Una giovane di Rimini, nata prematura, è stata nominata Alfiera della Repubblica per il suo impegno volontario. Porta speranza ai neonati e alle loro famiglie nel reparto intensivo.
Giovane volontaria porta speranza in ospedale
Dalila Brocculi, sedicenne di Rimini, ha ricevuto un importante riconoscimento. È stata nominata Alfiera della Repubblica. La notizia l'ha raggiunta appena uscita da scuola. Per lei questo titolo è molto significativo. Sottolinea l'importanza del suo lavoro volontario. Il Quirinale ha premiato la sua delicatezza e il suo impegno. Offre conforto ai piccoli pazienti della Terapia Intensiva Neonatale. Il reparto si trova presso l'ospedale Infermi di Rimini.
La giovane è nata prematura. Da dodici anni dedica il suo tempo all'associazione "La Prima Coccola". Questa organizzazione supporta la Terapia Intensiva Neonatale (Tin) riminese. Dalila ha iniziato il volontariato quando era ancora una bambina. Ricorda ancora i suoi primi accessi al reparto. Luogo dove lei stessa è nata.
Un passato da prematura ispira il presente
«Nel reparto dove sono nata entravo anche da piccola», racconta Dalila. «Ricordo i genitori di neonati che non mi conoscevano eppure mi sorridevano», aggiunge. «I loro bambini magari pesavano 500-600 grammi. Guardandomi sapevano che potevano avere un futuro», spiega all'ANSA. Queste parole rivelano la profondità della sua esperienza personale. E la sua capacità di empatia verso chi affronta situazioni difficili.
Anche durante le recenti festività pasquali, Dalila ha partecipato attivamente. Insieme all'associazione, ha distribuito uova ai piccoli ricoverati e alle loro famiglie. Si considera un simbolo di speranza per loro. Le piace dialogare con i genitori. Vuole far loro comprendere che esiste la possibilità di un futuro migliore. Anche in Terapia Intensiva Neonatale, dove i neonati lottano tra la vita e la morte. La sua presenza e le sue parole possono fare una grande differenza.
La commozione della madre e la nascita dell'associazione
La madre di Dalila, Chiara Soldati, esprime grande emozione. «La chiamavo il mio 'pacco di zucchero'», dice con la voce rotta dall'emozione. «Quando ho ricevuto la chiamata dal Quirinale stamattina ho pensato a uno scherzo», ammette. La nascita di Dalila è avvenuta a 28 settimane di gestazione. Fu un evento del tutto inaspettato. La gravidanza non era considerata a rischio. La piccola pesava un chilo e 180 grammi alla nascita. Successivamente ha perso 190 grammi prima di iniziare a recuperare peso.
«È stata un'esperienza sconvolgente», ricorda la madre. «Per noi niente borsa, niente corso pre-parto, niente fiocco rosa preparato per la porta». Dalila è rimasta ricoverata in Tin all'ospedale Infermi di Rimini per due mesi. «Un reparto formidabile, ma ancora ricordo le ore pesanti, interminabili», aggiunge Chiara. Questa difficile esperienza personale ha dato origine all'associazione "La Prima Coccola".
"La Prima Coccola": un sostegno per le famiglie
L'associazione "La Prima Coccola" è nata nell'ottobre 2014. È stata fondata da genitori che hanno vissuto esperienze simili. Condividono tutti una «partenza in salita» con i propri figli. L'obiettivo è offrire supporto concreto e morale alle famiglie. Quelle che affrontano la delicata realtà della Terapia Intensiva Neonatale. L'impegno di Dalila si inserisce perfettamente in questa missione. Lei incarna lo spirito di solidarietà e resilienza. Porta un messaggio di speranza tangibile. Dimostra come un'esperienza personale difficile possa trasformarsi in un motore di aiuto per gli altri.
Il riconoscimento come Alfiera della Repubblica per Dalila non è solo un premio individuale. È un tributo all'importanza del volontariato. E alla forza che nasce dalla condivisione di esperienze. La sua storia ispira la comunità di Rimini. E dimostra come anche i più giovani possano avere un impatto profondo. Contribuendo a creare un futuro più sereno per chi affronta sfide immense fin dai primi giorni di vita.