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L'imprenditoria giovanile in Piemonte ha subito una contrazione significativa negli ultimi dieci anni, con una diminuzione di circa 7.000 imprese guidate da under 35. Questo calo è attribuito a fattori demografici e a un cambio di orientamento verso settori più innovativi.

Calo delle imprese giovanili nel Piemonte

Le imprese guidate da giovani sotto i 35 anni in Piemonte sono diminuite drasticamente. Si è passati da oltre 43.000 nel 2015 a poco più di 36.000 nel 2025. Questo rappresenta un calo del 17% in un decennio. In totale, si contano circa 7.000 imprese giovanili in meno.

Questa flessione è il risultato di diversi fattori. Tra questi, la chiusura di attività esistenti e la mancanza di un adeguato ricambio generazionale. Il calo demografico generale ha ulteriormente aggravato la situazione. I dati provengono da un'analisi del registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Nonostante questa tendenza negativa, il Piemonte mantiene un'incidenza di imprese giovanili. L'incidenza regionale si attesta all'8,7%. Questo dato risulta superiore alla media nazionale italiana. La regione mostra quindi una certa resilienza nel panorama imprenditoriale giovanile.

Trasformazione del tessuto imprenditoriale

Si osserva una profonda trasformazione nel settore imprenditoriale giovanile piemontese. I giovani stanno abbandonando i settori considerati più tradizionali. Esempi significativi sono l'edilizia e il commercio, che registrano un forte calo. Questi comparti vedono una diminuzione delle nuove iniziative giovanili.

Parallelamente, i giovani imprenditori si stanno orientando verso ambiti considerati più innovativi e promettenti. Tra questi spiccano le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict). Anche i servizi avanzati alle imprese e le attività finanziarie attraggono maggiormente i giovani.

A livello territoriale, la contrazione delle imprese giovanili è diffusa in tutta la regione. Tuttavia, si nota che la flessione è più contenuta in alcune aree specifiche. Le province di Torino e Cuneo si confermano come i territori più resilienti. Queste aree sembrano mantenere una maggiore vitalità imprenditoriale giovanile.

Prospettive e sfide per il futuro

Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte, ha commentato la situazione. Ha definito il panorama attuale una «metamorfosi strutturale». Questa trasformazione riflette i cambiamenti dell'economia regionale. Non si tratta solo di una flessione, ma di un riposizionamento strategico. Le nuove generazioni scelgono settori legati all'innovazione tecnologica e ai servizi specialistici.

La sfida principale per le istituzioni è sostenere il ricambio generazionale. L'obiettivo è trasformare la contrazione attuale in un'opportunità di modernizzazione. Nonostante le difficoltà, il Piemonte conserva una vivace vocazione imprenditoriale. Questa può guidare lo sviluppo futuro attraverso competenze avanzate e digitali.

Le istituzioni devono quindi creare un ambiente favorevole. Questo permetterà ai giovani di sviluppare nuove imprese. Sarà fondamentale supportare l'innovazione e l'adozione di nuove tecnologie. La digitalizzazione rappresenta una chiave per il futuro dell'imprenditoria piemontese.

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