Un ristoratore di Taranto è stato condannato per atti persecutori nei confronti di un'anziana vicina. L'uomo mirava a costringerla a cedere la sua abitazione. La sentenza prevede reclusione e risarcimento danni.
Ristoratore perseguitava vicina anziana
Un professionista della ristorazione è stato riconosciuto colpevole di stalking. Le sue azioni erano dirette a costringere una vicina di casa a vendere la sua proprietà. La vittima aveva 80 anni.
Il Tribunale Penale Monocratico di Taranto ha emesso la sentenza. L'imputato è stato giudicato responsabile al termine di un processo ordinario. La pena stabilita è di quattro mesi di reclusione.
Oltre alla pena detentiva, è previsto un risarcimento danni. Questo dovrà essere quantificato in sede civile. Le richieste ammontano a circa 43.000 euro.
Acquisto immobile e rifiuti
I fatti risalgono al 2017. L'uomo aveva acquistato una parte di una villa bifamiliare. L'immobile era stato acquisito tramite asta giudiziaria. Successivamente, aveva avanzato offerte per l'altra porzione dell'abitazione.
La proprietaria, una donna di 80 anni, aveva rifiutato le proposte. Le offerte erano state considerate non adeguate. Questo rifiuto ha segnato l'inizio delle persecuzioni.
Secondo l'accusa, dopo i dinieghi, l'imputato avrebbe iniziato una serie di comportamenti vessatori. Questi atti sono proseguiti nel tempo.
Molestie e minacce per ottenere la casa
Le condotte persecutorie includevano molestie e minacce. L'uomo avrebbe anche effettuato lavori invasivi. Sono state intraprese iniziative unilaterali sulle parti comuni dell'edificio. Tali azioni hanno compromesso la serenità della vicina.
Questi comportamenti si sono protratti per anni. Hanno causato nella donna un crescente stato di ansia. Si è generato un profondo turbamento emotivo.
La situazione ha indotto l'anziana a modificare le sue abitudini di vita. Alla fine, è stata costretta a lasciare la sua casa. Si è trasferita in un immobile in affitto nel centro di Taranto.
Processo e condanna definitiva
Inizialmente, un giudice per le indagini preliminari aveva emesso un decreto penale. La pena prevista era una multa di 6.000 euro. Questo provvedimento era stato contestato dall'imputato.
La sua opposizione ha portato all'avvio del processo ordinario. Il procedimento si è concluso con la condanna definitiva. La persona offesa si era costituita parte civile nel processo.
La donna è stata assistita legalmente dall'avvocato Emidio Attavilla. La sentenza segna un punto fermo nella vicenda giudiziaria.
Domande frequenti
Perché il ristoratore ha perseguitato la vicina?
Qual è stata la pena inflitta al ristoratore di Taranto?