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Tre comuni abruzzesi uniscono le forze per opporsi alla realizzazione di un impianto di co-incenerimento. L'udienza al TAR è fissata per il 21 ottobre 2026.

Un fronte unito contro il progetto di incenerimento

Le amministrazioni di Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi hanno ribadito una posizione unitaria. L'obiettivo è contrastare il progetto di un co-inceneritore. L'impianto è previsto nella zona industriale di Atri, precisamente in Contrada Stracca. Questa alleanza si rafforza in vista di un importante appuntamento legale.

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dell'Abruzzo, sezione prima dell'Aquila, ha fissato un'udienza. L'appuntamento è per il 21 ottobre 2026, alle ore 10. I tre enti locali confermano il loro impegno congiunto. Monitoreranno attentamente l'evolversi della vicenda legale.

Il ricorso al TAR e il sostegno dei comuni

Il fulcro della questione è un ricorso. Il Comune di Atri ha presentato un'istanza legale. Questa si oppone a un provvedimento regionale. Tale provvedimento aveva dato il via libera alla costruzione dell'impianto. L'impianto è destinato al trattamento di rifiuti speciali non pericolosi. Prevede anche il recupero di energia.

L'iniziativa legale non è isolata. Le amministrazioni di Pineto e Roseto degli Abruzzi hanno deciso di supportare Atri. Hanno scelto di affiancare il comune nel percorso giudiziario. Questa sinergia sottolinea la gravità della situazione per il territorio.

Tutela ambientale e salute pubblica al centro dell'azione

I tre Comuni hanno evidenziato l'importanza di questo passaggio procedurale. Assicurano che continueranno a seguire ogni sviluppo. La popolazione riceverà informazioni puntuali e trasparenti. Questo impegno mira a mantenere alta l'attenzione pubblica.

In una dichiarazione congiunta, i sindaci Piergiorgio Ferretti (Atri), Alberto Dell Orletta (Pineto) e Mario Nugnes (Roseto degli Abruzzi) hanno espresso la loro posizione. La collaborazione tra le amministrazioni è finalizzata alla tutela della salute dei cittadini. Altrettanto importanti sono la salvaguardia ambientale e la protezione del territorio.

Un'azione coordinata per difendere le comunità

I primi cittadini confermano la loro volontà. Intendono proseguire con un'azione coordinata. Seguiranno tutte le fasi del procedimento. Metteranno in campo ogni iniziativa ritenuta necessaria. L'obiettivo è difendere gli interessi delle rispettive comunità. La battaglia legale è solo all'inizio, ma l'unità dei comuni è un segnale forte.

La decisione di unire le forze nasce dalla preoccupazione. I sindaci temono impatti negativi sull'ambiente e sulla salute pubblica. La presenza di un impianto di questo tipo solleva interrogativi. Riguardano la gestione dei rifiuti e le emissioni. La trasparenza e la partecipazione dei cittadini saranno fondamentali.

L'udienza al TAR rappresenta un momento cruciale. Le amministrazioni comunali sono determinate a far sentire la propria voce. La difesa del territorio e del benessere dei residenti è la priorità assoluta. Si attendono sviluppi significativi nei prossimi mesi.

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