La storia di Samantha e la paura del "dopo di noi"
Serina, 22 Marzo 2026 – La paura del "dopo di noi", ovvero cosa accadrà a una persona con disabilità grave quando i propri familiari non potranno più assisterla, è un'angoscia profonda. Per Cesare e Renata Vismara, residenti a Serina, questa preoccupazione si è trasformata in un progetto concreto per garantire un futuro sereno alla figlia Samantha, 51 anni, affetta da una disabilità complessa.
Samantha è nata nel 1974, ma una meningite fulminante contratta ad aprile 1975 ha lasciato danni neurologici permanenti. Nonostante le cure e il supporto di numerosi specialisti, la sua condizione ha richiesto un impegno costante da parte dei genitori, che hanno dedicato la loro vita alla sua assistenza.
Dal trasferimento a Serina alla legge sul "Dopo di noi"
La famiglia Vismara, originaria di Milano, ha affrontato un ulteriore cambiamento nel 2009 con una grave crisi diabetica di Samantha. Questo evento ha portato al trasferimento a Bergamo per cure specialistiche. Successivamente, la scelta di trasferirsi a Serina, un paese di montagna, è stata dettata dalla volontà di offrire a Samantha un ambiente più tranquillo e sicuro, migliorando la qualità della vita per l'intera famiglia.
Con il passare degli anni e l'avanzare dell'età dei genitori (Cesare ha 84 anni, Renata 83), la necessità di pianificare il futuro di Samantha è diventata prioritaria. Nel 2016, Cesare ha scoperto la legge 112/2016, nota come legge sul "Dopo di noi", che mira a tutelare le persone con disabilità grave.
Nasce la Fondazione Futuri Condivisi Ets
Da questa consapevolezza è nato un progetto innovativo: la costituzione di un trust dedicato a Samantha, denominato «La vita di Samantha». Questo strumento giuridico, gestito dal volontario Flavio Valli, assicura l'amministrazione dei beni destinati alla figlia e la realizzazione di un "Progetto di vita" che garantisca continuità assistenziale.
L'impegno dei Vismara non si è fermato alla tutela della figlia. Il desiderio di offrire un'opportunità anche ad altre famiglie nella medesima situazione ha portato alla creazione della Fondazione Futuri Condivisi Ets, ufficialmente costituita il 20 gennaio 2025. La Fondazione riunisce famiglie, cooperative, cittadini e istituzioni bergamasche con l'obiettivo di creare un modello abitativo alternativo alle strutture tradizionali.
"Casa Rosa": un nuovo modello abitativo
Il primo progetto concreto della Fondazione è «Casa Rosa», acquistata nell'agosto 2025 a Valpiana di Serina. Questa struttura ospiterà fino a nove persone con disabilità, offrendo mini-appartamenti pensati per garantire la vicinanza tra genitori anziani e figli con disabilità, permettendo loro di condividere gli ultimi anni di vita in un contesto familiare e comunitario.
«Casa Rosa» si propone come un nuovo modello abitativo, fondato sulle relazioni con il territorio e sulla creazione di un ecosistema sociale vivo, supportato dalla cooperativa Contatto & La Bonne Semence e da diverse fondazioni, tra cui la Fondazione Cariplo e la Fondazione Monte di Lombardia.
La Fondazione Futuri Condivisi sta coinvolgendo una decina di famiglie in un percorso di sensibilizzazione e approfondimento sugli strumenti giuridici e sui progetti abitativi condivisi. L'obiettivo è offrire una risposta concreta al bisogno di progettare un futuro autonomo e autodeterminato per le persone con disabilità, trasformando la domanda sul "dopo di noi" in una storia di comunità e cura condivisa.