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La Corte Costituzionale di Vienna ha stabilito che anche i militari uomini possono portare i capelli raccolti in codino o treccia, annullando un divieto ritenuto discriminatorio. La decisione apre a una maggiore parità di genere nelle forze armate austriache.

Parità di genere nelle forze armate austriache

A Vienna, le regole sull'acconciatura dei capelli per i militari sono cambiate. Non solo le soldatesse, ma anche i colleghi di sesso maschile potranno ora portare i capelli raccolti in codino o treccia. Questa importante decisione è stata presa dalla Corte Costituzionale austriaca.

I giudici supremi hanno ritenuto che la precedente norma costituisse una chiara discriminazione basata sul sesso. Alle donne era infatti già consentito tenere i capelli lunghi, purché raccolti in una coda di cavallo. Tale disparità di trattamento è stata considerata una violazione del diritto alla vita privata.

L'ordinanza ministeriale che imponeva il divieto per gli uomini dovrà essere revocata con effetto immediato. La notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa Apa.

Il ricorso di un ufficiale e la sentenza della Corte

Il caso che ha portato a questa svolta è nato dal ricorso di un ufficiale. L'uomo era stato sanzionato con una multa di 3.000 euro a causa della sua acconciatura. Si era rivolto alla Consulta dopo che il Tribunale amministrativo aveva solo ridotto la pena, senza annullarla.

La Corte ha invece dato pieno ragione al militare. Ha innanzitutto rilevato l'assenza di una base legale solida per imporre tale restrizione. Nel merito, i giudici hanno respinto le argomentazioni del Ministero della difesa.

Quest'ultimo aveva giustificato il regolamento con la necessità di garantire un aspetto uniforme. Si puntava anche a mantenere la disciplina e prevenire infortuni sul lavoro o durante il combattimento corpo a corpo. La Corte ha giudicato queste motivazioni incoerenti.

Argomentazioni respinte e norme più flessibili

La Corte ha ritenuto le argomentazioni del Ministero incoerenti. Questo perché l'obbligo non si applicava alle soldatesse. Il Ministero aveva tentato di giustificare la disparità di trattamento. Si temeva di scoraggiare le potenziali reclute femminili con regole troppo severe sul taglio dei capelli.

Il regolamento precedente non disciplinava solo la lunghezza dei capelli. Imponeva anche che la capigliatura fosse pulita e curata. Doveva inoltre non ostacolare l'uso del copricapo. Non doveva presentare forme o colori particolarmente vistosi.

Per le donne, invece, restano in vigore norme più flessibili. L'obbligo di raccogliere i capelli in una coda o in uno chignon scatta solo se questi toccano le spalle. È permesso l'uso di fermagli o elastici di colore discreto.

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