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La Giunta regionale abruzzese ha richiesto lo stato di emergenza nazionale al Governo. Eventi meteorologici eccezionali tra fine marzo e inizio aprile hanno causato allagamenti, frane e danni ingenti. La situazione ha portato anche alla chiusura di arterie stradali e ferroviarie cruciali.

Richiesta stato di emergenza nazionale

La Giunta regionale dell'Abruzzo ha deliberato la richiesta formale al Governo centrale. L'obiettivo è ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Questa misura si rende necessaria a causa dei gravi eventi meteorologici che hanno interessato la regione. Le precipitazioni intense si sono verificate tra il 31 marzo e il 3 aprile 2026.

Le abbondanti e prolungate piogge hanno provocato estese criticità. Si sono registrati diffusi allagamenti e frane di notevole entità. I danni riguardano infrastrutture viarie, edifici pubblici e privati. Anche la rete dei servizi essenziali ha subito gravi conseguenze. Diversi centri abitati sono rimasti isolati. Criticità sono emerse anche per strutture scolastiche e sanitarie.

Durante l'emergenza, il sistema di protezione civile regionale è stato attivato tempestivamente. Sono stati aperti i Centri di Coordinamento dei Soccorsi e i Centri Operativi Comunali. Sono state adottate misure preventive per la sicurezza dei cittadini. Queste includono evacuazioni e chiusure stradali. Il territorio è stato costantemente monitorato.

Il 4 aprile si sono svolti sopralluoghi. Erano presenti il presidente della Regione, Marco Marsilio, e il Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. A seguito di questi accertamenti, la Giunta ha ritenuto fondata la richiesta di emergenza nazionale. Tale stato è indispensabile per mobilitare risorse e strumenti straordinari a sostegno delle comunità colpite.

Emergenza regionale e interventi immediati

Parallelamente, la Giunta ha proclamato lo stato di emergenza regionale. La durata prevista è di sei mesi. Questo provvedimento mira a garantire interventi immediati. Permette inoltre agli enti locali di operare con procedure di somma urgenza. L'Agenzia Regionale di Protezione Civile ha ricevuto l'incarico di definire le aree colpite. Dovrà anche preparare una relazione tecnica dettagliata sui danni subiti.

La relazione dovrà quantificare i fabbisogni per il ripristino. Saranno considerate le strutture e le infrastrutture danneggiate. Verrà anche valutato il sostegno alle attività economiche e produttive. La Regione Abruzzo valuterà in seguito l'erogazione di anticipazioni finanziarie. Queste saranno in attesa dell'accesso ai fondi nazionali destinati alle emergenze.

Una nuova emergenza si è manifestata al confine tra Abruzzo e Molise. Si è riattivata la storica frana di Petacciato. Questo evento ha di fatto diviso in due l'Italia lungo la dorsale adriatica. Le ripercussioni sul trasporto autostradale e ferroviario sono state pesanti.

Impatto sulla viabilità e trasporti

Dal Ministero dei Trasporti è emerso ottimismo sulla riapertura al traffico dell'autostrada A14. Si prevede la riapertura nei prossimi giorni. Riguarda il tratto tra Vasto Sud e Poggio Imperiale in entrambe le direzioni. Appena il monitoraggio della frana lo consentirà, riapriranno anche la SS16 (km 531+800 - 535+800) e la SS709 (km 0 - km 6).

Il ministro Matteo Salvini ha dato il via libera ai lavori di FS sulla linea ferroviaria adriatica. L'intervento, iniziato il 8 aprile alle 19, permetterà la riattivazione della circolazione già il 12 aprile. Il ministro ha visionato gli interventi necessari per ripristinare la viabilità. Effettuerà un sopralluogo il giorno seguente.

Frane hanno interessato anche altre zone dell'Abruzzo nelle settimane precedenti. Tra queste, quella di Silvi, in provincia di Teramo. Questo evento ha causato l'evacuazione di diverse famiglie. I danni stimati superano i 4 milioni di euro. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha ricordato che il territorio abruzzese è esposto a frane per il 18,3%. Sono stati censiti 8.493 eventi franosi.

Per il 2026, la Regione Abruzzo ha ricevuto 8 milioni di euro per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. A livello nazionale, il totale è di 313 milioni di euro. Nell'ambito del PNRR, l'Abruzzo ha ottenuto 53,749 milioni di euro per 69 interventi contro alluvioni e rischio idrogeologico. Di questi, 54 sono già conclusi.

Il ponte crollato sul Trigno sulla statale 16 Adriatica è in fase di ricostruzione. L'Anas prevede un completamento in 5-7 mesi, secondo Fabio Ciciliano, capo della Protezione Civile.

Confindustria Abruzzo: rischio spaccatura dell'Italia

Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha espresso forte preoccupazione. La situazione al confine tra Abruzzo e Molise è emergenziale per il sistema produttivo e la mobilità. La chiusura dell'A14, della SS16 e il fermo ferroviario paralizzano i collegamenti. Gli effetti vanno oltre i confini regionali, impattando il Centro-Sud.

Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, ha dichiarato: «Siamo di fronte a una situazione gravissima che rischia concretamente di spaccare l'Italia in due». L'interruzione di un asse primario di collegamento ha conseguenze pesanti per la mobilità, l'industria e la logistica. Le frane a Petacciato e il crollo di un viadotto a Montenero di Bisaccia hanno causato l'interruzione della SS16.

Il sistema manifatturiero adriatico è direttamente colpito. Si registrano ripercussioni sulla circolazione delle merci e sugli spostamenti dei lavoratori pendolari. Molti residenti in Molise lavorano in Abruzzo, specialmente nelle zone industriali di San Salvo, Vasto e nella Val di Sangro. Le arterie alternative, come la SS650 Trignina, sono congestionate.

Le aziende segnalano disagi organizzativi e produttivi. Stellantis, ad esempio, vede coinvolti circa 300 lavoratori negli spostamenti quotidiani tra Molise e Abruzzo. Si tratta di una vera emergenza infrastrutturale che mette sotto pressione filiere produttive e famiglie. Ogni ora di blocco genera costi economici, ritardi e difficoltà.

Confindustria Abruzzo Medio Adriatico chiede un incontro urgente. L'obiettivo è ottenere un quadro chiaro sulle tempistiche di ripristino. Si cercano misure straordinarie per contenere i disagi e risorse impiegate. Si discuteranno percorsi alternativi e interventi strutturali futuri. Le imprese necessitano di certezze, tempi definiti e coordinamento.

«In un'area strategica per l'industria del medio Adriatico non è pensabile che, a seguito di eventi calamitosi, si determini il blocco simultaneo di autostrada, statale e ferrovia senza una risposta rapida, unitaria e concreta», conclude Dattoli. L'organizzazione continuerà a monitorare la situazione, sollecitando interventi per superare l'emergenza.

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