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L'industria automobilistica in Abruzzo rappresenta la quasi totalità dell'occupazione regionale, con un forte radicamento dei fornitori di primo livello. Nonostante sfide legate alla transizione tecnologica, il settore mostra resilienza e innovazione, con una crescente domanda di competenze specialistiche.

L'automotive guida l'economia abruzzese

In Abruzzo, il settore automobilistico assorbe una quota predominante dell'occupazione. L'87,3% dei lavoratori regionali opera in questo comparto. Questo dato evidenzia la profonda specializzazione del territorio. L'industria dell'auto contribuisce anche in modo significativo al fatturato. Si parla infatti del 91,3% del totale regionale.

Questi risultati emergono da un'indagine condotta dall'Osservatorio Tea. L'indagine analizza la trasformazione dell'ecosistema automotive. I dati survey 2025 si basano su un ampio database. Questo database comprende 2.100 imprese attive nel settore.

La struttura produttiva abruzzese si caratterizza per un'elevata presenza di aziende Tier 1. Queste imprese forniscono componenti direttamente ai costruttori automobilistici. In Abruzzo, i Tier 1 rappresentano il 41% del totale delle imprese. Questo dato è superiore alla media nazionale, ferma al 27%.

I fornitori di primo livello intercettano una fetta consistente del fatturato locale. Si tratta del 68% del totale generato dal settore automotive in regione. Questo conferma un forte radicamento e una centralità strategica di queste realtà produttive.

Le imprese dell'automotive in Abruzzo dimostrano una maggiore capacità di resistenza. Questa resilienza le distingue dalle altre realtà industriali della regione. Il merito è da attribuire all'elevata innovazione. Sia i prodotti che i processi produttivi sono costantemente migliorati. Questo livello di innovazione supera quello dei competitor nazionali.

Tuttavia, permangono aree di miglioramento. È necessario intervenire soprattutto sulla regolamentazione. Anche l'adeguamento ai cambiamenti tecnologici richiede maggiore attenzione. Queste sono le osservazioni di Giuseppe Calabrese, responsabile scientifico dell'Otea.

Transizione tecnologica e resilienza delle imprese

A differenza del quadro nazionale, in Abruzzo l'approccio alla transizione è pragmatico. A livello nazionale, l'8% dei fornitori automotive prevede un'uscita dal settore. Le imprese abruzzesi, invece, mostrano un atteggiamento più resiliente. Una percentuale significativa, il 45%, punta sull'adattamento.

Nessuna impresa abruzzese ipotizza, al momento, l'abbandono della filiera produttiva. Questo dinamismo si traduce in azioni concrete. Il 77% delle aziende ha innovato i propri processi produttivi. Questa innovazione copre il 99% del fatturato regionale. Inoltre, il 55% delle imprese ha sviluppato nuovi prodotti.

Gli investimenti nel settore del full-electric sono un indicatore importante. Questi investimenti rappresentano il 13,6% del totale degli sviluppi di prodotto. Questo dato segnala una crescente attenzione verso le nuove tecnologie di propulsione.

La capacità di adattamento e l'innovazione costante sono i pilastri della resilienza del settore automotive abruzzese. Le aziende dimostrano di voler affrontare le sfide future con determinazione. L'obiettivo è mantenere la competitività in un mercato in rapida evoluzione.

Nuove competenze e sfide occupazionali

Nonostante un saldo occupazionale generale negativo a livello regionale (-5,6%), la situazione cambia nelle realtà focalizzate sui veicoli elettrici (EV). In queste aziende, l'occupazione registra una crescita del 5%. Questo dato è nettamente superiore alla media italiana, che si attesta a +1,7%.

Il mercato del lavoro in Abruzzo sta evolvendo. Si ricerca personale con un elevato contenuto tecnologico. Le figure più richieste sono ingegneri meccatronici e programmatori software. Queste professionalità rappresentano il 54,5% delle nuove assunzioni. Seguono analisti e progettisti di sistemi.

L'Intelligenza Artificiale (IA) viene percepita come un'opportunità da una parte consistente delle imprese. Il 27,3% delle aziende abruzzesi vede nell'IA un potenziale di crescita. Questo dato è superiore alla media nazionale, che si attesta al 19,9%. L'adozione di tecnologie avanzate è quindi una priorità.

La formazione e l'aggiornamento delle competenze diventano cruciali. Le imprese devono investire nella preparazione della forza lavoro. Questo permetterà di rispondere alle esigenze di un settore sempre più digitalizzato. La collaborazione tra aziende e istituzioni formative è fondamentale.

La transizione verso l'elettrico e l'integrazione dell'IA richiedono nuove figure professionali. La capacità di attrarre e formare talenti sarà determinante per il futuro del settore automotive in Abruzzo.

Le richieste delle imprese e le politiche pubbliche

Per quanto riguarda il finanziamento dell'innovazione, le imprese abruzzesi si affidano prevalentemente alla liquidità interna. Il 72% delle aziende utilizza risorse proprie per investire. Il ricorso al credito bancario è più limitato, attestandosi al 16%. Questo dato è inferiore rispetto alla media nazionale.

Sul fronte delle politiche pubbliche, le imprese avanzano richieste precise. Vi è un'urgenza percepita riguardo la riduzione dei costi energetici. Questo aspetto riceve un punteggio di 4,0 su 5. Altra richiesta prioritaria è la semplificazione amministrativa, valutata 3,8 su 5.

Le aziende chiedono inoltre sostegni concreti per l'internazionalizzazione. L'obiettivo è espandersi verso mercati strategici. Tra questi, vengono menzionati il Marocco, il Messico e la Spagna. Questi mercati offrono potenziali di crescita significativi.

La collaborazione tra settore pubblico e privato è essenziale. Le istituzioni devono supportare le imprese nel superamento degli ostacoli. Politiche mirate possono favorire la competitività e l'innovazione. La riduzione dei costi energetici e la semplificazione burocratica sono passi fondamentali.

L'Abruzzo, con la sua forte vocazione automotive, ha il potenziale per consolidare la sua posizione. Questo richiederà un impegno congiunto per affrontare le sfide future. L'innovazione tecnologica e la formazione delle risorse umane saranno chiavi di volta. Le politiche di sostegno dovranno essere strategiche e tempestive.

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