Il Lazio registra 7 decessi sul lavoro nei primi due mesi del 2026, posizionandosi in zona gialla per l'incidenza degli infortuni. A livello nazionale, si osserva un calo delle vittime rispetto all'anno precedente, ma il bilancio rimane preoccupante.
Infortuni mortali nel Lazio: i dati
Nei primi due mesi del 2026, il **Lazio** ha registrato un numero significativo di incidenti sul lavoro. Si contano infatti 7 vittime in occasione di lavoro, a cui si aggiungono altri incidenti che portano il totale regionale a un livello che colloca la regione in zona gialla. Questo dato emerge da un'analisi dettagliata condotta dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.
La classificazione in zona gialla indica un'incidenza di infortuni superiore alla media nazionale, pur non raggiungendo i livelli di allarme delle zone rosse. Le statistiche evidenziano una situazione che richiede attenzione e misure preventive mirate per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori.
Analisi nazionale: un calo incoraggiante ma persistono i rischi
A livello nazionale, il report dell'Osservatorio Vega segnala una diminuzione del 26,1% dei decessi rispetto allo stesso periodo del 2025. Nei primi due mesi del 2026, si sono contati 102 infortuni mortali in totale. Di questi, 72 sono avvenuti in occasione di lavoro e 30 durante gli spostamenti casa-lavoro (in itinere).
L'anno precedente, nello stesso bimestre, le vittime erano state 138. Questo calo è considerato un segnale positivo, come sottolineato dall'Ing. Mauro Rossato, Presidente dell'Osservatorio. «Raramente, nel corso degli ultimi 17 anni, ci è capitato di registrare un decremento della mortalità per due mesi consecutivi», ha affermato Rossato. «Questo risultato è particolarmente rilevante perché lascia intravedere una possibile inversione di tendenza».
Nonostante il miglioramento, il numero complessivo dei decessi rimane comunque elevato. Le regioni che hanno registrato il maggior numero di vittime totali includono Lombardia, Lazio, Campania, Toscana, Sicilia, Veneto e Piemonte.
Regioni in zona rossa e gialla: il quadro completo
L'indagine classifica le regioni in base all'incidenza degli infortuni mortali. Sei regioni sono finite in zona rossa a febbraio 2026: Molise, Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte. Queste aree hanno superato del +25% la media nazionale di 3,0 morti sul lavoro per milione di occupati.
In zona gialla, oltre al Lazio, figurano Lombardia, Veneto, Umbria e Puglia. Le regioni in zona bianca, con un'incidenza inferiore alla media, sono Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche.
Alcune regioni come Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta non hanno registrato vittime in occasione di lavoro, presentando un indice di incidenza pari a zero.
Chi sono le vittime: fasce d'età e genere
L'analisi dell'Osservatorio Vega rivela anche un identikit delle vittime. Per quanto riguarda le vittime in occasione di lavoro, l'incidenza più elevata si registra tra gli over 65 (12,7 decessi per milione di occupati). Seguono i lavoratori tra i 15 e i 24 anni (5,7) e quelli tra i 55 e i 64 anni (4,6).
Numericamente, la fascia d'età più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni, con 26 vittime su un totale di 72. In totale, sono state 8 le donne decedute nel 2026, un numero quasi dimezzato rispetto all'anno precedente. Di queste, 5 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 3 in itinere.
Lavoratori stranieri e settori a rischio
Un dato allarmante riguarda i lavoratori stranieri. Su un totale di 102 vittime, 30 erano stranieri. Il rischio di morte sul lavoro per loro è oltre tre volte superiore rispetto ai lavoratori italiani: 8,1 decessi per milione di occupati contro 2,4 degli italiani. Di questi 30, 21 sono deceduti in occasione di lavoro e 9 in itinere.
I settori che presentano il maggior numero di infortuni mortali alla fine di febbraio 2026 sono: Trasporti e Magazzinaggio, Attività Manifatturiere e Costruzioni. Questi ambiti richiedono particolare attenzione per l'implementazione di protocolli di sicurezza più stringenti.
Denunce di infortunio: un leggero aumento
Le denunce di infortunio totali registrate a fine febbraio 2026 sono state 91.912. Si tratta di un leggero aumento rispetto alle 89.556 dello stesso periodo del 2025. Il settore con il maggior numero di denunce totali è quello delle Attività Manifatturiere (8.980). Seguono Sanità (4.932), Costruzioni (4.460), Trasporto e Magazzinaggio (4.346) e Commercio (4.304).
Le donne hanno presentato 35.057 denunce, mentre gli uomini ne hanno registrate 56.855. I lavoratori stranieri hanno effettuato 18.675 denunce su un totale di 91.912, confermando una maggiore esposizione al rischio.