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Un uomo a Russi ha aggredito i carabinieri lanciando portacenere e danneggiando un'auto di servizio. L'episodio è avvenuto dopo un intervento dei militari in un bar. L'uomo è stato arrestato.

Aggressione ai carabinieri in un bar di Russi

Un episodio di violenza è scoppiato in un bar di Russi. L'intervento dei carabinieri ha innescato una reazione aggressiva. I militari sono intervenuti a seguito di disturbi causati da alcuni avventori. La situazione è degenerata rapidamente.

La serata di Pasquetta ha visto un alterco in un locale. L'arrivo dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Ravenna e della stazione di Russi ha peggiorato gli animi. Un uomo di 41 anni, di nazionalità tunisina, ha perso il controllo.

La sua compagna, una donna italiana, aveva reagito in modo aggressivo ai militari. L'uomo ha tentato di liberarla dalla loro presa. Ha afferrato un bicchiere di vetro da un tavolo. Lo ha rotto per brandire i cocci contro i carabinieri.

Minacce e lancio di oggetti contro le forze dell'ordine

L'uomo ha urlato frasi offensive contro i carabinieri. Ha gridato: «sbirri del c..., non abbiamo fatto niente, lasciateci stare». Non si è fermato a questo gesto.

Ha raccolto alcuni portacenere in vetro dai tavoli. Li ha scagliati contro le uniformi dei militari. Il suo comportamento violento è proseguito anche dopo essere stato ammanettato. È stato chiuso nell'auto di servizio.

All'interno del veicolo, l'uomo non ha cessato la sua agitazione. Ha iniziato a colpire il finestrino posteriore. Lo ha fatto con ripetute testate. Ha continuato fino a divellere il vetro.

Arresto e provvedimenti giudiziari

Il 41enne è stato arrestato. Le accuse includono oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. È stato anche accusato di danneggiamento aggravato. L'uomo è stato difeso dall'avvocato Nicola Casadio.

La mattina seguente, è stato accompagnato per direttissima in tribunale a Ravenna. Il giudice Cristiano Coiro ha preso una decisione. Ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di firma quotidiano. L'uomo deve anche rispettare l'obbligo di dimora nel Comune di Russi.

Il pubblico ministero di turno, Monica Gargiulo, aveva inizialmente richiesto gli arresti domiciliari. La decisione finale del giudice ha optato per misure meno restrittive.

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