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Il settore del commercio a Rimini mostra un calo generale delle imprese, con un declino significativo nell'e-commerce. Emergono profumerie ed erboristerie come uniche eccezioni positive.

Commercio a Rimini: un quadro in flessione

La provincia di Rimini conta 8.047 imprese attive nel settore del commercio. Questo dato rappresenta il 23,3% del totale provinciale. A fine 2025, si è registrata una diminuzione del 2,8% rispetto all'anno precedente. La flessione è leggermente inferiore alla media regionale (-3,1%) ma superiore a quella nazionale (-2,3%).

Le attività di commercio al dettaglio costituiscono la maggioranza, pari al 54,8% del totale. Anche questo segmento ha visto una contrazione del 3,2%. Il commercio all'ingrosso, che incide per il 34,4%, ha registrato un calo del 2,9%. Questo dato mostra una maggiore resilienza rispetto alla media regionale (-3,4%).

Un quadro di sostanziale stabilità si osserva nel commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli. Questo settore, che rappresenta il 10,8% del totale provinciale, ha subito una lieve flessione dello 0,2%. La tendenza provinciale si discosta da quella regionale (+0,5%) e nazionale (+0,2%).

Dettaglio settori: chi perde e chi guadagna

Analizzando le diverse tipologie commerciali, il commercio specializzato mostra una contrazione diffusa. Questo segmento incide per il 61,5% sul commercio al dettaglio. La variazione rispetto al 2024 è del -5,4%.

Tra i settori più colpiti figurano i negozi di abbigliamento (-5,3%) e le tabaccherie (-11,5%). Seguono ferramenta (-4,5%), negozi di calzature (-5,6%) e mobili (-5,5%). Anche edicole (-7,3%) e negozi di frutta e verdura (-6,2%) registrano cali significativi.

Le farmacie hanno visto una diminuzione più contenuta, pari all'1,6%. Le uniche eccezioni positive sono rappresentate da profumerie ed erboristerie, che hanno registrato un aumento del 7,2%.

Per quanto riguarda i negozi non specializzati, si nota un incremento del 3,4% per quelli focalizzati su prodotti alimentari, come i supermercati. Questi rappresentano il 7,6% del commercio al dettaglio. I negozi non alimentari, invece, sono diminuiti del 5,2%.

E-commerce e commercio ambulante in calo

Il commercio al dettaglio ambulante, che incide per il 17,1%, ha subito un calo del 7,6%. Questa flessione è più marcata rispetto alla media regionale (-14,3%) e nazionale (-8,1%).

Il dato più preoccupante riguarda le imprese di e-commerce. Queste attività hanno registrato una diminuzione del 14,8%. La percentuale di imprese di e-commerce sul totale del dettaglio è del 7,1%. Le tendenze regionali (-12,8%) e nazionali (-12,4%) mostrano un calo simile, seppur meno accentuato.

Il settore del commercio nel suo complesso impiega il 17,4% degli addetti provinciali. Le imprese locali assorbono il 9,6% degli addetti regionali del settore.

Struttura delle imprese e natura giuridica

La maggioranza delle imprese commerciali provinciali è costituita da imprese individuali (63,2%). Seguono le società di capitali (20,4%) e le società di persone (16,0%).

Rispetto all'anno precedente, si osserva una stabilità nelle società di capitali. Le imprese individuali sono diminuite del 3,1%, mentre le società di persone hanno registrato un calo del 4,9%.

Nel commercio al dettaglio, le imprese individuali rappresentano il 67,9%. Le società di capitali incidono per il 13,8%. Nel commercio all'ingrosso, le imprese individuali sono il 61,0%, mentre le società di capitali raggiungono il 28,2%.

Andamento delle vendite e dimensioni aziendali

L'analisi congiunturale per il 2025 evidenzia una flessione delle vendite nel commercio al dettaglio per le imprese in sede fissa con dipendenti. Il trend medio degli ultimi 12 mesi segna un calo dell'1,3%, contro lo 0,3% regionale.

La flessione ha colpito sia il comparto alimentare (-1,4%) sia quello non alimentare (-2,1%). L'unico segmento in crescita è quello degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che ha visto un'accelerazione del 3,0%.

Questo andamento si riflette nelle dimensioni aziendali. Le imprese della media distribuzione hanno subito cali più marcati (-2,0%). I piccoli negozi con fino a 5 addetti sono diminuiti dell'1,9%. Le grandi strutture con oltre 20 dipendenti hanno mostrato una sostanziale stabilità (-0,2%).

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