Condividi
AD: article-top (horizontal)

La Commissione Unica Nazionale (Cun) per il grano duro è operativa. Questo nuovo organismo mira a garantire prezzi trasparenti e a valorizzare la qualità del grano italiano, un passo fondamentale per gli agricoltori.

Nuova quotazione per il grano duro

È stato compiuto un passo decisivo per il settore agricolo. La Commissione Unica Nazionale (Cun) per il grano duro ha avviato le sue attività con la prima quotazione ufficiale. Questo risultato è stato raggiunto grazie alle iniziative di Coldiretti. L'obiettivo è assicurare trasparenza sul mercato. Si vuole inoltre riconoscere il giusto valore al prodotto nazionale.

Per la prima volta, le caratteristiche uniche del grano italiano vengono valutate con meccanismi chiari. Vengono premiate le produzioni di alta qualità. Queste danno vita alla filiera della pasta 100% italiana. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, e Vincenzo Gesmundo, segretario generale, hanno dichiarato: «Per troppo tempo gli agricoltori italiani hanno subìto prezzi decisi da borse merci locali e squilibri nelle trattative».

«Questa è un primo traguardo frutto del lavoro, della mobilitazione e della determinazione dei nostri soci», hanno aggiunto. Oltre ventimila agricoltori hanno manifestato in tutta Italia. Lo hanno fatto per tutelare il loro reddito e la salute dei consumatori.

La Cun stabilisce nuovi criteri

La Cun avrà il compito di definire il prezzo indicativo del grano duro nazionale. Monitorerà anche le tendenze di mercato. Questo organismo sostituisce le vecchie quotazioni di Foggia e Bologna. Una novità importante è la nuova struttura del listino nazionale. Questo sarà differenziato per qualità.

Le categorie includono: fino alto proteico (15% di proteine), fino proteico (14%), fino (13% al Nord, 12% al Sud) e convenzionale (11,5%). Questa evoluzione permette una lettura più precisa del mercato. Valorizza le diverse caratteristiche qualitative delle produzioni. Roberto Gallizioli, direttore di Coldiretti Piacenza, definisce questo passaggio epocale.

«L'addio alle vecchie logiche delle borse merci di Bologna e Foggia è una vittoria che tocca da vicino i nostri cerealicoltori piacentini», ha affermato Gallizioli. I produttori di Piacenza investono da anni sulla qualità. La Cun restituisce dignità al lavoro nei campi della provincia. Assicura che il valore del grano sia stabilito su basi oggettive.

Si evitano così speculazioni che penalizzano chi produce eccellenza. Fino ad oggi, questa distinzione qualitativa mancava nei meccanismi ufficiali di quotazione. Non c'era una valutazione strutturata e condivisa del contenuto proteico. Questo elemento è fondamentale per l'industria di trasformazione.

Verso una filiera più giusta

L'introduzione di categorie specifiche colma un vuoto importante. Permette di riconoscere in modo trasparente e oggettivo ciò che prima restava implicito. La nascita della Commissione Unica Nazionale del grano duro rappresenta un passo avanti. Si muove verso un modello di filiera più moderno, trasparente e sostenibile.

I prezzi indicativi della prima quotazione mostrano rialzi nei listini del Sud, delle Isole e del Centro. Le quotazioni del Nord sono stabili. Questo inverte la tendenza di mercato, dato che l'80% del grano duro in Italia proviene dal Nord. Il lavoro della Cun richiederà un progressivo rafforzamento e affinamento.

Il prezzo indicativo è espresso franco partenza. Questo è in linea con il sistema di Foggia. Offre maggiore chiarezza rispetto al sistema di Bologna, dove le quotazioni erano franco arrivo. Il prezzo della Cun deve diventare il pilastro per i contratti di filiera. Deve agganciare i contributi pubblici. Ciò supporterà una più equa ripartizione del valore.

Il Ministro delle Politiche Agricole, Francesco Lollobrigida, ha confermato l'impegno del Governo. Verranno destinati 40 milioni di euro agli aiuti de minimis per le filiere del grano duro. Questo riconosce l'importanza strategica del settore. Supporta la richiesta di sostegno degli agricoltori italiani.

«Adesso la sfida è organizzativa», concludono Prandini e Gesmundo. Si punta sui contratti di filiera per garantire un plus al prezzo del grano. Si supporteranno i cerealicoltori nella produzione di qualità. Si aiuteranno a conoscere e ottimizzare i costi di produzione. Verranno garantiti trasparenza e strumenti concreti per tutelare il loro reddito.

Coldiretti sarà in prima linea in questo percorso. Collaborerà con Cai – Consorzi agrari d’Italia, Filiera Italia e FdAI – Firmato dagli agricoltori italiani. L'obiettivo è rendere la filiera del grano duro finalmente giusta, moderna e competitiva.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: