La comunità artistica piange la scomparsa di David Riondino, figura poliedrica che ha lasciato un segno indelebile a Terni come primo direttore artistico di Istess Teatro. La sua eredità spazia dalla musica al teatro, dalla televisione alla sperimentazione culturale.
Un artista dalla generosità straordinaria
Il mondo dello spettacolo e della cultura italiana è in lutto per la perdita di David Riondino. La sua scomparsa, avvenuta la mattina della Domenica delle Palme, lascia un vuoto incolmabile. Arnaldo Casali, direttore dell'Istituto di studi teologici e storico sociali della diocesi di Terni, lo ricorda come un artista di eccezionale generosità.
Riondino non è stato solo un musicista, ma un vero e proprio giullare moderno. Ha animato i concerti di giganti come De André e la Pfm. La sua voce ha risuonato al Costanzo Show come cantastorie. Ha diretto la sua compagna, Sabina Guzzanti, nello spettacolo “Troppo sole”.
La sua creatività non conosceva confini. Ha ideato il “Papa in versi”, un documentario unico nel suo genere. Ha fondato la scuola dei giullari, un progetto ambizioso per tramandare l'arte della performance. È stato il primo direttore artistico di Istess Teatro, contribuendo a plasmare l'identità culturale di Terni.
Gli esordi e il successo con i grandi della musica
La carriera di David Riondino ha radici profonde negli anni '70. Con il Collettivo Victor Jara, ha inciso due dischi significativi per i circoli Ottobre: “Collettivo Victor Jara” e “Non vi mettete a pingere”. Questi lavori testimoniano il suo impegno artistico e sociale.
Il vero lancio nel panorama musicale nazionale è arrivato tra il 1978 e il 1979. Fabrizio De André e la Pfm lo vollero come artista d'apertura per i concerti della loro storica reunion. Un riconoscimento importante che ne attestava il talento emergente.
Dagli anni '80 in poi, Riondino ha continuato a pubblicare musica. Album come “Boulevard” e “Tango dei Miracoli” hanno riscosso successo, spesso arricchiti dalle illustrazioni di artisti del calibro di Milo Manara. La sua canzone “Maracaibo”, interpretata da Lu Colombo, è diventata una vera e propria hit nel 1981, consacrandolo come autore.
La sua versatilità lo ha portato a collaborare con altri artisti. Nel 1987, insieme a Paolo Rossi, ha messo in scena “Chiamatemi Kowalski” e successivamente “La commedia da due lire”. Queste esperienze teatrali hanno ulteriormente ampliato il suo raggio d'azione artistico.
Collaborazioni e sperimentazioni a Terni
David Riondino ha intrecciato la sua carriera con quella di Sabina Guzzanti, con cui ha condiviso la vita e numerosi progetti artistici. Per lei, ha firmato il brano “Troppo sole”. Questa canzone ha accompagnato la partecipazione della comica al Festival di Sanremo, insieme al gruppo La Riserva Indiana. Lo stesso Riondino faceva parte di questa formazione, insieme a personalità come Nichi Vendola, Sandro Curzi e Antonio Ricci. Il brano si classificò al diciottesimo posto della competizione.
Arnaldo Casali lo descrive come uno degli artisti più influenti della cultura italiana degli anni '80. Ma Riondino ha dimostrato anche una notevole apertura verso nuove realtà. È stato l'unico artista di tale calibro a entrare nell'orbita del Terni Film Festival senza essere formalmente invitato. La sua curiosità e la sua voglia di sperimentare lo hanno spinto a mettersi in gioco.
Dieci anni fa, nel 2016, presentò al festival il suo documentario “Il Papa in versi”. L'opera era dedicata al viaggio di Papa Francesco a Cuba, narrato attraverso le voci di poeti improvvisatori cubani. La sua partecipazione a un piccolo festival di provincia destò sorpresa, tanto che inizialmente si pensò a un'omonimia. Invece era proprio lui, David Riondino. Non solo partecipò e vinse, ma diede inizio a una proficua collaborazione con il festival, che è proseguita fino ai giorni nostri con altri film, spettacoli e sperimentazioni.
L'impegno con Istess Teatro e la scuola dei giullari
Durante la pandemia del 2020, David Riondino ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di innovare. Ha ideato il “TgSuite”, un telegiornale cantato realizzato con amici artisti tramite la piattaforma Zoom. Quell'anno, il festival si svolse online, trasmesso dagli uffici dell'Istess, con ospiti collegati da remoto.
Riondino, nonostante le restrizioni, volle recarsi a Terni. Casali ricorda la sua determinazione: «Io sono stanco di stare in casa, vengo a Terni». La risposta fu chiara: «Ma il festival lo facciamo in ufficio, non al cinema. E non possiamo nemmeno portarti a cena, perché i ristoranti sono chiusi». Nonostante tutto, venne in ufficio, diventando l'unico ospite in presenza per quell'edizione in lockdown. Le pizze furono consegnate direttamente nella sala riunioni dopo la diretta.
L'anno successivo, David Riondino accettò un incarico di grande responsabilità: diventare il direttore artistico di Istess Teatro, una realtà appena costituita. Lo fece a titolo totalmente gratuito, dimostrando ancora una volta il suo attaccamento alla causa culturale. Il suo debutto alla guida del teatro avvenne con la prima edizione del Valentine Fest, un festival nato come evoluzione del TgSuite, che proprio in quella settimana aveva visto la sua cerimonia finale.
Pochi mesi prima della sua scomparsa, Riondino aveva manifestato il desiderio di realizzare un nuovo ambizioso progetto: la scuola dei giullari. L'iniziativa ha riscosso un successo straordinario. La seconda edizione del corso si sta svolgendo proprio in questi giorni, nell'ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco. Un ultimo lascito che conferma la sua visione lungimirante e il suo impegno nella formazione.
La figura di David Riondino rimane un punto di riferimento per la cultura italiana. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il mondo artistico, ma il suo esempio e la sua opera continueranno a ispirare generazioni future. La sua eredità artistica e il suo legame con Terni, in particolare con Istess Teatro, saranno ricordati con affetto e stima.