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La guerra ha innescato una crisi economica che colpisce duramente gli artigiani di Padova e Rovigo. Aumentano i costi di energia, materie prime e trasporti, mentre gli ordini subiscono un calo preoccupante. Le imprese chiedono interventi urgenti al Governo per sostenere il tessuto economico locale.

Aumento dei costi per materie prime ed energia

La guerra ha innescato una spirale di rincari che sta mettendo in seria difficoltà gli artigiani di Padova e Rovigo. L'energia elettrica guida la classifica degli aumenti. Seguono il rame, il ferro e l'alluminio. Anche i carburanti registrano un incremento significativo. L'acciaio, pur con rialzi più contenuti, non è esente da questa tendenza.

La situazione è aggravata dall'aumento dei costi della logistica e dei trasporti. I noli marittimi sono in crescita da quattro settimane. L'indice composito del Drewry World Container Index è aumentato del 5% in una sola settimana. Il costo per container da 40 piedi ha raggiunto i 2.279 dollari. Le rotte tra Asia ed Europa sono le più colpite.

La tratta Shanghai-Genova ha visto un incremento del 12% in una settimana. Il costo è salito a 3.474 dollari per container da 40 piedi. Questo è l'aumento settimanale più alto tra le rotte globali analizzate. Anche il prezzo del legno ha risentito del clima di tensione. Si registrano aumenti tra il 10% e il 15%.

Incertezza su disponibilità e prezzi delle materie prime

L'incertezza sulla disponibilità delle materie prime è un altro fattore di preoccupazione. I listini sono estremamente variabili. Le quotazioni per alcuni prodotti, come tubazioni e raccordi in Pvc, sono valide solo per 24 ore. Questo rende difficile la pianificazione per le imprese.

Umberto Zampieri, responsabile produzione di Imballaggi Zampieri Srl, ha spiegato: «Già dalla fine dell'anno scorso abbiamo assistito a un incremento del legname per imballaggi. L'aumento è arrivato al 20-25%. Per il nostro settore, quello degli imballaggi per spedizioni internazionali, si aggiunge l'incremento delle materie prime per i 'sacchi barriera'. Gli aumenti hanno superato il 13% nelle ultime settimane».

Zampieri ha aggiunto: «Poi ci sono gli accessori indispensabili per i trasporti navali. Minuterie e altri componenti registrano aumenti preoccupanti. Per ora non abbiamo problemi di ordini. Tuttavia, stiamo ricevendo i primi segnali negativi. Una spedizione importante per il Medio Oriente è ferma. La causa è l'impossibilità di consegna a seguito della guerra».

«Le spedizioni per le Americhe non segnano battute d'arresto», ha continuato Zampieri. «Tuttavia, alcuni clienti preferiscono la spedizione aerea, più costosa, per specifici prodotti». La fonte di queste dichiarazioni è Cna.

Calo degli ordini per le aziende manifatturiere

L'impatto della crisi si fa sentire in modo più stringente per le aziende manifatturiere. Sante Venturato, fondatore di Vemec Srl e presidente del consorzio Ape di Cna Padova e Rovigo, ha dichiarato: «Produciamo attrezzature in acciaio inossidabile per il mondo ospedaliero e per i supermercati. Realizziamo anche piccole lavatrici industriali».

«Le materie prime che utilizziamo sono cresciute fino al 15% dall'inizio della guerra in Iran. Parliamo di acciaio inox, pompe, piedini e cerniere», ha spiegato Venturato. «Sul piano energetico siamo preoccupati, ma ci siamo attrezzati con impianti fotovoltaici e macchinari di ultima generazione».

«Ciò che inquieta è il calo degli ordini», ha proseguito Venturato. «I nostri telefoni squillavano quasi ogni minuto per richieste di clienti storici. Da un paio di settimane, invece, i telefoni sono quasi muti. Abbiamo sempre rifiutato nuovi clienti, ma ora ci troviamo nella condizione di doverli cercare». La fonte è Cna.

Contratti a medio-lungo termine e incertezza sul futuro

Giovanni Salvalaggio, imprenditore e coordinatore area Alta Padovana di Cna Padova e Rovigo, gestisce la Sarp, un'azienda che progetta, realizza e installa impianti per il settore alimentare in tutto il mondo. «I tempi di chiusura dei nostri contratti sono medio-lunghi, circa 6 mesi per impianto», ha affermato Salvalaggio.

«Sul piano energetico ci siamo attrezzati da tempo con impianti da fonti rinnovabili», ha aggiunto. «Questo ci mette al riparo dalle fluttuazioni dei costi. Le materie prime, però, sono un'altra storia. Per ora non abbiamo registrato aumenti drammatici. Se le cose dovessero continuare, il problema diventerebbe serio».

Salvalaggio ha concluso: «Non è sempre facile scaricare sui clienti i costi aggiuntivi. Nel nostro caso, dovremmo farlo su contratti già siglati, il che è ancora meno piacevole. Non vorremmo essere costretti a farlo, specialmente in un contesto in cui tutte le filiere aumenterebbero ulteriormente costi già importanti». La fonte è Cna.

Richiesta di interventi governativi urgenti

Nessuna realtà imprenditoriale si dichiara pronta ad attivare ammortizzatori sociali per affrontare questa crisi. Il futuro appare più che mai incerto. «L'incertezza è una condizione connaturata alla nostra quotidianità», ha concluso Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. «Ma di sicuro non giova allo sviluppo, agli investimenti e alla crescita del nostro tessuto economico».

«Questa ulteriore guerra rischia di essere una potenziale catastrofe per tutto il nostro sistema», ha proseguito Montagnin. «Un sistema fatto di piccole e piccolissime imprese, strategico per il nostro territorio e per l'equilibrio socio-economico delle nostre comunità. Rischiamo di ritrovarci immersi in una tempesta perfetta da cui non è detto si possa rialzare rapidamente». La fonte è Cna.

«In un contesto come questo, chiediamo al Governo di preparare interventi a sostegno delle imprese», ha affermato Montagnin. «Sul credito, con una moratoria per chi perde fatturato e incentivi per chi investe. Sull'energia, con un calmiere sul prezzo della corrente. Ma anche sui carburanti e sulle materie prime».

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