La Maturità 2026 vedrà un esame orale profondamente rinnovato. Il Ministro Valditara firma l'ordinanza che introduce una nuova fase di riflessione personale e penalizza la 'scena muta'. Le prove scritte confermano le date tradizionali.
Nuove regole per l'esame orale
L'esame di Maturità 2026 si presenta con un volto inedito, soprattutto per quanto riguarda il colloquio orale. Il Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha siglato la nuova ordinanza che definisce le modalità della prova. L'obiettivo è rendere il colloquio un momento più introspettivo e critico. Gli studenti dovranno dimostrare non solo le conoscenze acquisite, ma anche la loro crescita personale durante il percorso quinquennale. La valutazione si concentrerà sulla capacità di creare collegamenti interdisciplinari e valorizzare il proprio curriculum.
Una delle novità più significative è l'introduzione di una prima parte del colloquio dedicata alla riflessione sul percorso scolastico. In questa fase, i maturandi sono chiamati a raccontare le proprie esperienze, le scelte formative e le competenze maturate. Solo successivamente si passerà al confronto sulle discipline d'esame. La commissione non si limiterà a valutare il nozionismo, ma la capacità di elaborare un discorso coerente e critico.
Stop alla 'scena muta'
Il Ministero ha posto un forte accento sulla completezza della prova orale. Il colloquio includerà la verifica delle competenze di educazione civica, la discussione degli elaborati scritti e la presentazione di una relazione o di un elaborato multimediale sulle esperienze di alternanza scuola-lavoro. Viene inoltre introdotta una norma stringente per evitare la cosiddetta 'scena muta'. Il rifiuto di interagire con la commissione o una preparazione assolutamente insufficiente comporteranno la perdita dell'anno, anche se il candidato avesse raggiunto il punteggio minimo di sufficienza (60/100).
Questa misura mira a garantire la serietà e l'efficacia del rito di passaggio per eccellenza degli studenti italiani. La commissione avrà il compito di valutare la capacità dello studente di argomentare e confrontarsi, elementi fondamentali per il successo nel percorso post-diploma.
Calendario e ammissione all'esame
Le prove scritte manterranno il loro impianto tradizionale. La prima prova scritta di Italiano si svolgerà mercoledì 18 giugno alle 8:30. Sarà una prova nazionale di sei ore, volta a valutare la padronanza della lingua italiana e le capacità espressive attraverso diverse tipologie testuali. Il giorno successivo, giovedì 19 giugno, i candidati affronteranno la seconda prova d'indirizzo, i cui contenuti sono stati resi noti già a gennaio. Le materie variano a seconda del percorso di studi: dal Latino per il Liceo Classico alla Matematica per il Liceo Scientifico, fino all'Economia Aziendale per gli istituti tecnici.
Rimangono rigorosi i criteri di ammissione all'esame. È necessaria la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, la partecipazione alle prove Invalsi e il completamento delle ore di alternanza scuola-lavoro. Per quanto riguarda i voti, è richiesto il conseguimento della sufficienza in tutte le discipline. Tuttavia, il Consiglio di classe avrà la facoltà di ammettere uno studente anche in presenza di un singolo voto insufficiente, purché adeguatamente motivata.
Voto in condotta e candidati esterni
Le nuove regole riguardano anche il voto in condotta. Se il voto è pari a sei, il Consiglio di classe assegnerà allo studente un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, da discutere durante il colloquio orale. Un punteggio di 5 in condotta, invece, comporterà l'esclusione dall'esame di Stato. Per i candidati esterni, resta obbligatorio superare un esame preliminare prima di accedere alle prove finali.
L'ordinanza ministeriale sottolinea l'importanza del percorso formativo nella sua interezza. Il curriculum dello studente, documento che raccoglie tutte le attività curriculari ed extracurriculari, assume un ruolo centrale nella valutazione. La commissione dovrà valorizzare le esperienze significative maturate dallo studente, sia all'interno che all'esterno dell'istituzione scolastica, per fornire un quadro completo delle sue competenze e della sua crescita.