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Anna Dusi, da Oppeano, parteciperà al Panda Raid 2026 con un'importante missione: sensibilizzare contro la violenza di genere. La sua avventura nel deserto marocchino porterà un messaggio di rispetto e solidarietà.

Anna Dusi al Panda Raid 2026

È tutto pronto per il Panda Raid 2026. L'evento automobilistico unisce sport e solidarietà. Centinaia di equipaggi affrontano il deserto marocchino. Utilizzano le iconiche Fiat Panda di prima generazione. Tra i partecipanti spicca Anna Dusi. È un'impiegata di 50 anni di Oppeano. Questa sarà la sua terza volta nel raid. La partenza è fissata per giovedì 9 aprile. Il viaggio attraverserà paesaggi spettacolari. Ci saranno dune di sabbia, oasi e villaggi remoti. Le prove di orientamento metteranno alla prova gli equipaggi.

Un equipaggio con un messaggio forte

Anna Dusi, pilota con 26 anni di esperienza amatoriale nei rally, sarà affiancata da Giada Manocchi. Quest'ultima è una navigatrice di 23 anni di Portogruaro (Venezia). Insieme affronteranno questa avventura di portata mondiale. La loro partecipazione ha un forte valore simbolico. Correranno per promuovere un messaggio contro la violenza di genere. Collaborano con il centro antiviolenza Petra. Quest'ultimo offre supporto gratuito alle vittime. L'iniziativa mira a diffondere rispetto e pace. Un'attenzione particolare sarà rivolta alle donne nordafricane.

L'impegno di Lady Rally Verona

Anna Dusi fa parte dell'associazione Lady Rally Verona da circa dieci anni. Questo gruppo di pilote raccoglie fondi e beni di prima necessità. I contributi sono destinati al centro antiviolenza Petra. La scelta di partecipare al Panda Raid, con un'auto ricevuta in regalo nel 2000, non è solo per realizzare un sogno sportivo. È anche un modo per portare avanti un messaggio. Vuole contrastare la discriminazione di genere. Lo fa in un ambiente prevalentemente maschile come quello dei rally. L'impegno contro ogni forma di discriminazione è fondamentale per lei e per le Lady Rally.

La gara nel deserto marocchino

Le Fiat Panda verranno trasferite da Almeira (Spagna) a Puerto Denador (Marocco). La prima tappa inizierà sabato 11 aprile da Nador. La corsa si concluderà otto giorni dopo, sabato 18 aprile. L'arrivo è previsto a Madhia, città costiera della Tunisia. Saranno 340 equipaggi da tutto il mondo a prendere il via. Percorreranno circa duemila chilometri. Il percorso alternerà sterrato e asfalto. La gara di regolarità metterà alla prova resistenza e spirito di squadra.

Incontro con gli studenti di Oppeano

Nei giorni scorsi, Anna e Giada hanno incontrato gli studenti della seconda D della scuola media di Oppeano. Hanno tenuto una lezione speciale. Hanno spiegato il significato del loro viaggio. Hanno sottolineato l'importanza di diffondere la cultura della non violenza. I giovani hanno partecipato con grande entusiasmo. Hanno dialogato con pilota e navigatrice. Hanno posto molte domande sulla gara e sull'esperienza nel deserto. La consigliera delegata allo Sport, Alessandra Mozzo, ha elogiato l'iniziativa. Ha definito l'avventura un esempio positivo di determinazione e impegno sociale. Ha aggiunto che l'intera comunità di Oppeano è orgogliosa di supportare Anna e Giada.

Un'avventura con un significato profondo

Anna Dusi ha ribadito che il Panda Raid è molto più di una semplice gara. È una competizione di regolarità che attraversa il Marocco. Richiede resistenza, spirito di squadra e capacità di adattamento. Il 9 aprile segnerà l'inizio di questa nuova e appassionante sfida nel cuore del deserto. L'evento rappresenta un'opportunità per unire passione automobilistica e sensibilizzazione sociale.

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