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A Piacenza si apre un tavolo di confronto tra amministrazione e associazioni di categoria per definire il parco agricolo di cintura. L'obiettivo è conciliare le esigenze agricole con la tutela del territorio, promuovendo prodotti a km zero e contrastando l'avanzata della logistica.

Parco agricolo di cintura: un confronto necessario

Si è tenuto a Piacenza un importante incontro sul futuro del parco agricolo di cintura. L'evento, organizzato dalla Consulta Ambiente e Territorio, ha visto una grande partecipazione. L'architetto Stefano Benedetti ha presentato la proposta per il parco Pertite. Ha poi illustrato un'osservazione al Piano Urbanistico Generale (Pug). L'obiettivo è definire norme precise. Queste dovranno assicurare il successo del progetto. È necessaria un'azione politica decisa dell'Amministrazione.

Successivamente, l'urbanista Marco Turati è intervenuto per Legambiente. Ha parlato anche a nome del Comitato “Stop logistica a Roncaglia”. Ha presentato un'altra osservazione al Pug. Questa mira alla pianificazione di un parco agricolo periurbano. La sala era gremita di agricoltori. Erano presenti anche rappresentanti di associazioni di categoria.

Associazioni di categoria e agricoltori presenti

Tra i partecipanti, Riccardo Piras di Coldiretti. C'era anche Giovanna Parmigiani, vice presidente di Confagricoltura Piacenza. Presenti Michele Lodigiani e Luigi Bisi, presidente del Consorzio di Bonifica. Non mancavano Giuseppe Bussandri della Magnana e Cristina Caviglioni della Coop gli Spinoni. Hanno partecipato anche quattro consiglieri comunali. Erano rappresentate sia la maggioranza che la minoranza.

Il dibattito è stato vivace e si è protratto fino a tarda sera. Purtroppo, è emersa una forte diffidenza. La Consulta Ambiente ha segnalato questa preoccupazione. Gli agricoltori temono nuovi vincoli. Questi potrebbero complicare ulteriormente la loro attività. Si paventa anche un impatto negativo sul valore dei terreni.

Chiarimenti sul concetto di "parco agricolo"

Il relatore ha cercato di spiegare il concetto di parco agricolo. Ha chiarito che non rientra tra le aree protette regionali. Questo eviterebbe eccessivi oneri burocratici. Si tratta piuttosto di delimitare un'area territoriale specifica. In quest'ambito, le aziende agricole potrebbero collaborare. Potrebbero farlo in forma consortile. L'amministrazione comunale potrebbe coordinare le azioni. L'obiettivo è sostenere la distribuzione di prodotti a km zero.

Si punta a potenziare la biodiversità. Questo lungo strade e canali. Si vuole tutelare la vegetazione. Si pensa anche a laghetti e corsi d'acqua. L'idea è integrare l'offerta di ristoro. Si promuove il turismo “lento”. Si prevedono percorsi pedonali e ciclabili. Questo collegherebbe meglio la città con la campagna.

Modelli di successo e tutela del territorio

Queste iniziative sono già state sperimentate con successo. Esempi concreti si trovano nei parchi agricoli di Milano e Brescia. In queste realtà sono previsti bandi specifici. Questi sostengono finanziariamente le attività integrative. Promuovono un'agricoltura più sostenibile. L'osservazione presentata mira anche a un altro scopo fondamentale. Si vuole contrastare la trasformazione urbanistica del territorio agricolo. L'avanzata della logistica rappresenta una minaccia concreta. In sostanza, il parco agricolo serve a proteggere l'agricoltura. Protegge anche la sovranità alimentare, sempre più a rischio.

Verso un tavolo di confronto operativo

L'esito più importante del dibattito è stato positivo. È emersa la disponibilità a istituire un tavolo di confronto. Questo coinvolgerà le associazioni di categoria. L'obiettivo è definire con precisione il perimetro d'azione del parco agricolo. Si discuteranno i vincoli reali e le opportunità concrete. Questo avverrà in vista della discussione in Consiglio Comunale. Si vuole sgombrare il campo da equivoci fuorvianti. Il dibattito è stato coordinato da Giuseppe Castelnuovo. Hanno contribuito anche i consiglieri Pagani e Spezia. Presenti anche Laura Chiappa, Umberto Venezia, l'agronomo Paolo Iacopini e Renata Tansini.

Un modello di partecipazione

La serata è stata un esempio di partecipazione. Ha mostrato come avrebbe dovuto essere condotto il percorso partecipativo del Pug. Un dibattito aperto, acceso, a tratti conflittuale. Ma soprattutto civile, competente e sincero. Ha affrontato nodi irrisolti ma urgenti. Questo processo non è avvenuto in altre occasioni.

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