La Cassazione ha disposto un nuovo processo d'appello per Alessandro Impagnatiello, accusato dell'omicidio di Giulia Tramontano. Al centro del dibattimento la premeditazione del delitto, avvenuto a Senago nel maggio 2023.
Nuovo processo per omicidio a Senago
La Corte di Cassazione ha stabilito un nuovo procedimento d'appello. Questo riguarderà l'omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto a Senago. La donna fu uccisa nel maggio 2023. Il suo compagno, Alessandro Impagnatiello, è l'imputato principale. La decisione della Cassazione si concentra sull'aggravante della premeditazione. Questa era stata esclusa in un precedente grado di giudizio.
L'omicidio ha spezzato anche la vita del piccolo Thiago. Il bambino era nel grembo di Giulia. La Procura generale aveva richiesto questo nuovo esame. La richiesta è stata accolta dalla Cassazione. Il caso tornerà quindi davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano. Sarà una sezione diversa da quella che ha emesso la sentenza precedente.
La premeditazione al centro del dibattimento
La premeditazione è l'elemento chiave del nuovo processo. L'accusa sostiene che l'omicidio sia stato pianificato con fredda determinazione. Le prove includono l'uso di veleno per topi. Questo sarebbe stato somministrato a Giulia a sua insaputa. Le ricerche online effettuate da Impagnatiello sono considerate significative. Sembrano indicare una pianificazione durata almeno sei mesi. Il comportamento dell'uomo prima e dopo il delitto è anch'esso sotto esame. L'obiettivo era nascondere le tracce.
L'avvocato Nicodemo Gentile, legale del padre di Giulia, Franco Tramontano, ha commentato la decisione. Ha definito l'omicidio una “decisione maturata con fredda determinazione”. Ha aggiunto che l'imputato è “privo di empatia” e caratterizzato da “gelo interiore”. Per il legale, l'omicidio è avvenuto per “spirito punitivo”, senza impeti improvvisi.
La difesa di Impagnatiello
L'avvocata Giulia Geradini, difensore di Impagnatiello, non condivide la decisione della Cassazione. Attende di leggere le motivazioni della sentenza. Ha dichiarato che il suo assistito sta compiendo un “percorso personale” in carcere. Il carcere di Pavia, dove è detenuto, non offre molte opportunità per questo percorso. La difesa aveva cercato di escludere l'aggravante della crudeltà. Questo avrebbe potuto portare a una riduzione della pena.
Nel processo di primo grado, i giudici avevano escluso la premeditazione. Avevano stabilito che non c'erano prove sufficienti per retrodatare il proposito omicida. La somministrazione del veleno per topi era stata interpretata come un tentativo di provocare un aborto. L'obiettivo sarebbe stato eliminare il bambino, visto come un ostacolo alla carriera e alla vita di Impagnatiello. Questa interpretazione aveva suscitato sconcerto nei familiari della vittima.
Le prove e le indagini
Le indagini, coordinate dalla pm Alessia Menegazzo e dall’aggiunta Letizia Mannella, hanno messo in luce diversi aspetti. L'azione di Impagnatiello è stata descritta come “lucida”. Seguì l'occultamento del cadavere. Ci fu anche un tentativo di depistaggio delle indagini dei carabinieri di Milano. L'imputato, tuttavia, ha sostenuto di aver somministrato il veleno solo per indurre l'aborto. Ha affermato di aver ucciso Giulia in un raptus.
La Procura generale della Cassazione ha sostenuto che si trattò di un “agguato organizzato e premeditato”. Le argomentazioni presentate hanno convinto i giudici della necessità di un processo bis. Se l'aggravante della premeditazione venisse riconosciuta, la condanna all'ergastolo sarebbe “blindata”. Giulia Tramontano, 29 anni, si era trasferita a Milano dalla Campania. Aveva scelto di costruire un futuro con Impagnatiello, che la tradiva con una relazione parallela.
Domande frequenti
Cosa ha stabilito la Cassazione riguardo l'omicidio di Giulia Tramontano?
La Cassazione ha disposto un nuovo processo d'appello per Alessandro Impagnatiello. Il focus è sull'aggravante della premeditazione dell'omicidio di Giulia Tramontano.
Quali sono le prove della premeditazione secondo l'accusa?
Le prove includono l'uso di veleno per topi somministrato a Giulia a sua insaputa e ricerche online che suggeriscono una pianificazione durata mesi. Anche il comportamento successivo all'omicidio, volto a nascondere le tracce, è considerato rilevante.
Questa notizia riguarda anche: