Condividi
AD: article-top (horizontal)

Due presunti leader di una presunta setta sciamanica a Pietralunga rimangono in carcere. Le accuse includono associazione per delinquere, truffa, estorsione e violenza sessuale.

Convalidato il carcere per i presunti capi della setta

Il Tribunale di Perugia ha confermato la custodia cautelare in carcere per Alfredo Mangone, noto come "Maestro Kaar Yampui", e Tatiana Ionel, "Maestra Mamás Núia Janua". I due, rispettivamente di 56 e 48 anni, sono considerati i presunti capi dell'associazione culturale "Conoscenza è Libertà". La decisione è arrivata dopo l'udienza di convalida tenutasi martedì pomeriggio. La coppia, assistita dai legali Emanuele Fierimonte e Deborah Wahl, ha scelto di non rispondere alle domande. Entrambi sono attualmente detenuti presso il carcere di Perugia.

Un terzo indagato, anch'egli destinatario di un fermo, attende ancora il suo interrogatorio di garanzia. Questo individuo si trova recluso nel carcere di Poggioreale, a Napoli. Le autorità giudiziarie perugine sono attivamente impegnate nella ricerca di un quarto indagato, nei cui confronti pende un ordine di fermo ancora da notificare ed eseguire. Le indagini mirano a ricostruire l'intera struttura dell'organizzazione.

Accuse di truffa, estorsione e violenza sessuale

Secondo le contestazioni mosse dalla Procura, coordinata dal sostituto procuratore Laura Reale, il gruppo sarebbe composto da un totale di sei persone. Di queste, due sono attualmente in carcere, mentre per altre due le misure cautelari sono ancora in fase di definizione. Due individui, invece, risultano indagati a piede libero. L'associazione, inizialmente qualificata come promozione sociale, sarebbe stata trasformata in un'entità gerarchica e coercitiva. Le accuse, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all'estorsione. Per Alfredo Mangone, inoltre, si ipotizza l'aggravante della violenza sessuale.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Perugia hanno portato alla luce un presunto meccanismo di sequestro psicologico. Numerose vittime sarebbero state isolate dal mondo esterno. I loro risparmi sarebbero stati prosciugati con la promessa di ottenere salvezza spirituale. In caso di disobbedienza o ribellione, le vittime sarebbero state minacciate con presunte maledizioni destinate a perdurare per "sette generazioni". Questo modus operandi ha caratterizzato l'attività del gruppo.

Il quartier generale a Pietralunga e i presunti guadagni

Il sodalizio criminale avrebbe operato da un casolare situato a Pietralunga. Questo luogo fungeva da quartier generale per quello che viene descritto come un "business" della salvezza spirituale. Si stima che l'organizzazione abbia generato profitti per centinaia di migliaia di euro. Tali somme sarebbero confluite attraverso donazioni, quote associative e corsi spirituali dal costo elevato. I vertici dell'associazione avrebbero utilizzato questi fondi per finanziare uno stile di vita lussuoso, includendo l'acquisto di automobili di alta gamma e frequenti cene in ristoranti costosi.

Le indagini proseguono per accertare l'esatta entità dei guadagni illeciti e per identificare tutte le persone coinvolte nell'organizzazione. La comunità locale di Pietralunga è scossa dagli eventi che hanno portato alla luce questa presunta attività criminale. Le autorità invitano eventuali altre vittime a farsi avanti per fornire la propria testimonianza.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: