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Il consiglio comunale di Modena ha approvato mozioni per la trasformazione della linea ferroviaria Modena-Sassuolo in un sistema tramviario ad alta frequenza. L'obiettivo è migliorare la mobilità urbana e regionale, con investimenti già effettuati per modernizzare l'infrastruttura.

Futuro della linea Modena-Sassuolo discusso in consiglio

Il consiglio comunale di Modena ha recentemente discusso il futuro della linea ferroviaria Modena-Sassuolo. Sono state votate due mozioni presentate da forze politiche di centrosinistra. Entrambe hanno ottenuto l'approvazione. Le proposte mirano a una sua evoluzione verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza. Si parla di tram, tram-treno o metropolitana di superficie. L'intento è rafforzare il suo ruolo di dorsale della mobilità urbana e di area vasta. Le mozioni sono state approvate con il sostegno di Pd, Avs, M5s, Pri – Azione – Sl e Modena civica. Hanno votato contro FdI, Lega Modena e Modena in Ascolto. Queste discussioni si sono svolte insieme a un’interrogazione e a una mozione presentata dal centrodestra. Quest'ultima è stata respinta.

Dettagli della proposta di trasformazione in tram

La mozione principale, sostenuta dalla maggioranza, chiede di confermare politicamente la non chiusura della linea Modena-Sassuolo. Si punta a un'evoluzione verso un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza. Saranno individuate le soluzioni più idonee attraverso studi e analisi comparative. L'obiettivo è rafforzarne il ruolo di dorsale della mobilità. Il documento invita a valorizzare e aggiornare gli studi già esistenti. Si propone di sostenere la progressiva riduzione dei passaggi a livello con soluzioni tecnologiche. L'obiettivo è inserire esplicitamente nel Pums l'evoluzione della linea. Si prevedono nuove fermate urbane e integrazione con altri mezzi di trasporto. Si vuole valorizzare il trasporto ferroviario come scelta strategica a lungo termine. Si evitano ipotesi di sostituzione con mezzi su gomma. Il trasporto su ferro è considerato un investimento pubblico strategico e sostenibile. La sua riduzione o dismissione comporterebbe la perdita di un patrimonio infrastrutturale.

Possibili estensioni e governance del progetto

Le mozioni approvate suggeriscono di valutare, in prospettiva di medio-lungo periodo, possibili estensioni della linea. Si pensa a collegamenti verso Carpi, Maranello e Reggio Emilia. L'idea è arrivare fino alla stazione AV Mediopadana. Questo nell'ottica di una rete ferroviaria di trasporto pubblico di area vasta. Si propone di coinvolgere FER, TPER, SETA e la Regione. Saranno coinvolte anche le amministrazioni del distretto. L'obiettivo è definire un progetto condiviso. Si garantirà una governance territoriale unitaria. Ci saranno aggiornamenti periodici alle commissioni consiliari competenti. La consigliera Katia Parisi di Modena civica ha presentato un'altra mozione approvata. Questa propone di analizzare ulteriori interventi infrastrutturali e tecnologici. Si punta a migliorare efficienza, sicurezza e affidabilità del servizio. Si cercano soluzioni per ridurre i tempi di attesa e mitigare l'impatto sulla viabilità. L'integrazione del servizio in una visione complessiva del trasporto pubblico è fondamentale. Si favorirà l'intermodalità e il coordinamento con il trasporto su gomma.

Investimenti recenti e critiche sulla linea

L'assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni ha risposto a un'interrogazione di Elisa Rossini (FdI). Ha parlato di un confronto su infrastruttura, tecnologie e gestione. Ha citato un incontro tenutosi il 22 gennaio a Sassuolo. L'incontro ha riguardato le difficoltà riscontrate dopo l'entrata in funzione del Sistema di Controllo Marcia Treno. Il principale intervento effettuato da FER sulla linea Modena-Sassuolo è stata la predisposizione per questo sistema. È un dispositivo obbligatorio secondo la legislazione europea. Assicura uno standard più elevato di sicurezza. Il costo è stato di 5,7 milioni di euro. Sono stati rifatti il piano dei binari alla stazione di piazza Manzoni e gli impianti di segnalamento. È stata eliminata un'interferenza in via Fratelli Rosselli tra le linee di contatto della ferrovia e quelle del filobus. Questi interventi sono costati complessivamente 5,8 milioni di euro, più 500 mila euro per la regolazione termica dei binari. L'assessore ha precisato che l'installazione del sistema di sicurezza non è in contrasto con il Pums o con futuri sviluppi della linea. Le attività di cantiere si sono svolte regolarmente. Ci sono state criticità di sosta e traffico, ma i tempi sono stati compressi. La consigliera Rossini si è detta «sconcertata» per i costi e gli interventi. Ha parlato di «spreco di denaro pubblico» per sistemare una linea che si vuole cambiare. Ha criticato l'immobilismo, affermando che sono passati due anni e mezzo senza progressi concreti.

Dibattito in consiglio: diverse visioni per il futuro

Il dibattito in consiglio ha visto interventi da diverse forze politiche. Laura Ferrari (Avs) ha sottolineato l'integrazione tra Modena e Sassuolo e il ruolo fondamentale del trasporto pubblico. Ha evidenziato criticità come treni semivuoti e lentezza. Martino Abrate ha riconosciuto la necessità di affrontare il tema del trasporto pubblico con rapidità. Ha ribadito che gli studi realizzati vanno ripresi. Paolo Ballestrazzi (PRI Azione SL) ha ripercorso la storia della rete ferroviaria e posto la questione di cosa fare oggi. Ha espresso scetticismo sul collegamento con la Mediopadana. Alberto Bignardi (Pd) ha invitato a un approccio realistico, sottolineando l'importanza del ferro per la salute e l'ambiente. Ha descritto il tram come uno strumento efficiente. Diego Lenzini ha ricordato che si parla della linea dal 2014, sottolineando la necessità di un sostegno ampio. Giovanni Silingardi (M5S) ha definito il trasporto pubblico locale centrale per la città. Ha indicato la riconversione della linea come la strada più virtuosa. Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha riconosciuto la linea come risorsa, ma ha criticato le proposte legate al ferro rispetto a quelle su gomma. Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha invitato a concentrarsi sui benefici concreti, come il collegamento con strutture sanitarie. Ha criticato la situazione dei passaggi a livello. Paolo Barani (FdI) ha affermato che la situazione della mobilità è insostenibile e i cittadini subiscono disagi. Elisa Rossini ha criticato la maggioranza per la confusione totale sul tema. Ferdinando Pulitanò ha definito la situazione «surreale», criticando il continuo ricorso a nuovi studi. Katia Parisi ha ribadito la necessità di puntare sul ferro come scelta di lungo periodo. L'assessore Guerzoni ha concluso sottolineando che nessuna forza politica ha chiesto la dismissione di Gigetto. Ha auspicato che il confronto rafforzi la capacità di garantire il miglior trasporto possibile.

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