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Una frana minaccia le abitazioni a Sutera, costringendo famiglie a lasciare le proprie case. Nonostante gli allarmi lanciati dal commissario comunale, gli interventi concreti tardano ad arrivare, lasciando la popolazione in uno stato di preoccupazione.

Frana a Sutera: abitazioni a rischio

La terra trema a Sutera, piccolo centro nel Nisseno. Enormi massi si sono staccati dal Monte San Paolino. La frana incombe su diverse abitazioni. La situazione ha creato forte apprensione tra gli 1.100 residenti. Cinque famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case. Tra queste, quella dell'ex sindaca Giuseppina Catania. Una strada provinciale è stata chiusa per precauzione. La paura è palpabile nella comunità.

Il fronte franoso si è manifestato circa un anno fa. L'evento recente, aggravatosi il 14 e 15 febbraio, non è stato collegato ufficialmente al ciclone Harry. Le autorità competenti non hanno ravvisato un nesso di causalità diretto. Nonostante ciò, la situazione è peggiorata sensibilmente. La popolazione attende risposte concrete da tempo.

Appelli inascoltati: solo sopralluoghi

Il commissario straordinario del Comune, Francesco Mario Fragale, ha inviato numerose comunicazioni. Ha allertato tutte le autorità competenti riguardo il pericolo imminente. Tuttavia, a oltre un mese e mezzo dall'aggravamento, non si registrano interventi risolutivi. Sono stati effettuati solo sopralluoghi tecnici. Si sono scambiati documenti ufficiali. Non è stato compiuto alcun passo concreto per la messa in sicurezza.

La Protezione Civile, il Genio Civile, la struttura commissariale di governo della Regione e i Vigili del Fuoco hanno inviato i loro esperti. Ogni ente ha constatato la gravità del fenomeno. Successivamente, però, hanno dichiarato la propria incompetenza ad agire. Questo scaricabarile di responsabilità lascia il Comune e i suoi cittadini in una situazione di stallo preoccupante.

Due fronti di frana attivi

I pericoli provengono da due fronti distinti. Il primo si trova sul Monte San Paolino, nel quartiere Rabatello. Quest'area è vicina all'ascensore che conduce al santuario. Da qui si sono staccati i massi più grandi. Questi sono precipitati lungo il pendio, minacciando le zone sottostanti. Il secondo fronte è situato in via San Giuseppe. Questa zona ha subito danni anche a causa del ciclone Gabri. L'evento risale al 16 e 17 gennaio dell'anno precedente. Anche in quel caso, gli interventi non furono tempestivi.

La situazione attuale evidenzia una criticità persistente. La mancanza di azioni concrete aggrava la percezione di insicurezza. La comunità locale si sente abbandonata dalle istituzioni preposte alla gestione delle emergenze.

L'appello del commissario Schifani

Il commissario Fragale non si arrende. Ha inviato una nuova nota al presidente della Regione, Renato Schifani. La comunicazione è stata inoltrata anche a tutti gli altri enti coinvolti. Nella missiva, il commissario ripercorre minuziosamente la cronistoria degli eventi. Elenca tutti i contatti avuti con le varie amministrazioni. Sottolinea come il Comune di Sutera sia gravemente colpito da dissesto idrogeologico.

«Emerge chiaramente come il Comune di Sutera, drammaticamente interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico, senza tuttavia ottenere nulla, se non sopralluoghi, mere comunicazioni di esonero di competenze ovvero mancanza di fondi necessari – abbia tempestivamente agito ed informato le autorità competenti al fine di ottenere interventi che potessero fronteggiare lo stato di calamità in essere», scrive il commissario. La sua denuncia evidenzia la frustrazione per la mancata risposta.

Richiesta di azioni urgenti e fondi

La nota inviata al governatore regionale è perentoria. «Nel frattempo, la situazione è drammaticamente evoluta», si legge nel documento. Fragale sollecita l'intervento del governatore e delle altre autorità. Chiede che vengano intraprese «azioni urgentissime per la messa in sicurezza della parte di abitato interessata». Inoltre, richiede la disponibilità di risorse economiche adeguate. Queste servirebbero per il consolidamento del terreno e la risoluzione definitiva delle problematiche legate alla frana.

La comunità di Sutera attende con ansia che le richieste vengano ascoltate. La sicurezza dei cittadini deve diventare una priorità assoluta. La speranza è che questa volta gli appelli non rimangano inascoltati. La situazione richiede un intervento rapido ed efficace per evitare conseguenze peggiori.

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