Il Sappe solleva preoccupazioni sulla gestione del regime speciale al carcere di Terni, evidenziando criticità logistiche e sovraccarico del personale. Richiesti interventi urgenti per garantire sicurezza e rispetto delle normative.
Criticità nella gestione del regime speciale a Terni
Nuove disposizioni per detenuti a Terni hanno scatenato reazioni. Il Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, punta i riflettori sull'articolo 14-bis. La norma riguarda quattro persone coinvolte in disordini il 22 febbraio. La gestione di questi individui necessita di protocolli severi e spazi idonei. Secondo il sindacato, questi elementi mancano nell'istituto penitenziario umbro.
L'applicazione di un regime di sorveglianza particolare per questi detenuti presenta sfide significative. La direzione della struttura aveva già segnalato l'impossibilità di accogliere tali soggetti. La sezione dedicata risulta già piena e priva dei requisiti strutturali necessari per una gestione efficace.
Difficoltà logistiche e operative nell'istituto ternano
Nonostante il parere tecnico contrario e la richiesta di trasferimento verso altre sedi, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha insistito. L'attuazione del provvedimento è stata imposta all'interno della medesima struttura. Questo blocco burocratico ha obbligato il personale a liberare celle idonee con manovre d'urgenza.
La situazione logistica del carcere di Terni si rivela complessa. La mancanza di spazi adeguati rende difficile l'applicazione di misure restrittive specifiche. La direzione aveva già evidenziato queste problematiche, ma senza successo.
Personale sotto pressione per turni straordinari
Le operazioni di spostamento dei detenuti hanno imposto un pesante tributo alla Polizia Penitenziaria. Molti agenti sono stati costretti a prolungare il loro servizio. Sono rimasti in servizio dalle prime ore del mattino fino a tarda sera. Il Sappe denuncia un carico di lavoro straordinario non previsto.
Questo si aggiunge a un organico già ridotto all'osso. La fatica fisica e psicologica degli operatori aumenta il rischio in un ambiente dove la sicurezza deve essere garantita costantemente. La gestione delle emergenze grava ulteriormente sul personale.
Sovraffollamento e snaturamento delle misure restrittive
Attualmente, il carcere di Terni ospita circa 600 detenuti. La capienza prevista è di soli 420 posti. Questo sovraffollamento rende difficile la separazione dei detenuti per categorie. L'applicazione di un regime restrittivo come il 14-bis in sezioni ordinarie rischia di vanificare la norma.
La vicinanza con detenuti in regime aperto attenua l'isolamento previsto. Questo crea un paradosso gestionale che preoccupa il sindacato. Le autorità centrali devono trovare soluzioni che non compromettano l'efficacia della sorveglianza speciale.
Richieste del sindacato per la tutela degli agenti
Il Segretario Generale Donato Capece chiede una revisione delle strategie amministrative. Il Sappe insiste per il trasferimento dei detenuti in istituti con sezioni specifiche. Viene anche sollecitato il riconoscimento economico delle ore di straordinario effettuate dal personale.
Una maggiore collaborazione tra Amministrazione centrale e territori è fondamentale. Questo eviterebbe che le criticità logistiche ricadano solo sul personale che garantisce l'ordine pubblico. La tutela degli agenti è una priorità.