Giancarlo Betta è il selezionatore dell'Under 19 siciliana per il Torneo delle Regioni in Puglia. La squadra, composta dai migliori talenti isolani, punta a ben figurare nella competizione. Betta sottolinea l'importanza della formazione giovanile e le sfide del calcio italiano.
Giancarlo Betta alla guida dell'Under 19 siciliana
La 62ª edizione del Torneo delle Regioni, che si svolgerà in Puglia, vedrà la rappresentativa Under 19 della Sicilia guidata da un volto noto del calcio giovanile regionale: Giancarlo Betta. L'allenatore, con un passato di successi tra cui due scudetti Berretti con il Siracusa e la promozione del Noto dalla Promozione alla Serie D, assume il ruolo di selezionatore per questa importante competizione.
Betta vanta un curriculum ricco di esperienze, avendo allenato anche il Modica, il Palazzolo e ricoperto il ruolo di tecnico della prima squadra del Siracusa. Al suo fianco, nel ruolo di preparatore atletico, figura un altro siracusano, Alessandro Di Mauro. La scelta di Betta sottolinea l'attenzione del Comitato Regionale Siciliano verso figure con comprovata esperienza nel settore giovanile.
La selezione e le ambizioni della squadra
Interrogato sulla competizione imminente, Betta descrive il torneo come «molto competitivo». La selezione siciliana è composta da 20 giocatori, scelti tra una rosa iniziale di 25-26 elementi. La riduzione è stata necessaria per rispettare i regolamenti del torneo. «Pensiamo di aver scelto i più forti e i migliori», ha dichiarato Betta, esprimendo fiducia nelle capacità della squadra.
Il ruolo di selezionatore, seppur meno impegnativo in termini di allenamenti quotidiani rispetto alla guida di una singola squadra, rappresenta un'opportunità unica per Betta. «È un'esperienza diversa che permette di valutare tutto il patrimonio giovanile siciliano», ha commentato. Questo approccio consente di avere una visione d'insieme dei talenti emergenti sull'isola.
Le avversarie e il girone della Sicilia
La rappresentativa siciliana è stata inserita in un girone considerato «tosto». Betta individua nelle regioni con un bacino di giocatori più ampio le principali avversarie da temere. Tra queste, cita la Lombardia e la Campania, anch'esse inserite nello stesso raggruppamento. Nonostante la difficoltà del girone, l'allenatore non mostra preoccupazione, definendo il torneo «bellissimo».
La preparazione della squadra ha beneficiato del supporto del Comitato Regionale Siciliano, guidato dal presidente Morgana. «Ci ha permesso di organizzare stage e avere più giorni di allenamento consecutivi», ha spiegato Betta. Questo ha consentito al gruppo di conoscersi e di lavorare in condizioni ottimali per esprimere al meglio il proprio potenziale. Il ringraziamento al presidente Morgana è stato esplicito.
La formazione giovanile: un punto critico
Affrontando il tema dello sviluppo del calcio giovanile in Italia, Betta ribadisce un concetto a lui caro: la necessità di migliorare la formazione degli allenatori nei settori giovanili. «Il problema resta la formazione e la competenza di chi allena nei settori giovanili», ha affermato con fermezza. Secondo l'allenatore, la mancanza di basi formative solide porta spesso a iniziare il percorso di crescita dei giovani calciatori in ritardo.
Betta sottolinea l'importanza di avere «gente con competenza, gente che studia e si forma, anche personalmente, per capire come si lavora e come crescere». Questo aspetto, a suo dire, non sempre viene garantito, compromettendo lo sviluppo del talento a lungo termine. La sua visione è chiara: investire sulla qualità della formazione tecnica e pedagogica degli allenatori è fondamentale.
Proposte per il futuro del calcio giovanile
Riguardo alla regola degli juniores obbligatori nei campionati regionali, Betta esprime un'opinione controcorrente. Attualmente, è richiesto l'impiego di soli 2 juniores. Betta proporrebbe di invertire la tendenza: «Farei al contrario e so di attirarmi qualche inimicizia». La sua proposta prevede di limitare a massimo 4 o 5 giocatori over nei campionati regionali, con la restante parte della rosa composta da giocatori sotto i 23 anni.
L'obiettivo di questa proposta è chiaro: evitare che molti giovani, una volta superata la quota obbligatoria, rischino di non trovare più spazio e abbandonino precocemente la pratica sportiva. «Impensabile che usciti dalla quota in tanti rischiano di non giocare più e si alza il tasso di abbandono», ha spiegato, evidenziando le conseguenze negative dell'attuale sistema.
Un sguardo al passato e al futuro
Ripensando ai due scudetti consecutivi vinti con la Berretti del Siracusa vent'anni fa, Betta osserva che «non è cambiato nulla» in termini di attenzione delle società verso i settori giovanili. Quei successi, a suo dire, furono il risultato di un lavoro individuale e di squadra eccezionale, guidato da un gruppo di lavoro di altissimo livello, un'esperienza che non ha mai trovato continuità nel tempo.
Tra i convocati figurano due giovani della provincia di Siracusa: Federico Caruso dell'Avola e Giorgio Mallia del Noto. Betta ha sottolineato che la provenienza geografica conta poco, l'importante è aver selezionato i migliori. Caruso viene descritto come un giocatore affidabile, capace di ricoprire più ruoli e protagonista di un ottimo campionato con l'Avola.
Infine, Betta ricorda con un sorriso la rivalità sportiva con Carlo Breve, legata al campionato di Eccellenza 2009/2010 tra Acireale e Noto. «Sono le cose del calcio», ha commentato, definendo quella un'«una bellissima rivalità tanti anni fa». Ora, ritrovarsi a lavorare insieme rappresenta per lui una nota positiva, a testimonianza dell'evoluzione dei rapporti nel mondo dello sport.
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