40 anni al servizio della comunità di Schio
Dopo quasi quarant'anni di dedizione alla comunità di Schio, Emilia Laugelli conclude la sua carriera di psicologa e assessora ai servizi sociali. La sua attività è stata profondamente segnata dall'attenzione verso le persone più fragili, lasciando un'impronta significativa nel tessuto sociale del territorio.
Originaria della Calabria, Laugelli si è trasferita a Schio per amore, sposando un medico conosciuto all'università di Padova. La sua formazione in psicologia si è svolta in un periodo di fermento politico e sociale, con un tirocinio formativo che l'ha avvicinata alla realtà dei servizi per la salute mentale.
Inizi e impegno politico a Schio
La carriera professionale di Laugelli è iniziata nel 1987 presso la cooperativa Mano Amica, gestendo un centro diurno riabilitativo per pazienti psichiatrici, in linea con i principi della Legge Basaglia. Successivamente, ha assunto la responsabilità di una comunità terapeutica residenziale, lavorando a stretto contatto con le istituzioni sanitarie locali.
L'impegno politico è nato sull'esempio paterno. Nel 1995, è entrata a far parte della giunta comunale di Schio come assessora ai servizi sociali, ruolo che ha ricoperto per 14 anni, promuovendo numerose iniziative. Tra queste spiccano lo sportello antiviolenza per le donne, il fondo di solidarietà «Schio c'è» e Casa Bakita, strutture che hanno fornito supporto concreto a famiglie e persone in difficoltà.
Affrontare sfide e costruire reti
L'operato di Laugelli non è stato esente da critiche e attacchi, in particolare quando si è occupata dell'integrazione della comunità Sinti. Nonostante le minacce ricevute, ha proseguito nel suo percorso, sostenuta da associazioni, parrocchie e figure caritatevoli locali.
Ha inoltre contribuito all'avvio di servizi per anziani e disabili e ha valorizzato il ruolo del volontariato, costruendo una solida rete di collaborazione. La sua esperienza politica ha avuto anche un momento di amarezza nel 2013, quando, dopo aver vinto le primarie del PD per una candidatura al Senato, il seggio è stato assegnato ad altri.
Il numero anti-suicidi e la psicologia ospedaliera
Un capitolo fondamentale della sua carriera è stato la direzione del progetto regionale anti-suicidi, avviato nel 2012 in risposta all'aumento dei casi legati alla crisi economica. L'esperienza, condotta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ha affrontato diverse emergenze, tra cui la crisi delle banche venete e la pandemia di Covid-19.
Tra i ricordi più toccanti, quello di un paziente che, dopo aver tentato il suicidio, è stato salvato dal destino grazie a un ramo spezzato e alla perseveranza di un'operatrice. L'attività nella psicologia ospedaliera le ha permesso di confrontarsi con il dolore fisico della malattia, accompagnando pazienti e famiglie in percorsi difficili.
Dare senso al dolore e proteggere le donne
Laugelli considera il dare un senso al dolore altrui un privilegio, offrendo uno spazio di fiducia e supporto. Ha distinto la sanità dalla salute, sottolineando l'importanza delle relazioni umane. Il suo impegno si è esteso anche al pronto soccorso, dove ha assistito numerose donne vittime di maltrattamenti.
Critica verso l'efficacia del Codice Rosso, propone l'allontanamento immediato dei maltrattanti e il loro inserimento in centri dedicati. Dopo aver salutato con commozione il suo ufficio, Laugelli si dedica ora alla cura familiare, con la consapevolezza di aver contribuito a migliorare la vita di molte persone a Schio.