San Bonifacio adotta un approccio innovativo per assistere gli anziani fragili, intervenendo precocemente al Pronto Soccorso. Il nuovo modello mira a una presa in carico completa del paziente.
Geriatria Fracastoro: un modello all'avanguardia
L'ospedale Fracastoro di San Bonifacio sta implementando un nuovo sistema di cura. Questo modello è pensato specificamente per gli anziani fragili. La Geriatria locale è tra le prime a sperimentare questa iniziativa. L'obiettivo è migliorare l'assistenza complessiva.
La dottoressa Giorgia Cecchini guida l'unità operativa. La sua équipe lavora per offrire un supporto integrato. Si interviene fin dal primo contatto del paziente anziano con il Pronto Soccorso. Questo approccio proattivo mira a prevenire peggioramenti.
Emergenza anziani fragili: i numeri e le sfide
La situazione degli anziani fragili è critica. Le case di riposo registrano un sovraffollamento costante. La carenza di posti letto è un problema annoso. Il cambiamento demografico e l'aumento dell'aspettativa di vita aggravano la situazione.
La fragilità è definita come una condizione biologica specifica. Essa comporta una ridotta riserva funzionale. Questa condizione rende gli anziani più vulnerabili. Il modello di San Bonifacio cerca di rispondere a questa emergenza.
Gli accessi al Pronto Soccorso di San Bonifacio sono aumentati. Nel 2025 si sono registrati 51.228 accessi. Questo dato supera quello di Borgo Trento a Verona. Tra questi, 12.681 riguardavano persone con più di 70 anni.
Questi numeri si traducono in un numero elevato di ricoveri. Sono stati 1.300 i ricoveri in Geriatria. Altri 250 pazienti sono stati assistiti nell'Ospedale di Comunità. Questa struttura intermedia è anch'essa sotto la responsabilità della dottoressa Cecchini.
Un percorso di cura completo e personalizzato
Per un anziano fragile, anche un piccolo evento può avere conseguenze gravi. Una banale caduta, un'infezione o una disidratazione possono precipitare la situazione. La dottoressa Cecchini sottolinea la rapidità con cui la vita può cambiare.
Un episodio inizialmente gestibile può portare a un ricovero prolungato. Questo può comportare una perdita di indipendenza. È fondamentale creare percorsi di cura che prendano in carico il paziente nella sua interezza. Non basta intervenire solo sull'emergenza acuta.
La Geriatria del Fracastoro agisce fin dall'ingresso in ospedale. Si effettua una valutazione completa del paziente. Si analizzano le condizioni cliniche e l'autonomia residua. Vengono considerate le terapie in corso e il rischio di delirium. Si valuta il contesto familiare e la possibilità di un rientro sicuro a domicilio.
Questi elementi sono cruciali per una gestione efficace. Richiedono capacità di valutazione e continuità assistenziale. Il Pronto Soccorso è una porta d'ingresso importante. Per un anziano fragile, però, è anche un momento ad alto rischio.
L'attesa, il dolore e il cambiamento di ambiente possono causare disorientamento. Possono anche portare a un peggioramento delle condizioni funzionali. Per questo è essenziale costruire il percorso più appropriato per ogni individuo.
Ospedale di Comunità: il ruolo nella stabilizzazione
Quando necessario, il ricovero in reparto per acuti permette di trattare le patologie. Si gestiscono infezioni, scompensi e complicanze. Si curano anche esiti di cadute e fratture.
In altri casi, il percorso prosegue nell'Ospedale di Comunità. Questa struttura intermedia accoglie pazienti stabilizzati. Sono pazienti che non sono ancora pronti per tornare a casa. Qui il lavoro si concentra sul recupero dell'autonomia.
Si effettua una revisione delle terapie farmacologiche. Si lavora sulla prevenzione di nuove ricadute. Questa fase è decisiva per evitare riacutizzazioni. Si cerca di prevenire un rapido ritorno in ospedale. Si mira anche a evitare il ricorso obbligato alle case di riposo.
L'importanza del personale specializzato
Il ruolo del personale è fondamentale in questo processo. I medici della Geriatria del Fracastoro sono specializzati. Seguono il paziente a tutti i livelli assistenziali. Dall'alta intensità ai contesti a minore intensità.
La dottoressa Cecchini evidenzia l'importanza di questo approccio. La fragilità non si affronta con risposte standard. Richiede professionalità dedicate e una visione clinica d'insieme. Anche il contributo di infermieri e operatori socio-sanitari è decisivo.
Grazie a questo modello, Maria, una donna di 84 anni, è tornata a casa. Dopo alcuni giorni di ricovero e cure intermedie, ha potuto rientrare nella sua abitazione. Questo caso dimostra l'efficacia del nuovo percorso assistenziale.
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