzione negli ultimi mesi, mantenendo un profilo discreto.
La primavera porta nuove opportunità
Dopo gli scontri di piazza del 30 gennaio e il dibattito politico tra Governo e Comune, la situazione sembra ora più distesa. La primavera offre un contesto favorevole per discutere del futuro dello storico stabile di Vanchiglia. Il centrodestra, sia a livello nazionale che locale, sembra concentrato su altre priorità.
Il sindaco Lo Russo vede in questa fase un'ultima opportunità prima delle elezioni comunali del 2027. L'obiettivo è ristabilire un rapporto di fiducia con il quartiere. Lo sgombero non ha solo significato l'allontanamento degli occupanti di Askatasuna, ma ha anche alterato l'equilibrio di un quartiere che dipendeva, per molti aspetti, dalla presenza del centro sociale, non solo per la gestione del giardino.
Il 1° aprile è prevista una riunione importante a Palazzo di Città. Parteciperanno la vicesindaca Michela Favaro e l'assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli. Saranno presenti anche i rappresentanti del comitato di quartiere «Vanchiglia insieme». Questo comitato riunisce le realtà del territorio che, da quando Askatasuna è stato ufficialmente rimosso dall'elenco dei «beni comuni» il 20 gennaio, continuano a incontrarsi e a cercare spazi. Si appoggiano, ove possibile, all'area pedonale di via Cesare Balbo e agli spazi concessi dalle scuole.
Il comitato è composto da nonni, genitori e bambini, che rappresentano le diverse anime del quartiere. Già prima della manifestazione nazionale di fine gennaio, il sindaco Lo Russo aveva ottenuto l'autorizzazione dal questore Massimo Gambino e dal prefetto Donato Cafagna per riaprire il giardino di Aska ai bambini delle scuole materne ed elementari. Sebbene ciò non sia ancora avvenuto, è probabile che questo tema venga discusso durante l'incontro a Palazzo Civico.
La strategia del sindaco per Vanchiglia
La questione di Vanchiglia rappresenta una sfida cruciale per il sindaco Lo Russo. Egli cerca di ribaltare la percezione di una sua sconfitta politica, dovuta alla rottura del patto di collaborazione e allo sgombero del centro sociale. Nonostante l'operazione Askatasuna sia considerata fallita, dai suoi uffici trapela la volontà di ripartire. L'obiettivo dichiarato è lo stesso perseguito in passato: restituire all'immobile una funzione pubblica e sociale.
A Piazza Palazzo di Città si sottolinea che il patto di collaborazione non è più valido. Gli uffici comunali stanno lavorando per definire una nuova cornice giuridica. Questo richiederà la definizione di un progetto di base e l'identificazione degli attori territoriali disposti a partecipare attivamente.
Come anticipato dal sindaco, il futuro progetto sarà pensato specificamente per il quartiere. Il requisito fondamentale, indipendentemente dalla forma legale adottata, è il coinvolgimento del comitato Vanchiglia e di tutte le associazioni culturali, sportive e giovanili del territorio. Saranno incluse sia quelle che già collaboravano al precedente patto, sia quelle interessate a svolgere attività nell'immobile.
L'incontro di mercoledì servirà a chiarire le proposte del comitato e le potenziali iniziative. Il comitato avrà un ruolo determinante nel favorire una «primavera» a Vanchiglia, un quartiere che dimostra di non volersi arrendere ai divieti imposti. La volontà è quella di trovare una soluzione condivisa che possa portare benefici all'intera comunità.