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Oltre 350 studenti palermitani hanno partecipato alla prima edizione del Premio Laura Papadia, un'iniziativa contro il femminicidio. L'evento ha visto la premiazione di lavori studenteschi e il coinvolgimento di esperti e istituzioni.

Successo per il premio Laura Papadia a Palermo

La città di Palermo ha ospitato la prima edizione del Premio “Laura Papadia”. L'evento ha registrato una notevole partecipazione. Si è svolto il 26 marzo, data che commemora l'uccisione di Laura Papadia a Spoleto nel 2025. La 36enne era originaria di Palermo. L'iniziativa mira a sensibilizzare e prevenire la violenza di genere. L'Associazione Millecolori APS ETS ha organizzato l'evento. Ha ricevuto il patrocinio gratuito del Comune di Palermo. Anche il Comune di Spoleto ha concesso il proprio patrocinio.

Oltre 350 studenti hanno preso parte all'iniziativa. Provenivano da diverse scuole superiori palermitane. Tra queste, il Marco Polo e il Damiani Almeyda-Crispi. Hanno partecipato anche l'Ascione, il Piazza e il Ragusa-Kiyohara-Parlatore. Questi giovani sono i protagonisti del progetto “Non m’Ama…m’Amo!”. L'assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, era presente. Erano presenti anche altre figure istituzionali. Operatori del settore hanno partecipato attivamente.

Un videomessaggio ha raggiunto l'evento. Proveniva dall'Assessora al Benessere e Innovazione Sociale di Spoleto, Luigina Renzi. L'intera Giunta municipale di Spoleto ha inviato il proprio saluto. La famiglia di Laura Papadia era presente. Il padre, Maurizio, ha avuto un ruolo centrale. Ha consegnato i riconoscimenti ai giovani vincitori. Questo momento è stato particolarmente commovente per tutti i presenti. La giornalista Aurora Fiorenza di Tgs ha moderato la giornata.

Esperti e istituzioni contro la violenza di genere

Durante l'incontro si è tenuto un dibattito. Hanno partecipato esperti impegnati nella lotta contro la violenza di genere. Il Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Palermo, Clio Di Guardo, ha preso la parola. Fa parte del Dipartimento “Codice Rosso”. Ha sottolineato l'importanza della prevenzione. «Reputo fondamentale parlare ai giovani dei reati di codice rosso», ha affermato. Ha aggiunto che «ancora prima è necessario intervenire con un’educazione sentimentale». L'educazione sentimentale è necessaria sia a scuola che in famiglia. Di Guardo ha anche evidenziato il rafforzamento delle leggi. «L’introduzione del reato di femminicidio rappresenta una presa di coscienza importante», ha spiegato. Questo reato «dà valore giuridico a un fenomeno sociale». Prevede pene severe. L'obiettivo è anche la deterrenza.

Vincenza Zarcone, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, è intervenuta. Ha parlato della dimensione culturale del problema. «È necessario intervenire in ottica preventiva, sul piano culturale ed educativo», ha dichiarato. L'intervento deve iniziare «già a partire dalle scuole». Lo scopo è contrastare la «cultura del possesso e del controllo». Zarcone ha espresso fiducia nei giovani. «I giovani possono essere migliori delle generazioni precedenti», ha detto. Tuttavia, ha sottolineato la responsabilità degli adulti. «È nostra responsabilità creare le condizioni perché crescano nella cultura del rispetto e dell’amore sano».

Azzurra Tramonti, psicologa e psicoterapeuta, ha presentato il progetto “DOMUS”. Fa parte dell'Associazione Millecolori e del Centro Antiviolenza “Lia Pipitone”. Il progetto è dedicato al supporto dei familiari delle vittime di violenza. Offre un percorso di accompagnamento psicologico e sociale. Mira a fornire ascolto e strumenti concreti. Si rivolge a persone in una fase di grande fragilità. Adriana Argento, responsabile dell’Associazione Millecolori e del Centro Antiviolenza “Lia Pipitone”, ha ribadito il valore della rete territoriale. «Oggi abbiamo dimostrato che la collaborazione tra istituzioni, terzo settore, scuole e famiglie può produrre messaggi forti», ha affermato. Questi messaggi sono «capaci di promuovere la parità di genere dai giovani verso i giovani».

I lavori degli studenti e il futuro del premio

I veri protagonisti della giornata sono stati gli studenti. Hanno presentato i loro lavori audiovisivi. Questi sono stati realizzati nell’ambito del progetto “Non m’Ama…m’Amo!”. Il progetto è stato coordinato da Giorgia Sciacca per l’Associazione Millecolori. Questo percorso educativo ha spinto gli studenti a riflettere. Hanno analizzato il valore delle relazioni sane. Hanno discusso del contrasto alla violenza. La premiazione è avvenuta alla presenza di Maurizio Papadia. Erano presenti anche Adriana Argento e il Gruppo di Coordinamento del Centro Antiviolenza “Lia Pipitone”. I vincitori sono stati invitati a conoscere le attività di Millecolori. L'associazione opera a Palermo da oltre vent'anni.

Un momento particolarmente toccante ha concluso la giornata. È stata proiettata il videoclip del brano “Ogni vita merita luce”. Questo video è stato realizzato da Millecolori. Rappresenta un forte messaggio. Serve a ricordare Laura Papadia e tutte le vittime di femminicidio. È stata annunciata la seconda edizione del Premio “Laura Papadia”. La prossima edizione sarà dedicata alla musica. Sarà realizzata in collaborazione con l’Accademia Lizard di Palermo. Il progetto “Non m’Ama…m’Amo!” rimane aperto. Le scuole interessate possono aderire.

L'iniziativa di Palermo si inserisce in un contesto nazionale di crescente attenzione al fenomeno della violenza di genere. Le statistiche indicano un numero allarmante di casi di femminicidio ogni anno. La legge italiana ha introdotto specifiche misure per contrastare questo tipo di reati. Il Codice Rosso, ad esempio, prevede procedure accelerate per le indagini. Tuttavia, la prevenzione attraverso l'educazione è considerata fondamentale. Le scuole giocano un ruolo cruciale in questo senso. Programmi come “Non m’Ama…m’Amo!” mirano a formare una nuova generazione. Una generazione consapevole dei propri diritti e dei propri doveri. Una generazione capace di costruire relazioni basate sul rispetto reciproco. La collaborazione tra istituzioni, associazioni e famiglie è essenziale. Solo attraverso un fronte comune si possono ottenere risultati duraturi. L'Associazione Millecolori, con la sua ventennale esperienza, rappresenta un punto di riferimento. Il Centro Antiviolenza “Lia Pipitone” offre un supporto concreto alle donne in difficoltà. La memoria di Laura Papadia diventa così un monito. Un invito a non abbassare la guardia. Un incoraggiamento a proseguire nell'impegno per una società più giusta e sicura per tutti.

La scelta di dedicare il premio a Laura Papadia sottolinea l'importanza di dare un volto e una storia alle vittime. Non si tratta solo di numeri, ma di vite spezzate. Vite che avrebbero potuto contribuire alla società. La commemorazione a Palermo, sua città d'origine, rafforza il legame emotivo. Il coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori è strategico. Sono i futuri cittadini, i futuri uomini e donne. Educare loro al rispetto e alla non violenza è un investimento sul futuro. Il progetto “Non m’Ama…m’Amo!” stimola la creatività attraverso i video. Questo approccio didattico rende i temi complessi più accessibili. Permette ai giovani di esprimere il proprio punto di vista. Di elaborare il dolore in modo costruttivo. La partecipazione di figure come il Sostituto Procuratore Di Guardo e la Presidente Zarcone conferisce autorevolezza all'evento. Le loro parole rafforzano la consapevolezza sull'importanza della prevenzione e della cultura del rispetto. Il supporto delle istituzioni, come il Comune di Palermo e Spoleto, è fondamentale per la riuscita e la continuità di tali iniziative. La seconda edizione, dedicata alla musica, promette di ampliare ulteriormente la portata del premio. La musica, linguaggio universale, può raggiungere un pubblico ancora più vasto. Diffondere messaggi di speranza e di lotta contro la violenza.

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