La minoranza di Sondalo esprime forti preoccupazioni per le finanze comunali legate al progetto "Chiesone". Viene inviata una diffida all'amministrazione per contestare l'accettazione di una donazione che potrebbe comportare costi ingenti per la demolizione e riqualificazione.
Minoranza contesta donazione immobiliare
Il gruppo consiliare SiAmo Sondalo ha formalmente contestato una recente delibera comunale. L'atto riguarda l'accettazione di una donazione immobiliare. Questa comprende il complesso dell'area San Francesco. La struttura è nota localmente come "Chiesone". L'ex sindaco Luigi Grassi guida l'opposizione. La diffida è stata inviata al Comune di Sondalo. Riguarda le modalità di accettazione della donazione. La proprietà proviene dalla parrocchia di S.ta Maria Maggiore.
La minoranza solleva dubbi significativi. Sottolineano come la struttura del "Chiesone" sia incompiuta da oltre trent'anni. Evidenziano presunte violazioni della convenzione urbanistica del 1994. Queste riguardano gli obblighi previsti. L'opposizione teme un impatto negativo sulle casse comunali. La donazione ha un valore dichiarato di 360.000 euro. Tuttavia, i costi stimati per la riqualificazione ammonterebbero a circa 4 milioni di euro. Questi fondi sarebbero necessari per demolizione e messa in sicurezza.
Costi previsti per la riqualificazione
Il progetto per il "Chiesone" prevede spese considerevoli. La demolizione della struttura incompiuta è una priorità. Anche la successiva messa in sicurezza è fondamentale. Infine, è prevista una riqualificazione dell'area. La minoranza evidenzia come le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria ricadrebbero sull'ente comunale. Questo è previsto dalla convenzione urbanistica. Viene inoltre segnalata una mancanza di chiarezza. Riguarda la gestione della sicurezza e manutenzione. Questo per il manufatto sottostante al sagrato. Tale area rimarrebbe di proprietà parrocchiale. Nonostante sia incompleta.
L'opposizione critica l'atteggiamento dell'amministrazione. La diffida è stata depositata oltre un mese fa. Non è ancora pervenuta alcuna risposta. Né ai firmatari né al loro legale, l'avvocato Dini. Il gruppo SiAmo Sondalo ritiene questo silenzio inaccettabile. La questione "Chiesone" è di grande delicatezza. Potrebbe vincolare i futuri bilanci comunali. Le scelte amministrative per i prossimi anni sono già indirizzate. Il confronto democratico e trasparente è ritenuto essenziale. Coinvolge tutti i cittadini di Sondalo, incluse le frazioni.
Un "ecomostro" che divide Sondalo
Il "Chiesone" rappresenta un problema annoso per Sondalo. L'opera incompiuta deturpa il centro del paese. Da decenni suscita dibattiti e accende gli animi. La minoranza parla di "ecomostro". La sua presenza è un monumento alla bruttezza. L'opposizione chiede un dialogo aperto. Vuole che l'amministrazione affronti le criticità sollevate. La diffida è un segnale forte. Vuole portare l'attenzione pubblica sulla questione. Si teme che l'accettazione della donazione possa essere un passo irreversibile. Con conseguenze finanziarie pesanti per la comunità. L'obiettivo è ottenere un confronto pubblico. Prima che le decisioni diventino definitive. La trasparenza è invocata come principio fondamentale.
La minoranza sottolinea l'importanza di questo dibattito. Non si tratta solo di un immobile. Riguarda la gestione delle risorse pubbliche. E la visione futura della città. L'opposizione auspica una risposta chiara. E un'apertura al dialogo. Per trovare insieme la soluzione migliore per Sondalo. La questione "Chiesone" continua a dividere. E a generare preoccupazione tra i residenti. La palla ora passa all'amministrazione comunale. Che dovrà decidere come rispondere alla diffida.