Addio a Giovanni Bontorin, figura storica di Romano d'Ezzelino
Romano d'Ezzelino piange la scomparsa di Giovanni Bontorin, affettuosamente conosciuto come “Joanin dei Tonini”. L'uomo, che aveva raggiunto il traguardo dei 100 anni, era considerato il cittadino più anziano del paese. Si è spento nei giorni scorsi presso la casa di riposo San Pio X Fatebenefratelli, dove risiedeva da circa due anni.
Fino a 98 anni, Bontorin ha vissuto autonomamente, dimostrando una notevole spigliatezza e volontà. La sua presenza era una costante nelle commemorazioni civili e negli eventi locali, in particolare al Palio, dove era diventato un volto noto, spesso ritratto in costume d'epoca accanto alla sorella Francesca.
Un "uomo eternamente in fuga": vita da bersagliere e staffetta partigiana
Uno dei nipoti, l'assessore Remo Seraglio, lo descrive come un “uomo eternamente in fuga”. Bontorin portava con orgoglio il suo cappello da bersagliere, pur definendosi un disertore. Dopo un bombardamento alla caserma di Vicenza, dove era in addestramento, era fuggito.
Tornato, si era rifiutato di imbracciare il fucile contro i suoi coetanei sul Grappa, scegliendo la clandestinità. Divenne una preziosa staffetta per le brigate partigiane attive sul Massiccio, svolgendo un ruolo cruciale durante la Resistenza.
Memorie custodite e ultimo saluto
Nonostante conservasse vividi i ricordi di quel periodo, Bontorin sceglieva di non fare nomi, affermando la volontà di «non aggiungere dolore o rinnovare rancori». Le sue memorie sono state raccolte e documentate in un libro curato da Gianandrea Borsato, che ha dato voce alle sue esperienze.
I funerali si sono svolti nella chiesa arcipretale della Purificazione della Beata Vergine Maria. Come da sue volontà, al termine della cerimonia si è tenuto un momento conviviale in suo onore, un ultimo saluto per celebrare una vita ricca di esperienze e di valori.