La storica attività di arredamento Riceputi Arreda a Porto Fuori cessa la sua attività dopo oltre sessant'anni di storia. La decisione è stata presa dalla famiglia per sopraggiunta età, nonostante il negozio fosse ancora redditizio.
Porto Fuori saluta un pezzo di storia
La frazione di Porto Fuori, nel comune di Ravenna, dice addio a una delle sue botteghe più longeve. Riceputi Arreda ha chiuso definitivamente le sue serrande dopo più di sessant'anni di presenza sul territorio. La decisione è stata comunicata dalla famiglia che ha gestito l'attività per generazioni.
La chiusura segna la fine di un'epoca per la comunità locale. Il negozio era un punto di riferimento consolidato per molti residenti. La sua chiusura lascia un vuoto significativo nel tessuto commerciale della zona.
Dalle umili origini a un'attività consolidata
La storia di Riceputi Arreda inizia nel lontano 1962. I fondatori, Erminia ed Ezio Riceputi, avviarono l'attività in un piccolo garage situato in via Pirolini. Inizialmente, il negozio proponeva arredi semplici, adatti alle esigenze dell'epoca.
Il padre Ezio, falegname, e la madre Erminia, bracciante, unirono le loro forze per creare un'attività. Vendettero inizialmente letti, comodini e mobili essenziali. La madre si dedicò poi alla realizzazione di tende e alla tappezzeria. Il padre si occupava delle consegne e del montaggio dei mobili.
Crescita e trasferimento in via Bonifica
Nel 1964, l'attività crebbe e si trasferì in un locale più ampio in via Bonifica. Questo segnò un passo importante verso l'espansione. Il negozio continuò a evolversi nel corso degli anni, ampliando la sua offerta e il suo spazio.
Nel 1992, Riceputi Arreda trovò la sua sede definitiva nell'attuale stabile. Questo nuovo spazio permise un ulteriore ampliamento e l'assunzione di dipendenti. L'attività divenne un punto di riferimento consolidato nel settore dell'arredamento.
Una scelta dettata dall'età, non dalle difficoltà
Antonella Riceputi, figlia dei fondatori e ora titolare insieme alla sorella Cristina e alla nipote Aura, ha spiegato le ragioni della chiusura. «Abbiamo macinato tanto e non tiriamo le serrande perché non c'è più lavoro», ha dichiarato Antonella. «Il negozio funziona ancora bene, ma come in tutte le cose c'è una fine».
La decisione non è legata a problemi economici. «Sia io che mia sorella ormai abbiamo una certa età», ha aggiunto Antonella, che lavora nel negozio da quando aveva sedici anni. «Quindi si è trattato di prendere una scelta. Sicuramente chiudo con un po' di rammarico ma quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto».
Il cordoglio della comunità e delle istituzioni
La notizia della chiusura ha suscitato rammarico anche tra le istituzioni locali. Nicola Tritto, segretario comunale di Forza Italia, ha espresso il suo dispiacere. «La fine di un'attività commerciale in una piccola realtà lascia sempre un vuoto incolmabile», ha affermato Tritto.
Ha poi aggiunto: «È il segno tangibile di un tempo che cambia, ma che lascia dietro di sé la consapevolezza di aver vissuto e maturato valori veri accanto a persone indimenticabili. Sono sicuro che tutta la comunità di Porto Fuori ringrazia la famiglia Riceputi, nel congedo definitivo, per il senso di appartenenza e quella volontà di ‘fare famiglia’, sono davvero stati i veri pilastri di una storia professionale lunga e gloriosa. Una traccia indelebile che resterà per sempre nel cuore della comunità».