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La Regione Umbria ha organizzato a Perugia un importante incontro pubblico per definire la nuova legge sulla cultura. L'evento ha visto la partecipazione di numerosi operatori del settore, istituzioni e stakeholder per raccogliere proposte e definire strategie future.

Consultazione pubblica per la legge sulla cultura

L'Auditorium di San Francesco al Prato a Perugia è stato teatro di un evento significativo. La Regione Umbria ha promosso una consultazione pubblica. L'obiettivo era definire la nuova legge sulla cultura e l'impresa creativa. L'iniziativa ha registrato un'ampia partecipazione. Si è svolto un confronto articolato tra i presenti.

Questo percorso di definizione della legge ha avuto diverse tappe. Ha visto il supporto dell'Università degli Studi di Perugia. Il processo è iniziato il 12 novembre con la pre-adozione in Giunta. Successivamente, il 14 novembre, si è tenuta una conferenza stampa. Questa ha coinvolto anche il territorio perugino.

Il 28 novembre si è svolto un incontro simile a Terni. L'obiettivo era raccogliere suggerimenti utili. Il testo è poi tornato in Giunta il 27 febbraio per l'adozione definitiva. Il percorso è proseguito il 17 marzo con audizioni in Terza commissione consiliare. Il 20 marzo una conferenza stampa ha riepilogato il cammino. Ha anche lanciato il secondo appuntamento partecipato per la consultazione sui bandi.

Coinvolgimento di operatori e stakeholder

L'incontro di Perugia è stato fortemente voluto dal vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, con delega alla Cultura. Ha rappresentato un passaggio operativo centrale. Serviva a definire l'atto di indirizzo triennale. Questo è uno strumento cardine della legge. La legge è già stata approvata dalla Giunta regionale. Attualmente è all'esame dell'Assemblea legislativa.

La giornata, coordinata dalla professoressa Alessandra Valastro dell'Università degli Studi di Perugia, ha visto la partecipazione attiva. Erano presenti operatori culturali, istituzioni e stakeholder del settore. Sono state organizzate sessioni di confronto e gruppi di lavoro. L'obiettivo era delineare il quadro conoscitivo. Si sono individuate le priorità strategiche. Si è contribuito alla definizione dei criteri per i futuri bandi regionali.

L'assessore Bori ha aperto l'incontro con una riflessione. Ha citato Chico Mendes, affermando che «l'ambientalismo senza lotta di classe è giardinaggio». Ha poi esteso il concetto alla cultura. «Credo che anche la cultura, senza mobilità sociale, sia soltanto decorazione», ha dichiarato. Per questo si è partiti da un percorso basato sulla partecipazione. Si vuole costruire un testo unico coraggioso. Un testo che metta davvero la cultura al centro.

Nuova legge per superare la frammentazione

L'incontro di Perugia, seguito a quello di Terni, ha ribadito una volontà precisa. La nuova legge mira a superare la frammentazione normativa del passato. Si vuole costruire un sistema organico e stabile. Questo garantirà programmazione e continuità agli operatori. L'atto di indirizzo e il programma operativo annuale sono strumenti chiave. Permetteranno di definire con maggiore chiarezza obiettivi, risorse e linee di intervento.

Un elemento qualificante della nuova legge è il rafforzamento della partecipazione. La Regione intende strutturare un confronto continuo. Lo farà attraverso tavoli permanenti e strumenti di co-progettazione. Questo coinvolgerà il sistema culturale regionale. La consultazione a Perugia ha rappresentato un nuovo e importante momento. Ha fatto emergere bisogni, criticità e proposte operative.

I partecipanti hanno ribadito la necessità di costruire politiche culturali efficaci. Queste devono partire dal coinvolgimento diretto degli operatori. Bisogna riconoscere il valore delle competenze e delle esperienze diffuse sul territorio. La legge influenzerà ambiti strategici. Questi spaziano dalla valorizzazione del patrimonio culturale al sostegno alla creatività contemporanea. Include anche lo sviluppo dello spettacolo dal vivo e il consolidamento delle residenze artistiche.

Finanziamenti e prospettive future

Sul piano finanziario, il triennio 2026-2028 vedrà risorse dedicate. Il Fondo regionale per la cultura avrà una dotazione certa. Saranno 3 milioni 206 mila 500 euro per il 2026. Seguiranno 2 milioni 956 mila 500 euro annui per il 2027 e il 2028. Il totale supera i 9,1 milioni di euro.

A queste si aggiungono circa 12,9 milioni di euro. Queste risorse provengono da fondi nazionali ed europei. Sono destinate a investimenti strutturali, rigenerazione urbana e sostegno alle imprese culturali. Tra le principali linee di intervento annue figurano 680 mila euro per lo spettacolo dal vivo. Altri 500 mila euro sono per musei, archivi e biblioteche. Ci sono poi 320 mila euro per manifestazioni culturali di rilevante interesse. E ancora 260 mila euro per la rigenerazione urbana, 195 mila euro per editoria e promozione della lettura, e 160 mila euro per le residenze artistiche.

L'esito della consultazione è ora al vaglio dei tecnici regionali. Contribuirà alla definizione dell'atto di indirizzo triennale. Questo consoliderà un metodo di lavoro basato su partecipazione, trasparenza e programmazione. L'obiettivo è rafforzare il ruolo della cultura. La cultura è vista come leva di sviluppo e coesione sociale per l'Umbria.

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