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Francesca Giannone torna in libreria con il suo terzo romanzo, "Gli anni in bianco e nero". L'opera narra le vicende di quattro sorelle nel Salento degli anni '60, affrontando temi di emancipazione femminile e ricerca del proprio destino.

Francesca Giannone: il ritorno letterario

L'autrice Francesca Giannone, già acclamata per i suoi successi editoriali, annuncia l'uscita del suo attesissimo terzo romanzo. L'opera, intitolata "Gli anni in bianco e nero", sarà disponibile nelle librerie a partire dal 26 maggio 2026. La pubblicazione è affidata nuovamente a Nord Edizioni, casa editrice che ha accompagnato i precedenti lavori della scrittrice.

Giannone ha conquistato il pubblico con "La Portalettere", che nel 2023 si è affermato come il libro più venduto dell'anno. Successivamente, con "Domani, Domani", ha confermato il suo talento, posizionandosi tra i titoli più letti in Italia nel 2024. Questo nuovo capitolo letterario promette di proseguire la scia di successi, esplorando nuove sfumature narrative.

Il romanzo si preannuncia come un'immersione profonda nel mondo femminile, raccontando le vite di quattro sorelle. L'ambientazione è il suggestivo Salento, durante gli anni '60, un periodo di grandi trasformazioni sociali e culturali. La storia si concentra sulla loro ricerca del proprio destino e sulla lotta per realizzare sogni ostinati.

Le vite delle protagoniste, inizialmente percepite come in un mondo "in bianco e nero", iniziano gradualmente ad accendersi di colore. Questo processo simboleggia la crescita personale e l'emancipazione in un'Italia che guarda con speranza al futuro. La narrazione cattura l'essenza di un'epoca di cambiamenti, vista attraverso gli occhi delle donne.

"Gli anni in bianco e nero": la trama

Il nuovo romanzo di Francesca Giannone, "Gli anni in bianco e nero", si apre con una riflessione sul significato delle storie. L'autrice suggerisce che ogni racconto può essere interpretato come l'arrivo o la partenza di qualcuno. Tuttavia, a volte, le narrazioni iniziano e finiscono con coloro che rimangono. Questo spunto introduce il lettore nel mondo delle quattro sorelle Elia.

La storia prende avvio da un punto di partenza comune, un mondo percepito come privo di vivacità, "in bianco e nero". Questo stato iniziale viene contrapposto alla forza interiore delle protagoniste. La narrazione si sviluppa seguendo gli eventi che portano le sorelle a un punto di svolta, un "binario numero tre" metaforico. Qui, le loro vite iniziano a prendere direzioni inaspettate.

La famiglia Elia gestisce una sartoria, dove il tempo scorre lentamente, scandito dal ritmo del lavoro manuale. Le vite delle figlie sono segnate dai divieti paterni, che riflettono le convenzioni sociali dell'epoca. Il padre teme la libertà delle sue figlie, convinto che le donne debbano mantenere un ruolo ben definito nella società.

Nonostante le restrizioni, un desiderio irrefrenabile di cambiamento anima le quattro sorelle. Giovanna trova sfogo nella musica ribelle, mentre Ada si rifugia nel mondo dei romanzi di Jane Austen. Maria manifesta una forte volontà di non accontentarsi delle aspettative altrui. La più giovane, Mimì, nutre una profonda sete di immagini.

Mimì scopre la magia del cinema attraverso la cabina di proiezione del Cinema Apollo. La visione dei film di registi come Fellini e Visconti le apre una nuova prospettiva. Comprende che la realtà può essere interpretata e "montata" in modi diversi. Questa consapevolezza la spinge a voler catturare il mondo attraverso una macchina da presa.

Una rivoluzione silenziosa nel Salento

Mentre l'Italia degli anni '60 è attraversata da fermenti sociali, come le lotte operaie e le occupazioni studentesche, e dalla nascita dei primi gruppi femministi, all'interno della casa Elia si svolge una rivoluzione più intima. Questa trasformazione riguarda il riconoscimento e la denominazione dei propri desideri, della violenza subita, del diritto al lavoro e del diritto al piacere.

Mimì assume il ruolo di testimone privilegiata di questa rivoluzione silenziosa. Il suo obiettivo non è la ricerca della bellezza estetica, ma della verità. Utilizza la sua macchina da presa per documentare la vita delle sorelle. Riprende i loro sforzi per avviare un'impresa, i loro sguardi carichi di significato e i gesti impercettibili ma rivelatori.

Il romanzo descrive anche un matrimonio "normale", ma che nasconde profonde incertezze. Mimì, armata di forbici e di una determinazione incrollabile, realizza un film che nessuno le ha commissionato. Questo atto creativo diventa un simbolo della sua ribellione e della sua ricerca di espressione.

La nota editoriale sottolinea la forza del racconto come forma di resistenza. Raccontare, infatti, permette di cambiare la propria vita e quella degli altri. Il desiderio di trasformare gli "anni in bianco e nero" in un film a colori è un'aspirazione universale, condivisa da tutti coloro che cercano di dare un senso e una vivacità alla propria esistenza.

Francesca Giannone, grazie ai suoi precedenti successi, ha venduto oltre 800 mila copie dei suoi libri. Le sue opere sono tradotte in 44 Paesi, dimostrando un ampio riscontro internazionale. Il suo stile narrativo, capace di intrecciare storie personali con il contesto storico e sociale, continua ad affascinare lettori in tutto il mondo.

Il romanzo "Gli anni in bianco e nero" promette di essere un'opera intensa e commovente. Attraverso le vicende delle sorelle Elia, Giannone esplora temi universali come la libertà, l'identità femminile e la forza dei sogni. La cornice del Salento anni '60 aggiunge un ulteriore livello di fascino e autenticità alla narrazione.

La scelta di ambientare la storia in un periodo di grandi cambiamenti sociali offre lo spunto per riflettere sull'evoluzione della condizione femminile in Italia. Le lotte per l'emancipazione, sebbene spesso condotte in modo discreto, hanno segnato profondamente la società e le vite delle singole donne. Il libro cattura questo spirito di trasformazione.

La figura di Mimì, con la sua passione per il cinema, rappresenta la forza dell'arte come strumento di indagine e di espressione. La sua capacità di "montare la realtà" suggerisce un approccio critico e consapevole al mondo, una volontà di andare oltre le apparenze per cogliere la verità più profonda.

In conclusione, "Gli anni in bianco e nero" si presenta come un romanzo che unisce profondità tematica, ambientazione suggestiva e personaggi indimenticabili. L'opera di Francesca Giannone continua a esplorare le complessità dell'animo umano e le dinamiche sociali, offrendo ai lettori una narrazione ricca di emozioni e spunti di riflessione.

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