Atleti italiani delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno incontrato Papa Leone XIV in Vaticano. Il Pontefice ha sottolineato l'importanza di mettere la persona al centro dello sport, promuovendo valori di rispetto e inclusione.
L'incontro in Vaticano con il Santo Padre
La squadra italiana, reduce dai Giochi di Milano Cortina 2026, ha avuto un importante appuntamento. Dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica, gli atleti olimpici e paralimpici si sono recati in Vaticano. Hanno incontrato Papa Leone XIV nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. L'incontro ha visto la partecipazione di numerosi atleti, medagliati e quarti classificati nelle diverse discipline. Erano presenti anche molte figure di spicco del mondo sportivo e istituzionale italiano.
La delegazione includeva il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, e il Segretario Generale, Carlo Mornati. Erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali, tra cui Attilio Fontana (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Giuseppe Sala (Milano) e Damiano Tommasi (Verona). Non sono mancati membri onorari del CIO come Manuela Di Centa e Franco Carraro. La Fondazione Milano Cortina 2026 era rappresentata dal Presidente Giovanni Malagò. La fonte dell'informazione è agc/coni.it.
I messaggi del CONI e del CIP
Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha espresso gratitudine al Santo Padre. Ha sottolineato come le sue parole siano una guida preziosa. Ha evidenziato i valori fondamentali dello sport: rispetto, solidarietà e senso di comunità. Questi principi vanno oltre la competizione. Aiutano a formare persone migliori. Gli atleti italiani si impegnano a diffondere questi messaggi nella vita quotidiana. Diventano esempi per le giovani generazioni. Il CONI continuerà a promuovere questi principi per uno sport come strumento di crescita e pace.
Il Presidente del CIP, Marco Giunio De Sanctis, ha definito l'incontro un momento storico. Ha riunito l'universo dello sport olimpico e paralimpico. Ha sottolineato la vicinanza tra i valori dello sport e quelli cristiani. Lealtà, fair play e inclusione sono fondamentali. Ha ribadito l'importanza di abbattere le differenze nel mondo paralimpico. Bisogna promuovere rispetto e integrazione con i fatti, non solo a parole. Gli atleti dedicano le loro medaglie al Papa. Sperano di ispirare cittadini migliori e la fede nei valori promossi dalla Chiesa.
Il discorso di Papa Leone XIV
Papa Leone XIV ha accolto con gioia gli atleti dopo i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. Ha lodato il nobile messaggio umano, culturale e spirituale diffuso. Lo sport autentico è un linguaggio, un racconto di gesti e sacrifici. Le competizioni paralimpiche mostrano come il limite possa diventare una qualità. Gli atleti sono diventati biografie che ispirano molti. Nessuno vince da solo; dietro ogni successo ci sono famiglia, squadre e allenamenti. Lo sport contribuisce alla maturazione del carattere. Insegna a conoscere il corpo senza idolatrarlo. Permette di governare le emozioni e competere con fraternità. Accettare la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza. Lo sport è autentico quando resta umano, una scuola di vita. Il vero successo si misura dalla qualità delle relazioni e dalla stima reciproca. Questo è il senso della vita in abbondanza, dove corporeità e interiorità trovano armonia. Lo sport può e deve essere uno spazio di incontro, non un'esibizione di forza. La Tregua Olimpica è un esempio di pace. Bisogna spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell'incontro.
Il Pontefice ha anche messo in guardia dalle tentazioni dello sport. La prestazione a ogni costo, il doping, il profitto che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo. La spettacolarizzazione che riduce l'atleta a un'immagine. La testimonianza degli atleti è essenziale contro queste derive. Hanno dimostrato che si può gareggiare senza odiarsi e vincere senza umiliare. Questo vale anche nella vita sociale e politica. Lo sport è un laboratorio di umanità riconciliata. La diversità è una ricchezza. I Giochi ricordano il legame tra sport e natura, e il dovere di prendersi cura del pianeta. La croce olimpica e paralimpica raccoglie preghiere e speranze. Davanti ad essa, si rinnova il desiderio di dare il meglio. Il Papa ha pregato affinché Gesù Cristo ispiri sfide virtuose e doni la forza per viverle con passione. Ha impartito la sua benedizione e affidato una missione: far sì che la persona rimanga sempre al centro dello sport.
Doni e visite successive
Al termine dell'udienza, il Papa ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche, oltre alle due fiaccole dei Giochi. Ha poi salutato personalmente tutti i presenti. Successivamente, una delegazione di atleti ha visitato il Dispensario Pediatrico Santa Marta. Tra loro Federico Pellegrino, Federica Brignone, Michela Moioli, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana e Davide Ghiotto. Hanno incontrato famiglie con bambini piccoli. Il Dispensario offre assistenza medica gratuita a circa 500 famiglie, molte delle quali straniere e senza copertura sanitaria. L'incontro è avvenuto con l'Arcivescovo Luis Marín de San Martín, nuovo Elemosiniere di Sua Santità.