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Un boss mafioso, Bernardo Pace, è stato trovato senza vita nel carcere di Torino. L'uomo aveva iniziato a collaborare con la giustizia, facendo nomi di politici collusi. Le autorità stanno indagando per chiarire le circostanze del decesso.

Dubbi sulla morte di Bernardo Pace

Le circostanze della morte del boss mafioso Bernardo Pace sollevano numerosi interrogativi. Il sessantaduenne è stato rinvenuto privo di vita all'interno del penitenziario delle Vallette a Torino. Le prime ipotesi indicano un gesto volontario, ma i dettagli rimangono oscuri. La procura di Torino ha aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio. Le indagini mirano a ricostruire tempi, modalità e contesto del tragico evento. La commissione parlamentare antimafia ha richiesto l'audizione degli inquirenti locali.

Il senatore Walter Verini, membro di una delegazione del Partito Democratico che ha visitato il carcere, ha sottolineato la necessità di approfondire ogni aspetto. «Non vogliamo interferire con le indagini», ha dichiarato Verini all'uscita dal carcere. La delegazione, che comprendeva anche i senatori Andrea Giorgis e Davide Mattiello, ha espresso preoccupazione per la situazione carceraria.

Le dichiarazioni di Bernardo Pace

Bernardo Pace era stato trasferito a Torino da poco tempo. Aveva ricevuto una condanna a 14 anni di reclusione. In precedenza, era detenuto a Roma. Il boss è stato trovato con un cavo d'acciaio attorno al collo. Poche settimane prima del suo decesso, aveva avviato una collaborazione con la giustizia. Stava rivelando presunte alleanze tra Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra. La procura di Milano lo aveva sentito in due occasioni. Durante gli interrogatori, Pace aveva fornito nomi e cognomi di esponenti politici legati alla criminalità organizzata.

Il boss soffriva di cancro. Negli ultimi tempi, aveva rifiutato il cibo. Sperava di poter scontare la pena in regime di detenzione domiciliare, vista la sua grave condizione di salute. Molti a Milano, dove Pace era stato a lungo indagato, faticano a credere all'ipotesi del suicidio. La sua morte, avvenuta poco dopo l'inizio delle sue rivelazioni, appare sospetta.

Le condizioni del carcere delle Vallette

La delegazione del Partito Democratico ha visitato le aree adiacenti alla cella di Pace, attualmente sotto sequestro. Il senatore Andrea Giorgis ha evidenziato la necessità di urgenti interventi di manutenzione. «Il carcere delle Vallette, da anni, è lasciato a sé stesso», ha affermato Giorgis. Mancano circa 200 agenti di polizia penitenziaria. Il personale è chiamato a svolgere mansioni superiori alle proprie capacità. Walter Verini ha aggiunto: «Un detenuto come Pace, che aveva iniziato a collaborare, andava tutelato in ogni modo possibile. Non si può e non si deve morire in carcere».

Gli inquirenti hanno già ascoltato il personale che ha ritrovato il corpo di Pace. È stata disposta l'autopsia per chiarire le cause esatte del decesso. Le indagini proseguono a 360 gradi per far luce su tutti gli aspetti ancora da chiarire. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle carceri e sulla protezione dei collaboratori di giustizia.

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