Due mine militari con timer sono state piazzate sulla petroliera Seajewel, causando un grave incidente. La perizia conferma l'uso di tritolo e un meccanismo di innesco ritardato, suggerendo un'azione preparata in precedenza.
Indagini sull'attacco alla petroliera Seajewel
Due potenti ordigni al tritolo hanno colpito la petroliera Seajewel. L'incidente è avvenuto nella notte di San Valentino dell'anno precedente. I reperti sono stati analizzati dai superperiti della Procura di Genova. La loro consulenza tecnica è stata recentemente depositata. La dottoressa Monica Abbatecola coordina le indagini.
Le esplosioni hanno causato uno squarcio nello scafo della nave. L'impatto è stato in parte mitigato dal doppio scafo. Questo ha evitato un disastro ambientale. Migliaia di tonnellate di greggio avrebbero potuto riversarsi in mare. L'area interessata è quella davanti al porto di Savona.
Dettagli tecnici degli ordigni esplosivi
I consulenti della procura hanno esaminato la nave. Si tratta del capo ufficio del Nucleo Regionale Artificieri Liguria, Federico Canfarini. Con lui l'ingegnere navale Alfredo Lo Noce. La nave era stata portata in secco nel porto del Pireo. Non sono stati trovati elementi sufficienti per determinare la provenienza degli ordigni. È stato però accertato che si trattava di mine 'a patella', note come Limpet.
Questi ordigni sono stati collocati mentre la nave era ferma. I periti hanno evidenziato l'uso di un temporizzatore meccanico. Questo sistema era integrato nei magneti di fissaggio. Permetteva di regolare l'innesco entro un intervallo di tempo. Questo intervallo poteva estendersi fino a 7 o 9 giorni dall'attivazione. Ciò suggerisce che gli attentatori abbiano agito in un porto precedente a quello dell'esplosione.
Ipotesi e sviluppi dell'inchiesta
L'inchiesta è condotta dalla DDA di Genova. Al momento, le indagini procedono contro ignoti. L'ipotesi principale riguarda un attacco mirato. L'obiettivo sarebbe la cosiddetta 'flotta fantasma' russa. Tuttavia, analisi chimiche sul carico della nave hanno escluso che il petrolio fosse di origine russa. La società armatrice della Seajewel è la greca Thenemaris. Questa stessa compagnia è proprietaria della Seacharm. Quest'ultima aveva subito un attacco simile un mese prima. L'incidente alla Seacharm avvenne al largo della Turchia.
Domande frequenti sull'attacco alla Seajewel
Cosa è successo alla petroliera Seajewel?
La petroliera Seajewel è stata colpita da due mine militari al tritolo con meccanismo temporizzato. L'attacco ha causato uno squarcio nello scafo, ma il doppio scafo ha evitato un disastro ambientale.
Chi sono i responsabili dell'attacco?
Le indagini sono ancora in corso e al momento procedono contro ignoti. L'ipotesi è un attacco contro la flotta russa, ma non ci sono ancora prove definitive sui responsabili.
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