Tragico incidente a Treviglio dove Flavio Leoni, 33 anni, ha perso la vita mentre pedalava con familiari. L'automobilista investitore era ubriaco.
Incidente mortale a Treviglio su strada provinciale
Un grave sinistro stradale ha scosso la comunità di Treviglio. Flavio Leoni, un giovane di 33 anni, è deceduto giovedì mattina. Stava percorrendo in bicicletta via Canonica, una strada secondaria molto amata dai ciclisti. Era in compagnia del padre Mauro, 66 anni, e dello zio Amanzio Leoni, 69 anni.
L'incidente è avvenuto intorno alle 10. La dinamica è stata ricostruita dalla Polizia locale di Treviglio. L'auto, una Alfa Romeo, avrebbe urtato prima il guard rail. Successivamente, ha travolto i tre ciclisti. L'impatto è stato estremamente violento. Il parabrezza dell'auto è andato in frantumi. Il veicolo ha terminato la sua corsa in un campo adiacente.
Flavio Leoni, residente da tempo in Francia, era tornato per un'uscita in bici con i suoi cari. La sua passione per il ciclismo e la montagna era nota a molti. La notizia della sua morte ha destato profondo cordoglio.
Le condizioni dei familiari e l'automobilista
Il padre di Flavio, Mauro, è stato ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII. Ha riportato un forte trauma cranico. Lo zio Amanzio Leoni è stato trasportato agli Spedali Civili di Brescia. È stato sottoposto a un intervento chirurgico delicato. Le sue condizioni sono riservate.
Alla guida dell'Alfa Romeo c'era un uomo di 48 anni residente a Castel Cerreto. È rimasto illeso nell'incidente. Sottoposto all'alcoltest, è risultato positivo. Il suo tasso alcolemico era cinque volte superiore al limite consentito dalla legge. La Polizia locale ha ritirato immediatamente la sua patente.
Il Pubblico Ministero di turno, Maria Esposito, ha aperto un fascicolo. L'accusa è di omicidio stradale. L'automobilista è stato denunciato a piede libero. La sua condotta alla guida ha avuto conseguenze devastanti.
Il profilo di Flavio Leoni e le passioni
Flavio Leoni si era laureato con il massimo dei voti. Il suo percorso di studi si è concentrato sui diritti umani e la cooperazione internazionale. Aveva intrapreso una carriera nella comunicazione. Ha lavorato tra istituzioni e centri di ricerca in Francia. Si occupava anche di formazione professionale.
La sua morte lascia un vuoto incolmabile. Oltre al ciclismo, amava la montagna. La sua vita era proiettata verso il futuro, con un impegno costante nel suo campo professionale. La famiglia ha ricevuto numerosi messaggi di cordoglio sui social network.
Le conseguenze dell'impatto e le statistiche
L'impatto ha causato la dispersione di effetti personali dei ciclisti sull'asfalto e nei campi. Sono stati rinvenuti scarpe, occhiali e caschetti. Una delle biciclette è rimasta incastrata sotto il veicolo. È stata rimossa solo durante le operazioni di recupero dell'auto.
Questo tragico evento si inserisce in un contesto preoccupante. Da gennaio, si contano già dieci vittime della strada nella provincia di Bergamo. Quattro di queste erano ciclisti. Tra queste, il diciottenne Francesco Mazzoleni, investito a Barzana il 15 febbraio. E Osvaldo Busca, 64 anni, deceduto il 1° marzo a Pontida dopo uno scontro con un capriolo. Infine, Mattia Signorelli, 25 anni, ha perso la vita il 22 marzo sui Colli di San Fermo.
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