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Crisi politica a Sarnico: l'ex sindaco rompe il silenzio

Vigilio Arcangeli, ex primo cittadino di Sarnico, ha incontrato i cittadini per esporre la sua versione dei fatti riguardo alla recente crisi amministrativa che ha portato al commissariamento del Comune. L'incontro, durato quasi due ore, ha visto l'ex sindaco ricostruire i retroscena che hanno condotto alla sua decisione di dimettersi.

Arcangeli ha definito la sua uscita di scena come il risultato di una «grave slealtà politica» maturata all'interno della sua stessa maggioranza. Ha puntato il dito contro l'ex assessore Mauro Cadei e i consiglieri Luca Fusini, Elisa Gualini e Lorenzo Bellini, accusandoli di aver mosso contro di lui critiche «gravi e infamanti».

Accuse e ingerenze nella gestione comunale

Nel suo intervento, l'ex sindaco ha fatto riferimento a figure influenti che avrebbero agito «dietro le quinte», esercitando presunte ingerenze nella gestione del Comune. Un episodio chiave citato riguarda la «partita della Comunità montana», durante la quale qualcuno avrebbe partecipato a un incontro per la distribuzione degli incarichi senza la dovuta autorizzazione.

Particolare attenzione è stata dedicata alle nomine, criticate da alcuni come «personalistiche». Arcangeli ha difeso le sue scelte, inclusa la presidenza della Rsa affidata a Giuseppe Mazza e la presenza del fratello Piero Arcangeli nel consiglio di amministrazione. Ha sottolineato come all'epoca delle nomine non fossero emerse obiezioni.

La difesa dell'operato e l'annuncio del ritorno

L'ex primo cittadino ha respinto le insinuazioni relative a difficoltà nei rapporti istituzionali con altri amministratori del territorio, rivendicando invece il suo ruolo attivo nella costruzione di collaborazioni, come nel caso della variante della statale 469. Ha inoltre spiegato di aver cercato mediazione di fronte alle tensioni interne al Municipio.

Arcangeli ha parlato di una «rete sotterranea» volta a condizionare l'amministrazione, esprimendo la sensazione che qualcuno volesse governare il Comune senza il consenso elettorale. Le sue dimissioni sono state presentate come un atto necessario per «rimettere ordine» e riaffermare il principio che il Comune debba essere governato nell'interesse dei cittadini.

Dopo aver inizialmente escluso un ritorno in politica, Vigilio Arcangeli ha concluso il suo intervento con un annuncio chiaro: «Al prossimo giro elettorale io, il sindaco tradito, ci sarò». La sua intenzione è quella di ricandidarsi alle prossime elezioni comunali, segnando un possibile ritorno sulla scena politica di Sarnico.

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