La sede del corso di laurea in Medicina a Terni presenta ancora opere incompiute a vent'anni dalla sua realizzazione. Si valuta se completare l'edificio attuale o attendere le decisioni sul futuro nuovo ospedale cittadino.
La sede di Medicina a Terni è ancora incompleta
La struttura destinata al corso di laurea in Medicina a Terni presenta criticità significative. A oltre due decenni dalla sua concezione, una parte sostanziale del progetto originale non è ancora stata realizzata. La questione è stata sollevata nuovamente da Giocondo Talamonti, presidente dell'associazione Terni città universitaria. Egli ha evidenziato come una porzione importante dell'edificio rimanga incompiuta.
L'edificio, operativo dall'anno accademico 2004/2005, sorge su un'area di proprietà della Provincia di Terni. L'idea iniziale prevedeva un polo moderno e funzionale. Questo includeva una torre semiellittica su cinque piani, collegata direttamente all'ospedale “Santa Maria”. Erano previste anche strutture dedicate ad aule e laboratori scientifici. Nel corso degli anni, la sede è diventata un punto di riferimento essenziale per studenti e docenti. Offre spazi studio, una biblioteca e la vicinanza all'ambiente ospedaliero.
Tuttavia, un elemento centrale del progetto iniziale non è mai stato portato a termine. L'aula magna, situata all'ultimo piano, è rimasta allo stato grezzo. Attende ancora i finanziamenti necessari per il suo completamento. Attualmente, oltre a questa incompiutezza, emergono problemi strutturali. Si segnalano infiltrazioni d'acqua che stanno danneggiando gli ambienti sottostanti.
Completare l'edificio o attendere il nuovo ospedale?
Secondo Giocondo Talamonti, la struttura potrebbe offrire a Terni uno spazio prezioso per attività accademiche, scientifiche e convegnistiche. Per questo motivo, il completamento dell'edificio è considerato necessario. A questa richiesta si affianca una riflessione più ampia sul futuro del sistema sanitario e universitario cittadino. Questa prospettiva è stata introdotta da Enrico Melasecche.
Melasecche ha ripercorso le origini del progetto, ricordando la firma dell'atto iniziale. Questo coinvolse Comune di Terni, Regione, Università e Azienda Ospedaliera. Egli stesso ebbe l'onore di sottoscriverlo per conto del Comune. Il progetto nacque in un periodo in cui Terni nutriva ancora ambizioni di essere una vera e propria “città universitaria”.
Melasecche ha sottolineato come queste ambizioni si siano ridimensionate nel tempo. Attualmente, Terni è considerata una sede periferica per soli tre corsi di laurea. Questi corsi sono sempre meno attrattivi per gli studenti. Pur condividendo la necessità di completare l'aula magna, Melasecche solleva un interrogativo fondamentale. Si chiede quale sia il senso di investire risorse sul completamento della sede attuale di Medicina. Questo, in particolare, se l'intero complesso universitario dovesse poi essere trasferito in una nuova area.
Il nodo del nuovo ospedale condiziona le decisioni
Il punto cruciale della discussione è legato al progetto del nuovo ospedale. La sua possibile delocalizzazione rappresenta un fattore determinante per le decisioni future. Melasecche critica i tempi della pianificazione regionale. Si domanda se sia necessario attendere la fine del 2026 per conoscere la soluzione definitiva sul nuovo ospedale attraverso il Piano Sanitario Regionale. Il ritardo nel definire la localizzazione, secondo il consigliere regionale, condiziona e allontana sia i tempi che i costi del progetto.
Il rischio, evidenzia Melasecche, è quello di destinare risorse a una struttura che potrebbe perdere la sua centralità. Questo mentre si continuano a effettuare interventi sul vecchio ospedale. Si rimanda continuamente una decisione definitiva. Melasecche è convinto che la strategia dei rinvii miri a intrappolare la cittadinanza di Terni in un progetto eccessivamente costoso e complesso. Un progetto che richiederebbe tempi di realizzazione lunghissimi.
Il consigliere regionale auspica invece una scelta chiara e rapida. Propone la realizzazione di un nuovo ospedale moderno e attrattivo. Questo dovrebbe avere costi contenuti e un cronoprogramma serio e verificabile. Melasecche conclude affermando che il resto sono solo parole vuote. Parole che, a suo dire, offendono l'intelligenza dei cittadini.