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Il dramma sfiorato a Gambugliano nel 1939

Angelo Ceola, oggi 87enne, rievoca un evento drammatico accaduto 87 anni fa, il 24 marzo 1939, a Gambugliano. Quel giorno, il piccolo Angelo, allora di soli due anni, precipitò in un pozzo profondo otto metri. L'intervento tempestivo e coraggioso della madre, Antonia Giacoppo, evitò una tragedia, trasformando l'incidente in una testimonianza di amore materno.

L'episodio, avvenuto in una corte di Savio, coinvolse la famiglia Ceola, originaria di una frazione ora appartenente a Sovizzo. Il padre, Pietro, lavorava come casaro, mentre Antonia si occupava della casa e dei figli. La mattina dell'incidente, mentre le donne erano impegnate nel lavaggio dei panni, i bambini giocavano liberamente nella corte.

L'incredibile salvataggio della madre

Un pozzo, largo due metri e bordato di mattoni sporgenti, fino a quel momento innocuo, divenne teatro del dramma. In una frazione di secondo, Angelo scomparve alla vista della madre. Antonia, senza esitare un istante, si gettò nel pozzo per salvare il suo bambino, nonostante non sapesse nuotare.

Il suo gesto istintivo creò un'onda d'urto che fece riaffiorare Angelo, che aveva perso conoscenza dopo essere affondato. «Mi ricordo – racconta oggi Angelo – che mamma mi prese per i piedi, mi girò e mi portò su». Le altre donne presenti accorsero, fornendo una scala che permise ad Antonia di risalire con il piccolo tra le braccia.

Dalla cronaca locale alla notorietà nazionale

Angelo ricorda ancora l'acqua ingoiata e il gesto della madre che lo fece espellere, permettendogli di riprendersi rapidamente. Pochi minuti dopo l'incidente, il bambino era di nuovo in grado di correre e giocare come se nulla fosse accaduto. Questo incredibile salvataggio non rimase confinato alle cronache locali di Gambugliano e Sovizzo.

La storia giunse alle orecchie nazionali, trovando spazio sulla «Domenica del Corriere» con un'illustrazione del celebre Achille Beltrame. Per il suo coraggio, Antonia Giacoppo ricevette un attestato di pubblica benemerenza dal Ministero dell'Interno. La famiglia Ceola, dopo essersi trasferita a Monte San Lorenzo e poi a Torreselle, continuò la sua vita serenamente, arricchendosi di altri quattro figli.

La vita attiva di Angelo Ceola

Angelo Ceola, grazie alla «seconda vita» donatagli dalla madre, ha vissuto pienamente ogni momento. Iniziò a lavorare a 16 anni e non si è mai fermato. Sposato con Bruna, ha avuto una figlia, Roberta. Tornato a Sovizzo nel 1974, Angelo è sempre stato un pilastro della comunità, attivo nel volontariato con gli alpini, la Pro loco, il polisportivo e il consiglio parrocchiale.

Ha ricoperto anche il ruolo di consigliere comunale e capogruppo durante l'amministrazione Peruz. Appassionato di ciclismo, continua a essere una figura molto attiva anche in prossimità dei suoi 90 anni, dedicandosi ai suoi hobby come il gioco delle carte e la lettura, rimanendo sempre informato.

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