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La compagna di Elia Del Grande, Rossella Piras, difende l'uomo affermando che non è pericoloso ma solo stupido. Le sue dichiarazioni arrivano dopo l'ultima fuga dell'uomo, che ha tradito la fiducia della Caritas.

La compagna difende Elia Del Grande

Rossella Piras, 57 anni, sarda di Olbia, è il punto fermo nella vita travagliata di Elia Del Grande. La donna, che amministra anche i suoi beni, lo ha sempre seguito nei suoi spostamenti carcerari. Non ha mai smesso di difenderlo pubblicamente. Ora, dopo l'ultima fuga dell'uomo di Cadrezzate, nel Varesotto, ribadisce la sua posizione.

Piras ha seguito attentamente le notizie dei giorni scorsi. «Le so a memoria dalla televisione», ha dichiarato. Ha vissuto questi giorni con preoccupazione e apprensione, definendole normali reazioni data la situazione. La compagna è dispiaciuta per quanto accaduto, specialmente per don Domenico, il direttore della Caritas di Alba, descritto come una persona squisita.

«Elia Del Grande non è socialmente pericoloso. Non lo è affatto», afferma con convinzione Piras. Sottolinea che anche il magistrato concorda su questo punto. Tuttavia, ammette che l'uomo non era pronto per stare fuori. Smentisce categoricamente l'idea che fosse imminente un evento grave, precisando che la sua permanenza nella casa-lavoro era stata prorogata.

«Solo stupido, non pericoloso»

La fuga, secondo Piras, potrebbe essere stata causata dalla prospettiva di rimanere nella casa-lavoro. «È finito in una casa-lavoro non perché avesse commesso un reato, ma perché non aveva rispettato le regole», spiega. Se si fosse sentita ingiustamente ristretta, anche lei sarebbe scappata. Per questo, ribadisce: «Lui non è socialmente pericoloso. È solo stupido».

La compagna descrive Del Grande come un uomo che si stava rifacendo una vita. Ha lavorato per due anni senza problemi, mostrando un comportamento non riconducibile a una persona pericolosa. «Le persone cambiano. In trent’anni si cambia e lui è cambiato», sostiene Piras. Afferma di dirlo a ragion veduta, citando le relazioni positive a supporto.

Alla domanda su cosa vorrebbe dirgli se lo avesse di fronte, risponde: «Nulla. Glielo dirò in privato». La loro storia d'amore dura da diciannove anni. Piras dichiara che la sua forza deriva dalla fede.

La vita in Sardegna

Alla fine del 2022, il pluriomicida si era trasferito a Telti, una piccola comunità nell'entroterra gallurese, vicino a Olbia, nella casa della compagna. Vivevano in una zona rurale, ma vicina al paese. I problemi con i vicini non tardarono ad arrivare.

Un furto in un'abitazione, ripreso dalle telecamere, portò alla revoca della semilibertà di Del Grande e al suo ritorno in carcere a Sassari. All'inizio del 2023, con la fine della pena, la scarcerazione avrebbe dovuto essere definitiva. Del Grande tornò a Telti.

La sua nuova permanenza fu subito tempestosa. Arrivarono segnalazioni alla stazione dei carabinieri. Ricevette anche lettere anonime, piene di paura, indirizzate alla redazione locale di un quotidiano. Il sindaco e l'amministrazione comunale furono informati della sua presenza.

L'ex detenuto prese di mira soprattutto il vicino vittima del furto. Ci furono minacce, intimidazioni e lanci di pietre contro la sua abitazione e persino contro il suo avvocato. La Procura di Tempio Pausania fu chiamata a intervenire.

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