Un ricordo di David Riondino, scomparso recentemente, riemerge grazie a una poesia sulla spiaggia di Bellaria. L'opera, condivisa da Caterina Guzzanti, evoca un'epoca di incontri artistici con Vinicio Capossela ed Enrico Ghezzi.
La poesia sulla spiaggia di Bellaria
Un'osservazione sulla spiaggia di Bellaria ha ispirato versi che collegano i lettini ordinati a un cimitero. Questa riflessione, definita «inquietante» ma anche «funzionante», suggerisce un legame filosofico inaspettato. L'idea che scendere nella tomba possa far sentire liberi, quasi come in uno stabilimento balneare, risuona profondamente.
Questi versi appartengono a «Stabilimento balneare», un'opera di David Riondino. La poesia è stata condivisa sui social da Caterina Guzzanti, sorella di Sabina. Sabina era stata a lungo legata all'artista scomparso. David Riondino è venuto a mancare domenica 29 marzo a Roma, all'età di 73 anni.
Un tributo e un ricordo collettivo
«Grazie per averci lasciato tra le altre mille idee gentili e geniali anche questa constatazione impossibile da contestare», ha scritto Caterina Guzzanti. Ha aggiunto: «Ora sì che abbiamo un Santo in paradiso». La pubblicazione ha riportato alla luce un contesto specifico. Si tratta di un periodo, un luogo e una storia ben definiti.
La scena descritta si svolge sulla spiaggia di Bellaria Igea-Marina. Questa località, in provincia di Rimini, occupa un posto speciale nella geografia romagnola di David Riondino. L'artista aveva vissuto a Longiano, dirigendo il Teatro Petrella. Aveva anche collaborato a San Mauro Pascoli, curando la direzione artistica del “Giardino della poesia”.
Anni Ottanta e il festival del cinema
I versi sembrano collocarsi alla fine degli anni Ottanta. La terrazza d'albergo menzionata potrebbe essere quella dell'Hotel Elisabeth. Questo albergo ospitava la direzione artistica del festival cinematografico Anteprima. Il festival era dedicato al cinema indipendente italiano. Tra i direttori c'erano Enrico Ghezzi e Morando Morandini.
David Riondino fu ospite del festival bellariese in quegli anni. I suoi trascorsi a Bellaria sono stati ricordati sui social da Vinicio Capossela. All'epoca, Capossela era all'inizio della sua carriera. Suonava al locale Pjazza, gestito da Roberto Mantovani. Lì si tenne una memorabile serata finale del festival. Riondino fu il protagonista, recitando una sua poesia.
La poesia dialettale e un omaggio a Guerra
La poesia recitata da Riondino prendeva in giro «Mio nonno fava i madéun». Questa era una poesia di Tonino Guerra, poi inclusa in «Amarcord» di Federico Fellini. La poesia originale era di Calcinazz. Miro Gori, allora direttore organizzativo del festival, ricorda l'evento.
Gori sta pensando a come omaggiare l'amico Riondino nella prossima edizione del “Giardino della poesia”. Racconta che David scrisse una poesia per la serata finale del festival di Bellaria. La poesia era ispirata a «i madéun» di Tonino Guerra. Riondino chiese a Gori di tradurla in dialetto santarcangiolese. Gori non sa che fine abbia fatto quel testo. Riondino stesso aveva menzionato la genesi di quella poesia nella prefazione di una raccolta di Gori.
Un momento esilarante e un prestito di camicia
Quel momento della serata, con Riondino che recitava in dialetto, fu definito esilarante. Nell'epoca pre-social e smartphone, le tracce di quegli eventi risiedono principalmente nella memoria dei presenti. Esiste però una fotografia di David Riondino con Enrico Ghezzi. Lo scatto risale a quella sera.
La camicia che indossava Ghezzi, rossa con piccole foglie, creò un'inaspettata corrispondenza con i suoi occhiali. Era una camicia prestata da David Riondino. Ghezzi l'aveva indossata dopo che la sua si era macchiata irrimediabilmente. Il ricordo di David Riondino continua attraverso la sua arte.
Domande frequenti
Chi era David Riondino?
Quali artisti sono stati ricordati insieme a David Riondino?