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Le imprese piemontesi mostrano un calo della fiducia a causa dell'aumento dei costi di materie prime, energia e logistica. Anche il settore terziario registra per la prima volta un rallentamento dopo la pandemia, con un impatto negativo sull'export.

Costi in aumento e redditività in calo per le aziende

La situazione economica delle aziende piemontesi sta subendo un impatto significativo. L'aumento dei costi per materie prime, logistica ed energia sta erodendo la redditività. Questo scenario sta frenando le esportazioni, che mostrano un trend negativo da dodici trimestri consecutivi. L'indagine condotta a marzo dal Centro studi dell'Unione Industriali Torino, che ha coinvolto oltre 1.200 realtà tra manifatturiere e di servizi, evidenzia un peggioramento delle prospettive.

Oltre il 70% delle imprese prevede aumenti considerevoli dei costi. Questa percentuale sale all'85% per il comparto energetico. Le previsioni per occupazione e produzione rimangono stabili rispetto al trimestre precedente. Gli investimenti continuano, ma si osserva una flessione negli ordinativi. La redditività, in particolare, mostra un'inversione di tendenza negativa.

Il terziario frena per la prima volta dopo la pandemia

Per la prima volta dal termine della pandemia, anche il settore terziario piemontese sta mostrando segnali di rallentamento. Tutti gli indicatori chiave registrano un calo delle attese. I saldi tra ottimisti e pessimisti, pur rimanendo positivi, sono diminuiti di oltre 15 punti percentuali per produzione e redditività. Si registra una flessione di oltre 11 punti per gli ordinativi e di 9 punti per l'occupazione.

Questo aumento della prudenza è principalmente legato alle crescenti difficoltà riscontrate in settori cruciali. Il commercio, il turismo e il trasporto di merci e persone sono particolarmente esposti alle turbolenze del contesto geopolitico globale. Le tensioni internazionali stanno avendo ripercussioni dirette sull'operatività e sulle prospettive di questi comparti.

Appello per una politica industriale pro-impresa

Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali Torino, ha espresso l'auspicio di un concreto percorso di pace in Medio Oriente. Ha inoltre lanciato un appello all'Europa affinché assuma posizioni chiare a sostegno delle imprese e dell'industria. «Si deve avviare un piano di politica industriale con al centro investimenti, energia ed innovazione», ha dichiarato Gay.

Le imprese torinesi, nonostante l'imprevedibilità delle conseguenze degli eventi internazionali, continuano a programmare investimenti e nuovi impianti. Questo approccio è considerato fondamentale per evitare un vero e proprio tracollo per aziende, lavoratori e famiglie. Il rilancio dell'economia piemontese passa necessariamente attraverso queste strategie di lungo termine. Le dichiarazioni sono state riportate dall'agenzia di stampa ANSA.

Le attese delle imprese piemontesi sono influenzate da fattori esterni come la situazione geopolitica in Iran. L'aumento dei costi di materie prime, energia e logistica sta incidendo sulla redditività. Questo rallentamento si estende per la prima volta anche al settore terziario, che aveva mostrato resilienza dopo la pandemia. Le esportazioni continuano a registrare un calo.

Nonostante le sfide, le aziende piemontesi mantengono un certo livello di investimento, puntando sull'innovazione. L'Unione Industriali Torino sollecita un piano di politica industriale europeo che supporti concretamente il tessuto produttivo. La stabilità occupazionale e produttiva rimane una priorità, ma la flessione degli ordinativi desta preoccupazione per il futuro.

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