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Due turisti provenienti da Terlizzi hanno vissuto un'esperienza terrificante in Transnistria, venendo fermati, interrogati e perquisiti da militari. L'incubo è durato tre ore prima del rilascio.

Incontro inaspettato vicino al confine ucraino

Due cittadini di Terlizzi, Tommaso Memola di 40 anni e Giuseppe De Nicolò di 20 anni, hanno vissuto momenti di forte tensione durante una vacanza in Moldavia. Il loro viaggio, iniziato il 25 marzo e terminato il 27 marzo, prevedeva l'esplorazione della capitale Chişinău. Dopo aver visitato i monumenti e i locali della città, la coppia ha deciso di noleggiare un'auto per avventurarsi a circa 80 chilometri di distanza.

La meta scelta era Tiraspol, considerata la 'capitale' della Repubblica di Transnistria. Questa regione è uno stato non riconosciuto a livello internazionale, con forti legami con la Russia. La sua storia è legata alla presenza di un importante arsenale dell'Armata Rossa al momento dell'indipendenza della Moldova dall'Unione Sovietica. Ancora oggi, un contingente di oltre 1500 militari russi è presente nell'area.

Dopo circa un'ora e mezza di guida, i due turisti hanno raggiunto Tiraspol. Dopo una breve visita della città, hanno deciso di proseguire verso il confine con l'Ucraina. Questa decisione si è rivelata un azzardo, come hanno poi ammesso i diretti interessati.

L'arresto e l'interrogatorio

I telefoni cellulari dei due viaggiatori non avevano copertura, poiché la SIM moldava non permetteva l'accesso alla rete in quella zona. Imboccata una strada isolata, si sono trovati nei pressi di un villaggio, molto vicini al confine ucraino. Hanno scattato alcune fotografie per immortalare il momento.

Ignari di essere osservati, si sono rimessi in viaggio. Tuttavia, un'auto li ha seguiti. Dal veicolo sono scesi due militari armati di mitra, seguiti da altri tre. Ai due turisti è stato ordinato di seguirli presso una caserma nelle vicinanze. Lì, la situazione è degenerata.

Secondo il racconto di Giuseppe De Nicolò, sono stati fatti posizionare vicino a un muro, con i fucili puntati sotto le loro gambe. Hanno subito una perquisizione personale, venendo costretti a spogliarsi. Anche i loro telefoni cellulari sono stati attentamente controllati.

Successivamente, i due sono stati interrogati separatamente. Le domande vertevano sulla loro vita privata e sulle ragioni della loro presenza in quella zona. L'obiettivo era accertare se potessero essere coinvolti in attività di spionaggio.

Tre ore di angoscia e il rilascio

L'esperienza nella caserma è durata circa tre ore. Un periodo di profonda angoscia per i due amici di Terlizzi. Al termine dell'interrogatorio, sono stati rilasciati. Hanno potuto riprendere la loro auto e dirigersi verso Chişinău.

Una volta rientrati nella capitale moldava, Giuseppe De Nicolò ha immediatamente contattato il Ministero degli Esteri italiano. Tramite il ministero, è riuscito a mettersi in contatto con l'Ambasciata d'Italia in Moldavia. Il personale diplomatico si è subito attivato per fornire assistenza ai due turisti.

A causa di questo imprevisto, i due avevano perso il loro volo di ritorno per Bari. La sera stessa, sono riusciti a raggiungere Napoli in aereo. Il giorno seguente, sabato, hanno intrapreso il viaggio di ritorno verso Bari con un autobus.

Lezioni apprese dall'esperienza

Nonostante la paura e il disagio, l'avventura si è conclusa senza conseguenze fisiche. Tuttavia, l'episodio ha lasciato un segno profondo e una lezione importante. Giuseppe De Nicolò ha commentato: «Spesso diamo per scontate le nostre libertà in Italia. Ma basta uscire e allontanarsi, anche restando in Europa, per rendersi conto di come la situazione possa cambiare rapidamente».

La Transnistria, ufficialmente Repubblica Moldava di Pridnestrovie, è un territorio conteso che si autoproclama indipendente dal 1990. La sua situazione politica è complessa e instabile, con una presenza militare russa che ne mantiene di fatto l'autonomia. La regione è caratterizzata da un forte controllo delle autorità locali, che spesso pongono restrizioni ai movimenti e alle attività dei visitatori, specialmente nelle aree vicine ai confini.

L'episodio dei due turisti di Terlizzi sottolinea i rischi legati all'esplorazione di aree geografiche con regimi politici instabili o non riconosciuti. È fondamentale informarsi adeguatamente sulle condizioni di sicurezza e sulle normative locali prima di intraprendere viaggi in zone considerate potenzialmente a rischio. Le autorità italiane, attraverso le ambasciate e i consolati, sono un punto di riferimento essenziale per i cittadini italiani all'estero in caso di necessità o emergenza.

La Moldavia, pur essendo un paese europeo, presenta differenze significative rispetto all'Italia per quanto riguarda la gestione della sicurezza e delle frontiere. La vicinanza con l'Ucraina, teatro di conflitti, rende alcune aree particolarmente sensibili. La Transnistria, in particolare, è nota per i suoi controlli rigorosi e per la presenza di forze militari che possono agire con fermezza nei confronti di chi non rispetta le loro direttive.

L'esperienza dei due terlizesi serve da monito per futuri viaggiatori. La prudenza, la preparazione e la conoscenza del territorio sono elementi cruciali per garantire la sicurezza personale. Contattare le autorità diplomatiche italiane in caso di problemi è sempre la prima e più importante azione da intraprendere.

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