Un importante progetto di restauro ha riportato alla luce la Cappella del Santissimo Sacramento nella Basilica Cattedrale San Cataldo di Taranto. L'iniziativa, sostenuta da Italcave SpA, ha permesso il recupero di opere d'arte di grande valore e dell'intero apparato monumentale della cappella.
Nuovo volto per la cappella del SS Sacramento
La città di Taranto celebra un nuovo capitolo nel recupero del suo patrimonio artistico e religioso. È stato presentato un avanzamento significativo nel progetto di restauro dedicato alla Cappella del Santissimo Sacramento, situata all'interno della storica Basilica Cattedrale San Cataldo. Questo ambizioso intervento è stato reso possibile grazie al sostegno di Italcave SpA, un'azienda profondamente legata al territorio jonico.
L'evento ha visto la presentazione di un'opera di particolare rilievo: il dipinto ad olio su tela intitolato “Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci”. Quest'opera, attribuita al pittore veneziano Giovanni Molinari (attivo tra il 1636 e dopo il 1690), è stata sottoposta a un meticoloso processo di restauro. Il dipinto sarà presto visibile alla comunità, precisamente in occasione del Giovedì Santo, che quest'anno cade il 2 aprile. Sarà esposto sull’altare della Reposizione, all'interno della stessa Basilica Cattedrale San Cataldo, prima di essere ricollocato nella sua sede originaria, la Cappella del Santissimo Sacramento.
L'incontro, che ha segnato questo importante traguardo, è stato aperto da Mons. Emanuele Ferro, Parroco della Cattedrale e della Città vecchia. Egli ha dato lettura di un messaggio inviato da S.E.R. Mons. Ciro Miniero, Arcivescovo Metropolita di Taranto. L'Arcivescovo, impossibilitato a partecipare personalmente a causa di un impegno concomitante, ha espresso il suo profondo apprezzamento per l'iniziativa.
“Non posso che esprimere il mio plauso e la mia gratitudine”, ha dichiarato l'Arcivescovo Miniero nel suo messaggio. Ha sottolineato come questo progetto stia riportando alla luce la bellezza di uno spazio sacro. Sebbene forse meno noto rispetto ad altre parti della cattedrale, questo luogo possiede un valore artistico eccezionale e un profondo significato spirituale. L'Arcivescovo ha ricordato che la cappella custodisce il tesoro della Chiesa, ovvero la Santissima Eucarestia. Per questo motivo, merita il massimo rispetto e la massima cura. La preservazione e la trasmissione ai posteri dei capolavori che ne narrano la grandezza sono un dovere fondamentale.
Un progetto di recupero a tutto tondo
Successivamente, Mons. Emanuele Ferro ha illustrato nel dettaglio il progetto di restauro della cappella. Ha definito l'evento odierno come un'altra tappa cruciale verso la restituzione completa di questo spazio dedicato alla preghiera, al silenzio e all'arte. Da circa due anni, infatti, si sta lavorando con dedizione per ridare splendore alla cappella, precedentemente nota anche come Monte di Pietà.
Mons. Ferro ha descritto l'intervento come imponente, ma si è dichiarato estremamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Ha evidenziato come la generosità dei sostenitori abbia permesso di recuperare questo luogo. La cappella, per il suo valore sacramentale, è considerata da molti persino più importante del maestoso cappellone di San Cataldo. Negli anni, i segni del tempo e dell'incuria erano diventati sempre più evidenti. Il prezioso patrimonio pittorico, parte di un'esperienza immersiva ante litteram, rischiava un compromesso sempre maggiore. La superficie della tela restaurata testimonia l'importanza del lavoro svolto. La bellezza ritrovata, inoltre, esalta la grandezza della cattedrale, spronando alla custodia e alla trasmissione di tale patrimonio.
Per Italcave SpA, era presente all'incontro l'Amministratore Delegato, Giovanni De Marzo. Ha ribadito il forte legame dell'azienda con il territorio tarantino, confermando il sostegno al restauro completo della Cappella del Santissimo Sacramento. De Marzo ha spiegato che la responsabilità sociale d'impresa si traduce in azioni concrete di custodia e valorizzazione del patrimonio. L'intervento non si è limitato alle tele, ma ha riguardato un recupero profondo dell'intero apparato monumentale della cappella.
I lavori hanno incluso la ristrutturazione e la tinteggiatura delle superfici murali. È stata effettuata una minuziosa pulizia dei marmi e un delicato bagno galvanico per il ripristino delle 120 decorazioni in ottone. L'obiettivo era ridare luce alle sculture, al portale settecentesco e dotare lo spazio di nuovi elementi liturgici e stalli, realizzati con materiali pregiati come il legno e l'argento. L'impegno di Italcave è stato sancito da una targa commemorativa all'interno della Cappella, dedicata alla memoria di Antonio Caramia. L'azienda ritiene che proteggere l'identità culturale e spirituale di Taranto sia l'omaggio più prezioso per chi ha amato questa terra e il modo migliore per investire nel futuro della comunità.
Il lavoro della restauratrice
La parola è poi passata a Maria Gaetana Di Capua, restauratrice e conservatrice di beni culturali. È lei la professionista che ha curato il restauro dell'opera di Giovanni Molinari. Attualmente, presso il Mudit (Museo del Tesoro della Basilica Cattedrale), sta lavorando anche al restauro del dipinto “La caduta della Manna”.
Di Capua ha descritto le condizioni di entrambi i dipinti ad olio su tela come estremamente precarie. Per riportarli al loro antico splendore, è stato necessario implementare una serie di interventi complessi. Tra questi, il consolidamento della pellicola pittorica, la rimozione di numerose toppe e ridipinture risalenti al secolo scorso, e la pulitura delle superfici. Infine, è stata effettuata l'integrazione pittorica delle lacune, per ricomporre l'integrità visiva delle opere. Il recupero di questi dipinti rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio progetto di valorizzazione della Basilica Cattedrale San Cataldo.
La Basilica Cattedrale San Cataldo, situata nel cuore della città vecchia di Taranto, è un monumento di inestimabile valore storico e artistico. La sua costruzione risale all'XI secolo, ma nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni e ampliamenti. La Cappella del Santissimo Sacramento, in particolare, custodisce tesori che testimoniano la profonda fede e la ricca storia della comunità tarantina. Il restauro, che ha coinvolto sia le opere pittoriche che l'apparato architettonico e decorativo, rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni, imprese e professionisti possa salvaguardare e tramandare il patrimonio culturale per le generazioni future.
L'intervento di restauro della Cappella del SS Sacramento non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di recupero e valorizzazione dei beni culturali di Taranto. La città, ricca di storia millenaria, sta vivendo un momento di rinnovato interesse verso il proprio passato, con numerosi progetti volti a restituire alla luce monumenti, chiese e opere d'arte. La Basilica Cattedrale, con la sua imponenza e la sua storia, è uno dei fulcri di questa rinascita culturale. La Cappella del SS Sacramento, con il suo recupero, aggiunge un ulteriore tassello prezioso a questo mosaico di bellezza e spiritualità.
La presenza di Italcave SpA in questo progetto sottolinea l'importanza del mecenatismo d'impresa nel campo della conservazione dei beni culturali. Le aziende che investono nel restauro non solo contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio, ma rafforzano anche il proprio legame con il territorio e la propria immagine pubblica. La dedica alla memoria di Antonio Caramia aggiunge un ulteriore valore umano e affettivo all'iniziativa, legando il recupero del passato a un omaggio a chi ha amato e servito Taranto.
Il coinvolgimento della restauratrice Maria Gaetana Di Capua evidenzia la professionalità e la competenza necessarie per affrontare interventi così delicati. Il suo lavoro sui dipinti di Molinari e su “La caduta della Manna” dimostra la complessità delle tecniche di restauro, che richiedono conoscenze approfondite di storia dell'arte, chimica e materiali. Il recupero di queste opere non è solo un atto di conservazione, ma anche un'operazione di lettura e interpretazione del passato, volta a restituire al pubblico la piena comprensione del loro valore artistico e storico.
La Basilica Cattedrale San Cataldo di Taranto, con la sua Cappella del Santissimo Sacramento restaurata, si conferma come un luogo di fede, arte e storia. Il progetto di recupero, sostenuto da Italcave SpA e realizzato grazie al lavoro di esperti come Maria Gaetana Di Capua, rappresenta un esempio luminoso di come il passato possa essere preservato e valorizzato per arricchire il presente e ispirare il futuro della comunità tarantina.