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A Piacenza siglato un accordo tra Azienda Usl e associazione Para-Tetraplegici. Il protocollo mira a potenziare cura e riabilitazione per persone con lesioni midollari, garantendo un percorso integrato e personalizzato.

Nuovo percorso cura mielolesione a Piacenza

È stato formalizzato un accordo cruciale per la salute a Piacenza. L'Azienda Usl locale ha sottoscritto un protocollo d'intesa. Questo accordo coinvolge l'associazione Para-Tetraplegici di Piacenza. L'obiettivo principale è migliorare la cura. Si punta anche alla riabilitazione per i pazienti con mielolesione. Questo rappresenta un traguardo significativo. È anche un nuovo punto di partenza per un lavoro futuro.

Il percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale e riabilitativo (Pdta-R) è dedicato a queste persone. È il risultato di un impegno prolungato. Un lavoro complesso è stato coordinato da Elena Belli. L'équipe del settore Qualità aziendale, guidata da Pilade Cortellazzi, ha svolto un ruolo chiave. La firma sancisce un impegno forte. Questo impegno è condiviso tra le due entità. Beneficeranno i pazienti mielolesi e le loro famiglie.

Alla cerimonia di firma erano presenti molti attori. Hanno partecipato tutti coloro che hanno contribuito al percorso. Tra questi, la direttrice generale Paola Bardasi. Presenti anche il direttore sanitario Andrea Magnacavallo. E ancora, il direttore Attività Sociosanitarie Eleonora Corsalini. Il direttore Assistenziale Andrea Contini ha partecipato. Anche Roberto Antenucci, direttore dell'Unità Spinale e Gracer, era presente. Gianfranco Lamberti, direttore di Medicina riabilitativa, ha preso parte. La case manager Elena Braghieri e la referente del percorso Monica Orsi erano presenti. La presidente dell'associazione, Rossella Titimoli, ha firmato l'accordo. Evelina Cattadori, direttore del distretto di Levante, ha rappresentato i direttori dei distretti.

Integrazione e continuità per pazienti mielolesi

Il direttore sanitario Andrea Magnacavallo ha sottolineato l'importanza del Pdta-R. «Con la sottoscrizione di questo Pdta-R – ha affermato – compiamo un passo significativo». L'intento è una presa in carico più strutturata. L'assistenza sarà più integrata e vicina ai pazienti. Le loro famiglie riceveranno un supporto maggiore. Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra. Mette al centro la continuità del percorso di cura. Valorizza l'integrazione tra ospedale e territorio. L'associazionismo gioca un ruolo fondamentale. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Il Pdta-R è un documento essenziale. È fondamentale sia per i professionisti che per i pazienti. La gestione clinica, assistenziale e riabilitativa dei mielolesi è complessa. Richiede competenze specialistiche elevate. È necessaria un'organizzazione efficiente. Deve garantire integrazione e appropriatezza in ogni fase. Questo piano assicura un corretto inquadramento clinico. Offre una prognosi funzionale accurata. Permette decisioni terapeutiche condivise. Questi elementi sono cruciali per un percorso di cura efficace.

Il documento formalizza un approccio multidisciplinare. Coinvolge professionisti in modo coordinato. Copre tutte le fasi dell'assistenza. Dalla fase intensiva ospedaliera a quella estensiva sul territorio. Include anche aspetti sociali. Supporta i percorsi di reinclusione nella vita quotidiana. Il contributo dell'associazione dei pazienti è prezioso. La cura della persona a 360 gradi è il filo conduttore. Questo concetto è stato ribadito da tutti i firmatari.

Medicina della persona e reintegrazione sociale

Roberto Antenucci ha descritto il percorso come «medicina della persona». Si prende cura del corpo. Ma anche della mente, della socialità e della sfera relazionale. È un cammino che accompagna le persone. Aiuta a rinascere verso una vita diversa. Una vita che può essere piena di attività. Può tornare ad essere completa e soddisfacente.

Monica Orsi ha ripreso questo concetto. «Il nostro obiettivo con questo documento è garantire una prospettiva più ampia della cura». Deve abbracciare la vita nella sua complessità. Identifica bisogni e necessità. Anche in campo sportivo, lavorativo e di autonomia personale. L'associazione Para-Tetraplegici ha un ruolo fondamentale. Supporta pazienti e famiglie. Grazie ai nuovi associati, la sua presenza sul territorio è sempre più determinante.

Il Pdta-R dell'Ausl di Piacenza segue le indicazioni regionali. Si basa su principi cardine. Tra questi, la formulazione precoce di una prognosi funzionale accurata. Questa si basa su valutazioni cliniche e strumentali multidisciplinari. Permette di individuare le risorse più adeguate. Viene definito un Piano Riabilitativo Individuale (PRI). Stabilisce obiettivi, tempi e modalità del percorso terapeutico. Si promuove la formazione continua dei professionisti. Questo garantisce omogeneità di competenze.

La fase intensiva ospedaliera è collegata alla fase post-dimissione. Si organizza secondo un modello di presa in carico estensiva. Questo modello integra il follow-up. Include attività strutturate di monitoraggio. Offre interventi clinico-assistenziali mirati. Assicura continuità assistenziale. Permette la gestione tempestiva delle complicanze. Prevede approfondimenti diagnostico-terapeutici se necessari.

Il ruolo del territorio e dell'associazione

Il professor Gianfranco Lamberti ha evidenziato l'importanza del territorio. «Il Pdta-r della mielolesione non si ferma alla fase acuta». Le complicanze motorie, urologiche, intestinali, sessuali e legate al dolore cronico evolvono. Possono essere trattate anche a distanza di anni. La vera sfida è il territorio. Significa intercettare precocemente i problemi. Prenderli in carico in modo continuativo.

Elena Braghieri ha aggiunto un punto fondamentale. «Il concetto chiave di questo documento affonda le sue radici nel decreto legislativo 62 del 2024». Introduce un approccio biopsicosociale. Si parte da un quadro complessivo dei bisogni. Si delinea un piano d'azione personalizzato. Un progetto di vita che mette al centro la persona. In questo quadro, l'associazione assume un ruolo cruciale. È un elemento di collegamento fondamentale.

La firma del documento con l'associazione Para-Tetraplegici di Piacenza ha un valore profondo. Va oltre l'aspetto formale. Rappresenta un patto di responsabilità e prossimità. Rafforza il legame tra sistema sanitario, territorio e associazionismo. L'obiettivo è chiaro: avvicinarsi ai pazienti e alle loro famiglie. Offrire percorsi strutturati e competenti. Orientati alla qualità della vita.

La presidente Rossella Titimoli ha espresso soddisfazione. Era accompagnata da alcuni rappresentanti dell'associazione. «Oggi siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto», ha dichiarato. L'associazione è stata partecipe e attiva. L'auspicio è che quanto previsto nel documento si traduca in realtà. L'impegno congiunto promette miglioramenti concreti per la comunità di Piacenza.

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